LE COMPLICATE RELAZIONI TRA SIRIA E USA

LA RESISTENZA SIRIANA ALLE STORICHE INGERENZE STATUNITENSI 

Dopo aver analizzato i 4 articoli di analisi sul back-ground storico-politico della Siria ( Siria 1Siria 2Siria 3Siria 4 ), ed aver illustrato le premesse e gli sviluppi della rivoluzione siriana, considerandone nello specifico i maggiori gruppi di opposizione e gli interessi dei paesi stranieri coinvolti nella guerra civile siriana, proviamo ad approfondire i turbolenti rapporti tra Siria e USA.

Sin dall’indipendenza siriana, gli USA hanno tentato di assoggettare la Siria alla propria influenza, tuttavia l’appoggio fornito alla causa sionista allontanò considerevolmente il circolo ufficiali dell’esercito di Damasco, risolutamente contrari ad instaurare una partnership subordinata al riconoscimento del neonato stato di Israele. Dinnanzi alla ritrosia siriana gli americani delegarono la cooptazione dell’establishment arabo locale all’alleata dinastia Hashemita, al potere in Giordania ed Iraq. Gli Hashemiti infatti godevano del favore dell’élite commerciale siriana, allettata dalla prospettiva di federarsi sotto un unico grande stato arabo, ipotesi questa favorita a più riprese sia dall’influentissimo clan al-Atassi, che dal presidente al-Quwwatli. Ad ogni modo, nonostante gli sforzi, al-Quwwatli non riuscì a convincere l’establishment militare a considerare il progetto di federazione panaraba promosso dalla monarchia hashemita, a causa della ritrosia a collaborare con il principale sponsor sionista, inoltre la loro impostazione nazionalista sdegnava ogni possibilità di cooperazione con l’occidente, perché identificato con i precedenti trascorsi coloniali.

L’OPPOSIZIONE DELL’ESTABLISHMENT MILITARE ALLE INGERENZE USA

Successivamente alla sconfitta nel conflitto arabo-israeliano, la credibilità dell’élite politica arabo-sunnita venne compromessa seriamente, favorendo una serie di colpi di stato patrocinati dall’esercito. Si è a lungo speculato sul presunto appoggio della CIA al golpe organizzato dal colonnello al-Zaim, sostenuto indirettamente in funzione anticomunista. Gli americani tentarono di convincere al-Zaima stipulare una pace definitiva con gli israeliani, tuttavia ancora una volta l’opposizione dell’establishment militare sabotò gli intenti di Washington, operando un nuovo golpe finalizzato alla rimozione del colonnello. Il circolo ufficiali siriano cominciò ad assumere posizioni marcatamente socialiste alquanto ostili agli USA, e decisamente ostili all’influenza hashemita in Siria, infatti pur condividendo il progetto panarabo, preferivano strutturarlo in senso repubblicano.

Negli anni 50 la Siria sembrò ritornare sotto un ordine democratico, sotto la leadership dell’ex presidente al-Quwwatli, tuttavia il suo margine di azione politica rimase ancora subordinato all’influenza dell’establishment militare, intenzionato ad agganciare il corso siriano alla formula socialista panaraba inaugurata in Egitto dai liberi ufficiali guidati da Nasser. Sicché, nonostante le non poche perplessità al-Quwwatli finì costretto a cedere alle pressioni del circolo degli ufficiali, aderendo alla Repubblica Araba Unita (RAU), rigettando ogni ipotesi di adesione al “Patto di Baghdad”, un’alleanza promossa dagli USA in funzione anti-sovietica.

Nonostante l’entusiasmo inziale i siriani cominciarono a mal sopportare l’egemonia politica egiziana all’interno della