Conosciamo la Siria (2°Parte)

Dal mandato francese all’indipendenza siriana

Dopo aver illustrato le premesse storico-politiche della Siria, riprendiamo da ci eravamo fermati, ovvero dall’inizio del mandato amministrativo della Francia sui territori siriani, conseguente allo sfaldamento dell’Impero Ottomano e ai noti Accordi di Sykes e Picot.

L’inizio del mandato amministrativo francese sui territori siriani si sviluppò in modo turbolento, tra proteste popolari ed insurrezioni nazionaliste, a cui l’esercito occupante francese reagiva regolarmente col pugno di ferro. Ad ogni modo il fronte nazionalista siriano, sotto la leadership di Hashim al-Atassi, di Mardam Bey e di Shukri al-Quwwatli, si coagulò sotto la sigla del Blocco Nazionale, formazione politica indipendentista di estrazione conservatrice, egemonizzata dalle élite notabili sunnite, decisamente prossime al principe Faysal al-Hashimi e alquanto aperte ad una conciliazione negoziata con i francesi. Tuttavia ben presto l’indirizzo politico del Blocco Nazionale, finì col deludere le ambizioni indipendentiste dei nazionalisti più risoluti a combattere l’occupazione francese, sicché decisero di organizzare la guerriglia clandestina sotto l’insegna di un’associazione politica para-militare, denominata Pugno d’Acciaio, fondata dall’esule Abd al-Rahman Shahbandar.

I nazionalisti del Blocco Nazionale, forti del sostegno della borghesia commerciale sunnita locale, riuscirono ad imporsi ai francesi come interlocutore politico di riferimento, al punto da esercitare una fortissima influenza sulle autorità mandatarie francesi, le quali cominciarono a prendere in considerazione l’ipotesi di una seppur blanda indipendenza siriana. Questo indirizzo politico francese, fu successivamente forzato da una serie di scioperi organizzati dal Blocco Nazionale, a cui le autorità francesi risposero aprendo un negoziato che prospettava l’iter di indipendenza siriano, subordinandolo tuttavia ad una serie di vincoli di natura politica, commerciale e militare, sicché nel 1936 la Francia si decise a riconoscere la formale indipendenza siriana. La scelta francese fu indotta dalla necessità di stabilizzare la sua colonia araba, alla vigilia della seconda guerra mondiale, data la minaccia costituita dal massiccio riarmo della vicina Germania nazional-socialista.

Ai trattati di indipendenza, seguì l’elezione presidenziale del leader del Blocco Nazionale, Hashim al-Atassi, il quale affidò la presidenza del consiglio della neonata Repubblica Siriana al collega Mardam Bey. Tuttavia nonostante la formale indipendenza raggiunta, la sovranità siriana rimaneva fortemente subordinata all’influenza politica francese, realtà questa, aspramente criticata dai nazionalisti del Pugno di Ferro, soprattutto dopo il mancato coinvolgimento governativo del loro leader Shahbandar, le cui posizioni intransigenti gli constarono prima l’arresto e successivamente la vita, in conseguenza di un controverso attentato, riconducibile ad ambienti vicini al primo ministro Mardam Bey, la cui leadership politica risultò in ogni caso compromessa da questo evento.

Intanto lo scoppio della seconda guerra mondiale, bloccò la ratifica francese del trattato di indipendenza siriano, suscitando le proteste del dimissionario presidente Hashim al-Atassi, fu così che la Francia ripristinò il suo pieno controllo militare sulla sua colonia araba, inoltre ne approfittò per cedere la provincia di Alessandretta alla vicina Turchia che ne rivendicava la sovranità, nonostante l’opposizione della prevalente comunità siriana, in particolar modo quella di estrazione Alawita. Tuttavia successivamente all’occupazione tedesca della Francia, la Siria venne prontamente occupata dall’esercito britannico, per poi raggiungere definitivamente l’indipendenza nel 1944, quando il neo-presidente Shukri al-Quwwatli predispose l’adesione del suo paese alla coalizione alleata, nonostante la ritrosia della Francia di De Gaulle che riconobbe la piena indipendenza della sua vecchia colonia solo nel 1946.

Sfaldamento del Blocco Nazionale Siriano

Il secondo dopoguerra siriano aprì una nuova stagione politica, dove la lotta contro il comune nemico francese lasciò il posto alle contrapposizioni di interessi dei vari gruppi di potere locali, né il prestigio del Presidente al-Quwwatli, né l’effimero governo guidato da al-Atassi riuscirono a porre rimedio, così come ebbe scarsi risultati anche il successivo governo di Mardam Bey, era l’inizio dello sfaldamento del Blocco Nazionale, dalla cui implosione nacquero due nuove compagini politiche, quella del Partito Nazionale, riconducibile alla vecchia guardia egemonizzata da Mardam Bey, al-Quwwatli e al-Atrash e quella del Partito Popolare, guidato dal Clan al-Atassi, riconducibile all’élite notabile sunnita del nord del paese, propensa a federarsi con il vicino Regno di Iraq, dove gli inglesi avevano precedentemente intronizzato il principe Hashemita Faysal, parallelamente a questi colossi politici, iniziò a farsi largo anche l’attuale partito socialista panarabo Baath. Le spinte centrifughe interne al Blocco Nazionale concretizzarono una netta divergenza di prospettive, soprattutto circa l’opportunità di federarsi o meno con la vicina monarchia Hashemita Irakena, ipotesi questa fortemente avversata dall’establishment damasceno del Partito Nazionale, contrario a subordinare nuovamente la sovranità del paese agli interessi coloniali di una potenza straniera, ovvero a quella del Regno Unito. Lo sfaldamento del Blocco Nazionale, permise anche l’ascesa del Fronte Socialista Islamico, movimento politico islamista, guidato da Mustafa al-Sibai, un giurista sunnita formatisi nella rinomata Università di al-Azar, noto per il suo moderato apprezzamento per la dottrina socialista.

Ad ogni modo, la contrapposizione tra le due anime del vecchio Blocco Nazionale, favorì l’ascesa dell’odierno Partito Socialista Panarabo Baath (Resurrezione), movimento politico finalizzato alla creazione di un grande stato arabo, fondato sulla comune identità araba, coniugandola con il concetto di laicità occidentale, nel tentativo di amalgamare il complesso mosaico confessionale siriano, intento questo, ravvisabile dalla biografia dei suoi fondatori, parliamo del Musulmano-Alawita Zaki al-Arsuzi, del Cristiano-Ortodosso Michel Aflaq e del Musulmano-Sunnita Salah al-Bitar, formatisi tutti e tre nella rinomata Università francese della Sorbone, dove ebbero modo di incontrarsi, sviluppando un inedita formula politica che sintetizzasse il loro nazionalismo panarabo con il socialismo di matrice europea. Parallelamente al Baath cominciò ad imporsi anche l’odierno Partito Nazionale Socialista Siriano (PNSS), fondato nel 1932 da Antun Saade, un libanese di estrazione Cristiano-Maronita, precedentemente attivo nella resistenza anti-francese e relativamente contiguo al pensiero fascista, ad ogni modo il suo obiettivo era quello di implementare l’antico progetto della “Grande Siria“, al fine di amalgamare definitivamente la variegata realtà regionale, facendo leva sul concetto di prossimità geografica-sociale, in alternativa ai paradigmi etnico-religiosi del nazionalismo arabo classico. A queste formazioni politiche autoctone, si aggiunse anche il Partito Comunista Siriano, fondato nel 1944 da Khalid Bakdash.

(Prospettiva del progetto di una Grande Siria)

Instabilità politica ed ascesa dei militari al potere

Ai fermenti politici dell’immediato secondo dopoguerra, nel 1948 seguì lo scoppio della prima guerra arabo-israeliana, a cui la Siria, retta dal Presidente al-Quwwatli e dal Premier al-Mardam Bey, prese parte attiva, aderendo alla deludente coalizione araba, poi uscita sconfitta dal conflitto. Questa débâcle militare compromise la già precaria stabilità politica siriana, al punto da mettere in discussione le capacità direttive della leadership governativa del paese, sicché nel 1949, l’élite militare guidata dal colonnello Husni al-Zaim, dopo aver denunciato l’inadeguatezza dei mezzi militari forniti all’esercito, predispose il primo di una lunga serie di colpi di stato, esautorando al-Quwwatli, successivamente costretto all’esilio in Egitto.

L’ascesa politica di al-Zaim venne presumibilmente agevolata dalla CIA, preoccupata dalla possibilità che l’instabilità politica siriana, agevolasse l’instaurazione di un regime comunista in un paese strategico come la Siria, inoltre gli americani contavano di poter indurre il neo-presidente a negoziare un accordo di pace con gli israeliani, a cui tuttavia l’esercito rimaneva fortemente contrario, sicché si optò per un semplice armistizio. La sconfitta del fronte arabo filo-palestinese, turbò l’antica coesistenza religiosa siriana, catalizzando l’odio dei musulmani verso la minoranza ebraica locale, costringendola a riparare nel vicino Israele. Ad ogni modo la leadership di al-Zaim, si sgretolò repentinamente in seguito alla controversa scelta di estradare in Libano, il popolarissimo leader del PNSS, Antun Saade, dove verrà giustiziato con l’accusa di sedizione, suscitando le ire dei suoi sostenitori, alcuni dei quali erano influenti ufficiali dell’esercito siriano, come nel caso del colonnello al-Hinnawi, che dopo aver accusato il neo-presidente di aver tradito la protezione precedentemente accordata a Saade, patrocinò la sua deposizione, sventando inoltre la paventata possibilità di giungere ad un definitivo accordo di pace con gli israeliani.

L’establishment militare una volta giustiziato al-Zaim, agevolò la nomina presidenziale di Hashim al-Atassi, coadiuvato da una giunta militare guidata da al-Hinnawi, tuttavia nel giro di qualche mese l’intento di federare il paese con il vicino Regno Hashemita d’Iraq, sommato alla disponibilità a trattare una pace definitiva con i nemici israeliani, indusse l’esercito a riconsiderare il proprio appoggio al nuovo governo, divenuto infido e refrattario alle influenze degli ufficiali siriani. Queste dinamiche politiche erosero repentinamente la leadership di al-Hinnawi, agevolando l’ascesa politica del colonnello Adib al-Shishakli, leader militare di estrazione curdo-sunnita, nonché membro del PNSS, noto per la sua contrarietà ad ogni ipotesi di federazione con il vicino Iraq. Questa divergenza strategica convinse al Shishakli ad intervenire rimuovendo al-Hinnawi, dissuadendo il Presidente al-Atassi dal proseguire il suo progetto federalista filo-hashemita, inducendolo infine alle dimissioni.

(Il presidente siriano al-Shishakli)

Alle dimissioni di al-Atassi nel 1951 seguì l’instaurazione di una giunta militare presieduta formalmente dal generale Fawzi Selu, ma in realtà sotto il pieno controllo di al-Shishakli, il quale solo due anni dopo dispose anche l’esilio del vecchio collega Selu, considerato fin troppo contiguo all’Arabia Saudita. Una volta proiettatosi formalmente al potere, il nuovo leader militare ne approfittò per consolidare la propria egemonia politica sul paese, disponendo lo scioglimento di tutti i partiti politici, ad eccezione del suo Fronte di Liberazione Arabo (MLA), e bandendo tutti gli organi di stampa fuori dal suo controllo. Il nuovo regime, di stampo socialista continuò a perseguire il progetto di una Grande Siria, confermando l’ostilità verso i vicini israeliani, pur mantenendosi aperto verso l’occidente, inoltre cercò nei limiti del possibile il dialogo con il nuovo monarca hashemita Talal di Giordania, sorvolando sul tradizionale supporto che quest’ultimo aveva garantito ai ribelli Drusi attivi nel sud della Siria. Lo stato di polizia inaugurato da al-Shishakli limitò fortemente l’azione politica dei gruppi di opposizione, disponendo gli arresti domiciliari dell’ex presidente al-Atassi e perseguitando la leadership del Partito Baath, formazione politica ben introdotta tra gli ambienti militari dell’epoca, da cui traeva importanti coperture occulte che ne favorirono l’attività politica clandestina all’interno del paese, così come nel vicino Libano. Ben presto la deriva autoritaria del regime di Al-Shishakli, cominciò ad essere mal sopportata dal popolo siriano, sicché nel 1954 l’esercito decise di porre fine alla sua dittatura, costringendolo all’esilio in Brasile.

Dalla restaurazione democratica all’adesione alla R.A.U

La fine del regime di Shishakli, permise la restaurazione delle istituzioni democratiche, sotto la presidenza di Hashim al-Atassi, il quale intuendo la crescente popolarità del leader egiziano Nasser, cercò di allontanare la Siria dalla sua orbita panaraba, tornando a perorare la federazione con la vicina monarchia hashemita Irakena, nonché l’adesione al Patto di Baghdad, un’alleanza militare regionale che gli USA stavano patrocinando in funzione anti-sovietica. Ad ogni modo le elezioni del 1958 riconsegnarono la presidenza del paese a Shukri al-Quwwatli, nel frattempo rientrato dall’esilio egiziano, sostenuto da una coalizione governativa composta dal Partito Nazionale e dal Partito Baath. Il nuovo corso politico siriano pur estraniandosi in un primo memento dal contesto della guerra fredda, si agganciò all’Egitto di Nasser, sull’onda del massiccio consenso popolare che il suo movimento socialista panarabo riscuoteva in tutto il Medio Oriente, dopo la risoluzione della Crisi di Suez, sicché il nuovo establishment siriano accettò di federarsi con l’Egitto e lo Yemen del Nord, costituendo la Repubblica Araba Unita (RAU).

                 (Il presidente egiziano Nasser ed il Presidente siriano al-Quwwatli)

Ad ogni modo la RAU ebbe vita breve, a causa della posizione dominante esercitata dal carismatico leader egiziano, il cui prestigio finì col marginalizzare la rilevanza politica della leadership siriana, pregiudicando la già debole posizione di al-Quwwatli. Ben presto questo clima di insoddisfazione politica, degenerò in vera e propria delusione, ben interpretata persino dal Partito Baath, che nonostante perseguisse i medesimi ideali panarabi, mal tollerava la deriva autocratica di Nasser, sicché cominciò a mettere in discussione la sostenibilità di una federazione a trazione egiziana, da cui ritenevano opportuno sganciarsi, trovando tra l’altro anche il supporto del Partito Comunista Siriano, precedentemente bandito proprio per iniziativa di Nasser. Questo clima di diffidenza comportò l’implosione della RAU. L’instabilità politica innescò una serie di dinamiche politiche sia esterne che interne, infatti l’egemonia nasseriana stava inserendo repentinamente la Siria all’interno dell’orbita sovietica, allarmando gli americani al punto da spingerli a sostenere un golpe con cui ripristinare la leadership dell’esule al-Shishakli, tuttavia il progetto di golpe venne sventato dai servizi segreti siriani, che prontamente lo assassinarono in Brasile. Nonostante In ogni caso, la svolta filo-sovietica siriana venne ostacolata anche da al-Quwwatli, sensibile alle insistenti pressioni saudite, conseguendo tuttavia scarsi risultati nel contrastare la dilagante egemonia politica egiziana. Persino il Partito Baath cominciò a dividersi circa l’opportunità di concludere o continuare l’esperienza panaraba della RAU, nello specifico la fazione panaraba guidata da al-Bitar e Aflaq continuava a sostenerla, mentre la fazione socialista guidata da al-Hawrani, delusa dalla deriva autocratica e trazione egiziana, sosteneva la necessità di recedere dalla federazione.

Fine dell’esperienza panaraba della R.A.U e ritorno al potere dei militari

Nel 1961, il crescente mal contento siriano, indusse l’esercito a patrocinare un colpo di stato secessionista, guidato dal colonnello al-Nahlawi, finalizzato al ripristino della sovranità siriana. La rapidissima attuazione del golpe, spiazzò il contingente militare egiziano, precedendone addirittura lo sbarco a Latakia, costringendolo alla resa. Una volta ripristinata l’indipendenza della Repubblica Siriana, si formò un governo di coalizione, sostenuto dal Partito Nazionale e dal Partito Popolare, guidato dal Presidente Nazim al-Kudsi, esponente dell’élite sunnita del nord del paese. Il nuovo corso siriano cominciò, prese le distanze dall’Egitto di Nasser, smantellando l’apparato socialista del paese ed avvicinandosi considerevolmente ai paesi arabi filo-occidentali della regione, ottenendo in cambio cospicui investimenti da parte della Banca Mondiale, con cui poter sviluppare l’economia siriana. Tuttavia la deriva capitalista filo-occidentale predisposta dal nuovo governo, irritò considerevolmente i baathisti, che sebbene delusi dall’esperienza panaraba della RAU, non intendevano rinunciare al precedente corso socialista, così nel 1963, sulla scia del riuscito golpe baathista nel vicino Iraq, decisero di emularne l’iniziativa, convincendo il generale al-Hafiz a predisporre un colpo di stato finalizzato all’allontanamento della coalizione governativa, giudicata espressione della vecchia e corrotta élite notabile, prevalentemente di estrazione sunnita.

Al nuovo golpe militare, seguì l’istituzione di un apposito Consiglio di Comando Rivoluzionario, egemonizzato dai baathisti e sostenuto da una nutrita componente nasseriana. Questa nuova compagine governativa tentò di rilanciare l’ideale panarabo, rinominando il paese come Repubblica Araba di Siria, prendendo anche in considerazione la possibilità di promuovere una nuova federazione araba con l’Egitto ed il vicino Iraq, anche se in realtà i baathisti non erano seriamente interessati a sottomettersi nuovamente all’Egitto di Nasser. Ben presto infatti i baathisti cominciarono a marginalizzare i nasseriani, i quali sotto la leadership del colonnello Jassem Alwan, reagirono tentando un fallimentare nuovo golpe, culminato con l’epurazione definitiva di tutti gli ufficiali nasseriani, costringendoli all’esilio. La svolta baathista siriana, venne aspramente contestata da Nasser, come il tentativo di inaugurare un corso fascista ateo, dominato dalle minoranze eretiche sciite. Ben presto infatti la crescente rilevanza politica di esponenti di estrazione Alawita, cominciò ad irritare molti sunniti, soprattutto all’interno del Fronte Islamista di al-Sibai, nel frattempo affiliatisi all’Organizzazione dei Fratelli Musulmani, la cui influenza catalizzerà progressivamente l’insoddisfazione della vecchia élite sunnita del nord del paese, le cui posizioni filo-occidentali furono pesantemente ostracizzata dai baathisti.

L’ascesa del Partito Baath

                      (Il generale Salah Jadid)

Questi eventi segnarono l’indiscussa egemonia del Partito Baath in Siria, su cui prese il sopravvento la componente socialista più radicale guidata dal generale Alawita, Salah Jadid, il quale pur se formalmente estraneo ai ruoli governativi, esercito un potere assoluto in Siria, disponendo la sostituzione del Presidente al-Hafiz con il più malleabile Nureddin al-Atassi, piazzando suoi fedelissimi in tutti i ministeri chiave del governo, molti dei quali di estrazione drusa o Alawita, come nel caso del suo ministro della difesa, Hafiz al-Assad. Il nuovo corso indirizzato da Jadid, aveva come obiettivo principale il rilancio dell’antico progetto della Grande Siria, che perseguì impostando una rischiosa ed intraprendente politica estera, incentrata sul sostegno della causa palestinese. Nel 1967 l’attivismo Jadid, trascinò il paese in un nuovo conflitto con gli Israeliani, rimediando una nuova sconfitta nella nota Guerra dei sei giorni, che tra l’altro costò l’occupazione delle strategiche alture del Golan, da cui la nutrita comunità drusa fu costretta a fuggire. Noncurante della débâcle militare del fronte arabo, il generale Jadid perseverò sulla sua intraprendente linea politica regionale, ospitando in Siria la resistenza palestinese, sostenendone addirittura il tentativo di rovesciare la monarchia giordana di Re Husayn al-Hashimi, perché considerato troppo conciliante rispetto agli israeliani e spregiudicatamente contiguo agli interessi anglo-americani. Ad ogni modo nel 1970, in occasione della crisi del “Settembre Nero”, Jadid ordinò all’esercito di supportare i guerriglieri palestinesi in Giordania, ignorando il paventato intervento americano, tuttavia questa sua iniziativa venne prontamente sventata dal suo ministro della difesa Hafiz al-Assad, che dopo aver bloccato l’intervento dell’esercito siriano ai confini, dispose gli arresti per il generale Jadid, operando un provvidenziale colpo di stato, con cui evitò una pericolosa escalation militare tra USA e URSS.

Considerazioni finali

In questa seconda parte abbiamo potuto constatare l’evolversi della realtà politica siriana all’indomani dell’indipendenza dal mandato francese, nell’immediato secondo dopoguerra, quando le forze politiche protagoniste di quello storico momento cominciarono a differenziarsi, sfaldando il contenitore del blocco nazionale siriano. Il nuovo contesto politico siriano polarizzò lo scontro tra la vecchia élite politica damascena e l’establishment sunnita del nord del paese, la cui contrapposizione favorì l’ascesa del Partito Baath, formazione politica inedita capace di catalizzare il consenso delle élite militari, organizzandone il potenziale politico in modo strumentale alla conquista del potere, sulla scia del successo del movimento socialista panarabo guidato da Nasser. Oltre all’esercito la retorica Baathista conquistò le fasce popolari del paese, catalizzando il loro odio verso le élite conservatrici sunnite, accusate di arricchirsi ai danni delle minoranze Alawita, Drusa e Cristiana.

Ad ogni modo il ruolo politico dell’establishment militare risulto essenziale, data anche la larga considerazione popolare di cui godeva l’esercito siriano, percepito come un’istituzione democratica reale, che consentiva l’ascesa sociale e dunque politica, anche ad individui di umile origine, agevolandone l’accesso all’istruzione, all’epoca appannaggio delle poche famiglie benestanti del paese, la cui egemonia politica cominciava ad essere mal tollerata dalle masse popolari, sempre più convinte dalla retorica sociale baathista. La formazione militare ha infatti permesso a molti ufficiali di prendere confidenza con le dottrine politiche di estrazione occidentale, ben reinterpretate dal Partito Baath, la cui leadership, ricordiamolo, si formò in Europa, dove ebbe modo di comprendere il potenziale politico del pensiero socialista, riadattandolo al contesto locale arabo, in particolar modo i baathisti pur acquisendo la nozione di laicità, rigetteranno l’approccio ateo di derivazione marxista, sperimentando una via autoctona e pragmatica che conducesse ad un socialismo nazionale arabo. Sempre facendo riferimento alla comune estrazione socialista, i siriani riusciranno a conquistarsi la fiducia dell’URSS, garantendosi il loro supporto strategico sul piano internazionale, ottenendo importanti forniture militari con cui contrapporsi al vicino nemico israeliano.

SEGUE CONOSCIAMO LA SIRIA 3° PARTE

  • LA POLITICA E' L'ARTE DEL POSSIBILE, LA SCIENZA DEL RELATIVO ---- ( BISMARCK )
  • PERCHE' IL MALE TRIONFI SERVE SOLO CHE I BUONI RINUNCINO ALL'AZIONE ----- ( EDMUND BURKE )
  • IL PRIMO BENE DI UN POPOLO E' LA SUA DIGNITA' ---- ( CAVOUR )
  • I POLITICI SONO UGUALI DAPPERTUTTO. PROMETTONO DI COSTRUIRE PONTI ANCHE DOVE NON CI SONO FIUMI ----- ( CHRUSCEV )
  • IN TEMPO DI GUERRA LA VERITA' E' COSI' PREZIOSA CHE DEVE SEMPRE ESSERE PROTETTA DA UNA CORTINA DI BUGIE ----- ( CHURCHILL )
  • LA GUERRA E' UNA COSA TROPPO SERIA PER LASCIARLA IN MANO AI MILITARI ----- ( GEORGE CLEMENCEAU )
  • CHI NON HA UNA COMPETENZA NON SI OCCUPI DI GOVERNO ----- ( CONFUCIO )
  • PIU' SONO LE LEGGI PIU' SONO I LADRI ---- ( FRANCESCO COSSIGA )
  • IL POTERE NON SI PRENDE, SI RACCATTA ---- ( CHARLES DE GAULLE )
  • OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA ---- ( JOSEPH DE MAISTRE )
  • FATTA L'ITALIA, BISOGNA FARE GLI ITALIANI ---- ( MASSIMO D'AZEGLIO )
  • POLITICA VUOL DIRE REALIZZARE ---- ( ALCIDE DE GASPERI )
  • LA SEMPLICITA' E' COMPAGNA DELLA VERITA', COME LA MODESTIA DEL SAPERE ----- ( FRANCESCO DE SANCTIS )
  • UN POLITICO USA I DATI COME UN UBRIACO IL LAMPIONE, NON PER LA LUCE MA PER IL SOSTEGNO ----- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CONOSCERE PER DELIBERARE ----- ( LUIGI EINAUDI )
  • I SAGGI NON HANNO BISOGNO DI SUGGERIMENTI. GLI SCIOCCHI NON NE TENGONO CONTO ----- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • LA POLITICA NON E' L'ARTE DEL POSSIBILE. CONSISTE NELLO SCEGLIERE FRA IL DISASTROSO E LO SGRADEVOLE -- ( JOHN KENNETH GALBRAITHT )
  • LA VERITA' NON DANNEGGIA MAI UNA CAUSA GIUSTA ---- ( GANDHI )
  • LE LEGGI SI APPLICANO AI NEMICI E SI INTERPRETANO AGLI AMICI ---- ( GIOLITTI )
  • LA STORIA INSEGNA MA NON HA SCOLARI ----- ( GRAMSCI )
  • CHI LOTTA PUO' PERDERE MA CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO ----- ( CHE GUEVARA )
  • SENZA SPADA I PATTI NON SONO CHE PAROLE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • QUANDO IL POPOLO HA PAURA DEL GOVERNO, C'E' TIRANNIA. QUANDO IL GOVERNO HA PAURA DEL POPOLO, C'E' LIBERTA' ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • NON CHIEDETE COSA IL VOSTRO PAESE PUO' FARE PER VOI, CHIEDETE COSA VOI POTETE FARE PER IL VOSTRO PAESE ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON SI FANNO GUERRE PER IL BENEFICIO DELL'UMANITA', MA PER INTERESSE NAZIONALE ---- ( HENRY KISSINGER )
  • PER FARE UNA FRITTATA BISOGNA ROMPERE LE UOVA ---- ( LENIN )
  • LA DEMOCRAZIA E' IL GOVERNO DEL POPOLO, DAL POPOLO, PER IL POPOLO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • SI DICE CHE LA VERITA' E' DESTINATA A SOFFRIRE, MA NON SI ESTINGUE MAI ----- ( TITO LIVIO )
  • TUTTE LE RIVOLUZIONI INIZIANO PER STRADA E FINISCONO A TAVOLA ---- ( LEO LONGANESI )
  • IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI ----- ( NICCOLO' MACHIAVELLI )
  • UNA CONOSCENZA DIFFUSA SI RENDE IMMORTALE DA SOLA ----- ( JAMES MACKINTOSH )
  • LA POLITICA E' GUERRA SENZA SPARGIMENTO DI SANGUE. LA GUERRA E' POLITICA CON SPARGIMENTO DI SANGUE ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NON HO PAURA DELLA CATTIVERIA DEI MALVAGI, MA DEL SILENZIO DEGLI ONESTI ----- ( MARTIN LUTHER KING )
  • I POPOLI IMPARANO PIU' DA UNA SCONFITTA CHE NON I RE DAL TRIONFO ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • IL SUFFRAGIO A SORTE E' PROPRIO DELLA DEMOCRAZIA; IL SUFFRAGIO A SCELTA LO E' DI QUELLA DELL'ARISTOCRAZIA ----- ( MONTESQUIEU )
  • L'INAZIONE E' UNO DEI METODI D'AZIONE PIU' PERICOLOSI ---- ( CESARE MORI )
  • PER GLI STOMACI VUOTI NON ESISTONO NE' OBBEDIENZA NE' TIMORE ----- ( NAPOLEONE )
  • UN PURO TROVA SEMPRE QUALCUNO PIU' PURO CHE LO EPURA ----- ( PIETRO NENNI )
  • PER ANNI I POLITICI HANNO PROMESSO LA LUNA, IO SONO IL PRIMO IN GRADO DI DARVELA ---- ( NIXON )
  • I GOVERNI HANNO CONCETTI DELL'ONESTA DIVERSI DA QUELLI CHE VALGONO PER I PRIVATI ---- ( VILFREDO PARETO )
  • UN'ALTRA VITTORIA SIMILE E SAREMO SPACCIATI ----- ( PIRRO )
  • I POLITICANTI SONO I CAMERIERI DEI BANCHIERI ----- ( EZRA POUND )
  • COMUNISTA E' QUALCUNO CHE LEGGE MARX E LENIN. ANTICOMUNISTA E' QUALCUNO CHE LI CAPISCE ---- ( RONALD REAGAN )
  • FAI QUELLO CHE PUOI, CON QUELLO CHE HAI, NEL POSTO IN CUI SEI ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • LA SICUREZZA DEL POTERE SI FONDA SULL'INSICUREZZA DEI CITTADINI ----- ( LEONARDO SCIASCIA )
  • L'ARTE DELLA GUERRA CONSISTE NEL SCONFIGGERE IL NEMICO SENZA DOVERLO AFFRONTARE ---- ( SUN TZU )
  • TUTTE LE GUERRE SONO COMBATTUTE PER DENARO ----- ( SOCRATE )
  • IN UNA REPUBBLICA MOLTO CORROTTA, MOLTISSIME SONO LE LEGGI ----- ( TACITO )
  • LA DEMOCRAZIA E' IL POTERE DI UN POPOLO INFORMATO ----- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • LA NAZIONE E' FATTA META' DI TRADITORI E META' DI PATRIOTI, MA NESSUNO SA DISTINGUERE GLI UNI DAGLI ALTRI ---- ( MARK TWAIN )
  • LA GIUSTIZIA E' COME LA TELA DI UN RAGNO, TRATTIENE GLI INSETTI PIU' PICCOLI, MENTRE I GRANDI TRAFIGGONO LA TELA E RESTANO LIBERI -- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' LA PROSECUZIONE DELLA POLITICA CON ALTRI MEZZI ----- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • LA POLITICA, NELLA PRATICA, QUALI CHE SIANO LE IDEE CHE PROFESSA, E' SEMPRE L'ORGANIZZAZIONE SISTEMATICA DELL'ODIO ----- ( HENRY ADAMS )
  • IL POTERE LOGORA CHI NON C'E' L'HA ----- ( GIULIO ANDREOTTI )
  • PENSATE DA UOMINI SAGGI, MA PARLATE COME GENTE COMUNE ----- ( ARISTOTELE )
  • LA MAGISTRATURA COLPISCE PUNTUALE, AD OROLOGERIA, VICINO ALLE ELEZIONI ---- ( SILVIO BERLUSCONI )
  • SMACCHIEREMO IL GIAGUARO ----- ( PIER LUIGI BERSANI )
  • UN VERO STATISTA, QUANDO MANCA IL NEMICO, SE LO DEVE INVENTARE ---- ( BISMARCK )
  • PIANTA ALBERI CHE GIOVERANNO IN UN ALTRO TEMPO ----- ( CATONE )
  • LA GRANDE POLITICA E' QUELLA DELLE RISOLUZIONI AUDACI ----- ( CAVOUR )
  • IL SUCCESSO E' L'ABILITA' DI PASSARE DA UN FALLIMENTO ALL'ALTRO SENZA PERDERE IL TUO ENTUSIASMO ----- ( CHURCHILL )
  • SAPERE CIO' CHE E' GIUSTO E NON FARLO E' LA PEGGIORE DELLE VIGLIACCHERIA ---- ( CONFUCIO )
  • DATO CHE UN POLITICO NON CREDE MAI IN CIO' CHE DICE, RESTA SORPRESO QUANDO GLI ALTRI CI CREDONO ----- ( CHARLES DE GAULLE)
  • IN OGNI GENERE ED IN OGNI CASO, IL GOVERNO DEBOLE E' IL PEGGIORE DI TUTTI ----- ( MASSIMO D'AZEGLIO )
  • LA VOLGARITA' OFFENDE CHI LA USA, NON CHI LA SUBISCE ----- ( VINCENZO DE LUCA )
  • SE UNA COSA DIFFICILE TI SEMBRA SEMPLICE, VUOL DIRE CHE NON HAI CAPITO NIENTE ----- ( CIRIACO DE MITA )
  • E' IL BEL PENSARE CHE CONDUCEAL BEN DIRE ----- ( FRANCESCO DE SANCTIS )
  • CHE CI AZZECCA?! ----- ( ANTONIO DI PIETRO )
  • LA FRANCHEZZA E' LA GEMMA PIU' SPLENDENTE DELLA CRITICA ----- (BENJAMIN DISRAELI )
  • DOVE SONO TROPPI A COMANDARE, NASCE LA CONFUSIONE ----- ( LUIGI EINAUDI )
  • NON SO' CON CHE ARMI SARA' COMBATTUTA LA TERZA GUERRA MONDIALE, MA LA QUARTA SARA' COMBATTUTA CON BASTONI E PIETRE -- ( EINSTEIN )
  • L'AGRICOLTURA SEMBRA MOLTO SEMPLICEQUANDO IL TUO ARATRO E' UNA MATITA E SEI LONTANO DA UN CAMPO DI GRANO --( DWIGHT EISENHOWER )
  • MOLTO SPESSO, COL CAMBIARE DEL GOVERNO, PER I POVERI CAMBIA SOLO IL NOME DEL PADRONE ---- ( FEDRO )
  • LE GUERRE NON SI PAGANO IN TEMPO DI GUERRA, IL CONTO VIENE DOPO ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • LA GUERRA RIMANE IL PIU' GRANDE FALLIMENTO UMANO ---- ( JOHN KENNETH GALBRIGHT )
  • LA FORZA NON DERIVA DALLA CAPACITA' FISICA, DERIVA DA UNA VOLONTA' INDOMITA ---- ( GHANDI )
  • QUANDO SI VA IN CUCINA, BISOGNA PUR CUCINARE CON GLI INGREDIENTI CHE SI TROVANO ---- ( GIOLITTI )
  • IL REALISMO E' IL TRATTO OBBLIGATORIO DI OGNI POLITICO ---- ( MICHAIL GORBACEV )
  • LA MASSONERIA E' STATO L'UNICO PARTITO REALE ED EFFICENTE CHE LA CLASSE BORGHESE HA AVUTO PER LUNGO TEMPO ---- ( GRAMSCI )
  • I MAFIOSI NON HANNO PAURA DEL CARCERE; I MAFIOSI HANNO PAURA CHE NOI GLI METTIAMO LE MANI NELLE LORO TASCHE ---- ( PIETRO GRASSO )
  • COMBATTERE UNA BATTAGLIA E' BELLO. CHE SI PERDA O CHE SI VINCA RIMANE IL GUSTO DI AVERCI PROVATO ---- ( BEPPE GRILLO )
  • LA RIVOLUZIONE NON E' UNA MELA CHE CADE QUANDO E' MATURA, DEVI FARLA CADERE ---- ( CHE GUEVARA )
  • L'INTERESSE E LA PAURA SONO I PRINCIPI DELLA SOCIETA' ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA PACE E LA TOLLERANZA SONO LE NOSTRE POLITICHE MIGLIORI, VORREI TANTO CHE CI FOSSE CONCESSO PERSEGUIRLE -- ( THOMAS JEFFERSON )
  • UN CRETINO E' UN CRETINO. DUE CRETINI SONO DUE CRETINI. DIECIMILA CRETINI SONO UN PARTITO POLITICO ---- ( KAFKA )
  • L'UMANITA' DEVE PORRE FINE ALLA GUERRA, O LA GUERRA PORRA' FINE ALL'UMANITA' ---- ( JOHN KENNEDY )
  • IL 90% DEI POLITICI ROVINA LA REPUTAZIONE DEL RESTANTE 10% ---- ( HENRY KISSINGER )
  • ECCO, NEL GIORNO DELLA VITTORIA DELL'INTER IO SONO IL MOURINHO DELLA DIFESA ---- ( IGNAZIO LA RUSSA )
  • LA LIBERTA' E' PREZIOSA, COSI' PREZIOSA CHE DOVREBBE ESSERE RAZIONATA ---- ( LENIN )
  • NON STO SCONFIGGENDO I MIE NEMICI RENDENDOLI MIEI AMICI ? ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • NESSUNA LEALTA' E' DOVUTA AD UN TRADITORE ---- ( TITO LIVIO )
  • CHI ROMPE NON PAGA E SI SIEDE AL GOVERNO ---- ( LEO LONGANESI )
  • GOVERNARE E' FAR CREDERE ---- ( MACHIAVELLI )
  • BISOGNA ASPETTARSI DI TUTTO IN POLITICA, DOVE TUTTO E' PERMESSO, FUORCHE LASCIARSI COGLIERE DI SORPRESA ---- ( CHARLES MAURRAS )
  • LA NOSTRA GLORIA NON STA NEL NON CADERE MAI, MA NEL RISOLLEVARCI OGNI VOLTA CHE CADIAMO ---- ( NELSON MANDELA )
  • LA CRITICA VA FATTA A TEMPO; BISOGNA DISFARSI DEL BRUTTO VIZIO DI CRITICARE DOPO ---- ( MAO TSE TUNG )
  • E' SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER FARE LA COSA GIUSTA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • IL POTERE POLITICO E' IL POTERE DI UNA CLASSE, ORGANIZZATO PER OPPRIMERNE UN'ALTRA ---- ( KARL MARX )
  • SE SI VOTA ALMENO NON FINISCO IN GALERA ---- ( CLEMENTE MASTELLA )
  • LA COSCIENZA DELL'UMANITA' E' SUPREMA SU TUTTI I GOVERNI: ESSI DEVONO ESSERNE INTERPRETI, O NON SONO LEGITTIMI ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • CON LE ARMI NUCLEARI, NON CI SARA' TEMPO DI IMPARARE. UN SOLO ERRORE BASTA A DISTRUGGERE NAZIONI INTERE ---- ( ROBERT MCNAMARA )
  • UN IMPERO FONDATO DALLE ARMI DEVE REGGERSI CON LE ARMI ---- ( MONTESQUIEU )
  • QUAL'E' LA MANIFESTAZIONE PIU' CONCRETA DEL SUCCESSO DEL'EURO? LA GRECIA ---- ( MARIO MONTI )
  • NON SI DEVE TEMERE LA GUERRA, LA SI DEVE ODIARE ---- ( CESARE MORI )
  • PER FARE LE COSE, OCCORRE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE ---- ( ALDO MORO )
  • IL FONDAMENTO ESSENZIALE DI UNA SOCIETA' SANA E' L'EQUA SPARTIZIONE DEI BENI ---- ( TOMMASO MORO )
  • LA LEGALITA' E IL DIRITTO SONO LE PIETRE FONDANTI DELLA PACE INTERNAZIONALE E DELLA STABILITA' ---- ( GIORGIO NAPOLITANO )
  • COLORO CHE VOGLIONO INGANNARE I POPOLI E GOVERNARLI AD ESCLUSIVO LORO VANTAGGIO HANNO INTERESSE A MANTENERLI NELL'IGNORANZA -- ( NAPOLEONE )
  • IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO ---- ( PIETRO NENNI )
  • CHIUNQUE PENSI CHE POSSA CANDIDARMI A QUALUNQUE COSA CHE INIZI IN QUALUNQUE ANNO E' FUORI DI MELONE --- ( NIXON )
  • FATE SOLDI, SE POTETE IN MANIERA ONESTA, ALTRIMENTI COMUNQUE ---- ( ORAZIO )
  • IL MODO PIU' RAPIDO PER PORRE FINE AD UNA GUERRA E' PERDERLA ---- ( GEORGE ORWELL )
  • SE ABBIAMO DEGLI ATTACCHI MAFIOSI NEGLI USA, NON ANDIAMO MICA A BOMBARDARE L'ITALIA?! ---- ( RON PAUL )
  • LA POLITICA, NELLA COMUNE ACCEZZIONE DEL TERMINE, NON E' ALTRO CHE CORRUZIONE ---- ( PLATONE )
  • LA POLITICA DOVREBBE ESSERE COME LA NAZIONALE: DOVREBBERO SEMPRE GIOCARE I MIGLIORI. MA NON E' MAI COSI' -- ( MICHEL PLATINI )
  • LA PACE VIENE DALLA COMUNICAZIONE ---- ( EZRA POUND )
  • NESSUN PIANO DI BATTAGLIA SOPRAVVIVE ALL'IMPATTO COL NEMICO ---- ( COLLIN POWELL )
  • CON L'EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO, GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU' ---- ( ROMANO PRODI )
  • NOI PERSEGUITEREMO DAPPERTUTTO I TERRORISTI, E QUANDO LI TROVEREMO, LI BUTTEREMO DRITTI NELLA TAZZA DEL CESSO -- ( PUTIN )
  • SONO STATO VARIE VOLTE IN COREA DEL NORD, PRESIDENTE OBAMA, STIA TRANQUILLO, CHE NON C'E' NIENTE DI BOMBA ATOMICA - ( ANTONIO RAZZI )
  • CUBA E' LA PROSSIMA RAMAZZATA DELLA DEMOCRAZIA. E LASCIATEMI DIRE DIRETTAMENTE A FIDEL CASTRO: TU SEI FINITO! ---- ( RONALD REAGAN )
  • ENRICO STAI SERENO. VAI AVANTI. IO MI FIDO DI LETTA, E' LUI CHE NON SI FIDA, NON STO FACENDO MAFRINE PER TOGLIERGLI IL POSTO -- ( RENZI )
  • NOI NON COMBATTIAMO PER QUELLI CHE VIVONO OGGI, MA PER COLORO CHE VERRANNO ---- ( ROBESPIERRE )
  • PIU' CHE LA FINE DELLA GUERRA, VOGLIAMO LA FINE DEI PRINCIPI DI TUTTE LE GUERRE ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • SOLO COLUI CHE NON AGISCE NON COMMETTE ERRORI ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • NESSUNO PUO' GOVERNARE SENZA COLPE ---- ( ANTOINE DE SAINT-JUST )
  • I VERI EUROPEISTI SONO QUELLI CHE RICONOSCONO CHE L'UE DI BANCHIERI, MULTINAZINALI E E BUROCRATI E' LA NEGAZIONE DEI SUOI VALORI ORIGINALI ---- ( SALVINI )
  • IO SONO UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, NON SONO UN SUO DIPENDENTE! ---- ( MICHELE SANTORO )
  • GLI ITALIANI GUADAGNANO NETTO, MA VIVONO LORDO ---- ( GIUSEPPE SARAGAT )
  • LA VERITA' E' CHE SE L'UE CONTINUA CON QUESTE POLITICUCCE, NEL 2050 FORSE CI SARA' LA NATO MA NON L'EUROPA ---- ( HELMUT SCHMIDT )
  • FONDAMENTO DI OGNI SOCIETA' E' LA GIUSTIZIA ---- ( ANTONIO SEGNI )
  • DI PIETRO E' IL PADRE DI BERLUSCONI, LO HA GENERATO UCCIDENDO UNA PARTE DELLA PRIMA REPUBBLICA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • PENSO, COMPAGNI, CHE L'AUTOCRITICA CI E' NECESSARIA COME L'ARIA E COME L'ACQUA ---- ( STALIN )
  • TUTTA L'ARTE DELLA GUERRA SI BASA SULL'INGANNO ---- ( SUN TZU )
  • LA VERITA' SI RAFFORZA CON LA LUCE E CON IL TEMPO, LA MENZOGNA INVECE CON LA FRETTA ED IL MISTERO ---- ( TACITO )
  • CIO' CHE IL VOLGO CHIAMA TEMPO PERSO E' SPESSO TEMPO GUADAGNATO ---- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • SE TUTTO DEVE RIMANERE COM'E, E' NECESSARIO CHE TUTTO CAMBI ---- ( GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA )
  • A PROPOSITO DI POLITICA... CI SAREBE QUALCOSA DA MANGIARE? ---- ( TOTO')
  • E' FALLITA L'IDEA CHE UN PAESE SI GOVERNA COME UN'AZIENDA ---- ( GIULIO TREMONTI )
  • LE CATASTROFI POLITICHE NON VENGONO SE NON IN QUALCHE MODO CONSENTITE O VOLUTE ---- ( FILIPPO TURATI )
  • CI SONO DUE CASI IN CUI NON SI DEVE SPECULARE IN BORSA: QUANDO NON SI HA I SOLDI O QUANDO LI SI HA ---- ( MARK TWAIN )
  • IMPARA AD UBBIDIRE ED IMPARERAI A COMANDARE ---- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' UN ATTO DI FORZA CHE HA LO SCOPO DI COSTRINGERE L'AVVERSARIO A SOTTOMETTERSI ALLA NOSTRA VOLONTA' ---- ( VON CLAUSEWITZ )
  • PREPARARE LA GUERRA E' L'UNICO MODO PER MANTENERE LA PACE ---- ( GEORGE WASHINGTON )
  • QUANDO LA GUERRA SARA' FINITA, LI COSTRINGEREMO A PENSARE COME NOI, ANCHE PERCHE' SARANNO FINANZIARIAMENTE NELLE NOSTRE MANI -- ( WOODROW WILSON )
  • CI SONO DUE MODI DI FARE IL POLITICO: SI PUO' VIVERE "PER" LA POLITICA OPPURE SI PUO' VIVERE "DELLA" POLITICA ---- ( MAX WEBER )
  • VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, MA NON ABBIAMO LO STESSO ORIZZONTE ---- ( ADENAUER )
  • LA CATTIVERIA DEI BUONI E' PERICOLOSISSIMA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA DIGNITA' NON CONSISTE NEL POSSEDERE GLI ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI ---- ( ARISTOTELE )
  • IO SONO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI USA, PRIMA ANCORA DI SAPERE COME LA PENSANO ---- ( BERLUSCONI )
  • L'INTER E' COME IL COMUNISMO, UNA BELLA IDEA REALIZZATA MALE ---- ( BERTINOTTI )
  • L'ECONOMIA POLITICA E' IL CODICE DELL'USURA ---- ( LOUIS BLANQUI )
  • LO STATO SONO IO ---- ( LUIGI XIV di BORBONE )
  • IL PROBLEMA DELLE LIBERE ELEZIONI E' CHE NON PUOI SAPERE CHI LE VINCERA' ---- ( BREZNEV )
  • VORREI FARE IL FANNULLONE MA NON CI RIESCO ---- ( RENATO BRUNETTA )
  • INNOVARE NON VUOL DIRE RIFORMARE ---- ( EDMUND BURKE )
  • QUESTA RIFORMA E' UNA PUTTANATA, MI FA SCHIFO, MA VOTERO' SI ---- ( MASSIMO CACCIARI )
  • LA LIBERTA' E' COME L'ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE ---- ( PIERO CALAMANDREI )
  • BERLUSCONI TRATTA GLI ALLEATI COME UN PADRONE DEL SETTECENTO TRATTAVA GLI SCHIAVI ---- ( PIER FERDINANDO CASINI )
  • NOI SOCIALISTI ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE NEL SOTTOVALUTARE LA FORZA DEL NAZIONALISMO E DELLA RELIGIONE -- ( FIDEL CASTRO )
  • I LADRI DI BENI PRIVATI PASSANO LA VITA IN CARCERE E IN CATENE, QUELLI DI BENI PUBBLICI NELLE RICCHEZZE E NEGLI ONORI -- ( CATONE )
  • LA STORIA SARA' GENTILE CON ME, POICHE' INTENDO SCRIVERLA ---- ( CHURCHILL )
  • SIAMO SCHIAVI DELLA LEGGE PER POTER ESSERE LIBERI ---- ( CICERONE )
  • NON USARE ARCO E FRECCIA PER UCCIDERE UNA ZANZARA ---- ( CONFUCIO )
  • QUESTA E' LA RICETTA DEMOCRATICA: SPEGNERE LA FIAMMA PRIMA CHE DIVAMPI L'INCENDIO ---- ( FRANCESCO COSSIGA
  • DOBBIAMO USARE IL TEMPO COME UNO STRUMENTO, NON COME UNA POLTRONA ---- ( CRAXI )
  • LA CALUNNIA SDEGNA I MEDIOCRI, SI AFFERRA AI GRANDI ---- ( FRANCESCO CRISPI )
  • PER GLI AMERICANI LA PACE E' QUELL'INTERVALLO DI TEMPO CHE SERVE A RICARICARE IL BAZOOKA ---- ( MAURIZIO CROZZA )
  • NIENTE RAFFORZA L'AUTORITA' QUANTO IL SILENZIO ---- ( DE GAULLE )
  • IO DI BERLUSCONI MI FIDO: CREDO PROPRIO CHE SIA SINCERO, QUANDO DICE DI VOLERE FARE LE RIFORME ---- ( D'ALEMA )
  • QUI A SALERNO VOTANO ANCHE LE PIETRE ---- ( VINCENZO DE LUCA )
  • A DUE ANNI PER FARE MANI PULITE E QUATTRO PER DIFENDERMI DALLE CONSEGUENZE ---- ( DI PIETRO )
  • IL POTERE HA UN SOLO DOVERE: ASSICURARE LA SICUREZZA SOCIALE ALLA GENTE ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • LA POLITICA E' PIU' DIFFICILE DELLA FISICA ---- ( EINSTEIN )
  • E ALLORA, SIAMO PADRONI DI UNA BANCA? ---- ( PIERO FASSINO )
  • IL GENIO SENZA FORMAZIONE E' COME ARGENTO IN MINIERA ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • PER NOI DI PIETRO E' UN MITO! ---- ( MAURIZIO GASPARRI )
  • OCCHIO PER OCCHIO E IL MONDO DIVENTA CIECO ---- ( GHANDI )
  • CARLO MARX E' STATO MANDATO IN SOFFITTA ---- ( GIOLITTI )
  • QUAL'E IL MIGLIOR GOVERNO? QUELLO CHE CI INSEGNA A GOVERNARCI DA SOLI ---- ( GOETHE )
  • PER NON CONOSCERE LA STORIA NON SERVE PIU' BRUCIARE I LIBRI, BASTA FAR PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE ---- ( BEPPE GRILLO )
  • MOLTO PIU' DECISIVA E MOLTO PIU' DUREVOLE DI TUTTO L'ORO CHE SI PUO' ACCUMULARE E' LA GRATITUDINE DI UN POPOLO ---- ( CHE GUEVARA )
  • LE DUE VIRTU' CARDINALI IN GUERRA SONO LA FORZA E LA FRODE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA GUERRA E' UN CASTIGO TANTO PER CHI LA INFLIGGE QUANTO PER COLUI CHE LA PATISCE ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • IO SONO UN IDEALISTA SENZA ILLUSIONI ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON CI PUO' ESSERE UNA CRISI LA SETTIMANA PROSSIMA. LA MIA AGENDA E' GIA' PIENA ---- ( HENRY KISSINGER )
  • LA FIDUCIA E' BENE, IL CONTROLLO E' MEGLIO ---- ( LENIN )
  • UNA VOLTA DECISO CHE UNA COSA PUO' E DEVE ESSERE FATTA, BISOGNA SOLO TROVARE IL MODO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI ---- ( TITO LIVIO )
  • UN'IDEA CHE NON TROVA POSTO A SEDERE E' CAPACE DI FARE LA RIVOLUZIONE ---- ( LEO LONGANESI )
  • PUO' LA DISCIPLINA NELLA GUERRA PIU' CHE IL FURORE ---- ( MACHIAVELLI )
  • NEL NOSTRO PAESE PRIMA SI VA IN PRIGIONE E DOPO SI DIVENTA PRESIDENTI ---- ( NELSON MANDELA )
  • NEL GRANDE FIUME DELLA CONOSCENZA UMANA TUTTO E' RELATIVO E NESSUNO PUO AFFERRARE LA VERITA' ASSOLUTA ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NULLA AL MONDO E' PIU' PERICOLOSO CHE UN'IGNORANZA SINCERA E UNA STUPIDITA' COSCENZIOSA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • COLORO CHE LAVORANO, NON GUADAGNANO, E QUELLI CHE GUADAGNANO NON LAVORANO ---- ( KARL MARX )
  • NON SO DOVE CAPITO.PUO' DARSI IN QUARTA FILA. L'IMPORTANTE E' SEDERSI. NON PERDERE MAI LA SEDIA ---- ( MASTELLA )
  • LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE ---- ( MONTESQUIEU )
  • CHE MONOTONIA AVERE UN POSTO FISSO PER TUTTA LA VITA ---- ( MARIO MONTI )
  • L'INGRATITUDINE E' UN MODO COME UN ALTRO PER PAGARE I DEBITI. ED E' IL PREFERITO PERCHE' COSTA MENO ---- ( CESARE MORI )
  • LA VERA LIBERTA' SI VIVE FATICOSAMENTE TRA CONTINUE SFIDE ---- ( ALDO MORO )
  • OGNI RIVOLUZIONARIO A UN CERTO PUNTO DIVENTA CONSERVATORE ---- ( MUSSOLINI )
  • DAL SUBLIME AL RIDICOLO VI E' APPENA UN PASSO ---- ( NAPOLEONE )
  • IN ITALIA QUANDO UNA COSA NON E' PIU' PROIBITA DIVENTA OBBLIGATORIA ---- ( PIETRO NENNI )
  • UNO DEGLI SVANTAGGI DEL NON FARE POLITICA E' CHE SI FINISCE PER ESSERE GOVERNATI DA PROPRI INFERIORI ---- ( PLATONE )
  • LE GUERRE SI FANNO PER CREARE DEBITI. LA GUERRA E' IL SABOTAGGIO MASSIMO, IL SABOTAGGIO PIU' ATROCE ---- ( EZRA POUND )
  • L'EURO SARA' LA NOSTRA RICCHEZZA! ---- ( PRODI )
  • "ANDAVAMO E DICEVAMO: PRESIDENTE, SIAMO NOI DUE, QUANTO CI MOLLA?"-- ( ANTONIO RAZZI )
  • FIGLIOLO, LA SINCERITA' IN POLITICA E' FONDAMENTALE. SE RIESCI A FINGERE DI ESSERE SINCERO C'E' LA FARAI ---- ( RONALD REAGAN )
  • NON SI PORTA LA LIBERTA' SULLA PUNTA DELLE BAIONETTE ---- ( ROBESPIERRE )
  • NON COLPIRE AFFATTO SE CIO' E' DIGNITOSAMENTE EVITABILE; MA SE COLPISCI, COLPISCI SEMPRE DURO ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • PER VINCERE UNA BATTAGLIA, BISOGNA CAPIRE DI ESSERE IN BATTAGLIA ---- ( MATTEO SALVINI )
  • L'IGNORANZA E' UNA COLPA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • COLPISCI UNO PER INSEGNARE A CENTO ---- ( STALIN )
  • CALUNNIATE, CALUNNIATE, QUALCOSA RESTERA' ---- ( VOLTAIRE )
  • LA POLITICA E' LA CULLA DOVE SI SVILUPPA LA GUERRA ---- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • UN METODO INFALLIBILE PER DOMARE UNA TIGRE E' LASCIARE CHE DIVORI QUALCUNO ---- ( ADENAUER )
  • SE FOSSI NATO IN UN CAMPO PROFUGHI DEL LIBANO, FORSE SAREI DIVENTATO ANCH'IO UN TERRORISTA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA GRATITUDINE E' UN SENTIMENTO CHE INVECCHIA PRESTO ---- ( ARISTOTELE )
  • COSA CREDEVA QUELLA PLEBAGLIA EUROPEA, CHE L'EURO FOSSE STATO FATTO PER LA LORO FELICITA'? ---- ( JAQUES ATTALI )
  • I PARTITI DI OGGI SONO MACCHINE DI POTERE E CLIENTELA ---- ( BERLINGUER )
  • ORA BASTA, NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DALLA COMMOZIONE, BUNGA BUNGA PER TUTTI! ---- ( BERLUSCONI )
  • UNO CHE LEGGE MARX DIVENTA LIBERALE SOLO SE RICCO ---- ( BERTINOTTI )
  • IL BELLO DELLA DEMOCRAZIA E' CHE TUTTI POSSONO PARLARE, MA NON OCCORRE ASCOLTARE ---- ( ENZO BIAGI )
  • LA POLITICA NON E' UNA SCIENZA, MA UN ARTE ---- ( BISMARCK )
  • IL SUCCESSO E' IL SOLO INFALLIBILE CRITERIO DI SAGGEZZA PER LE MENTI VOLGARI ---- ( EDMUND BURKE )
  • SE PADRONEGGI L'ARGOMENTO LE PAROLE SEGUIRANNO ---- ( CATONE )
  • IL PREZZO DELLA GRANDEZZA E' LA RESPONSABILITA' ---- ( CHURCHILL )
  • SE VOGLIAMO GODERE DELLA PACE, BISOGNA FARE LA GUERRA ---- ( CICERONE )
  • SE VEDI UN AFFAMATO NON DARGLI DEL RISO: INSEGNALGLI A COLTIVARLO ---- ( CONFUCIO )
  • QUANDO VOGLIO SAPERE COSA PENSA LA FRANCIA, LO CHIEDO A ME STESSO ---- ( DE GAULLE )
  • A DARGLI UN DITO QUELLO TI FREGA UN BRACCIO ---- ( DI PIETRO )
  • IL SUCCESSO E' FIGLIO DELL'AUDACIA ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CHI HA PAZIENZA PUO' AVERE CIO' CHE VUOLE ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • OGNI NAZIONE E' IL COMPLEMENTO DELL'ALTRA ---- ( GHANDI )
  • LA SINISTRA NON E' CAPACE DI GOVERNARE E NON LASCIA GOVERNARE ---- ( GIOLITTI )
  • UN LEADER E' UN VENDITORE DI SPERANZE ---- ( NAPOLEONE )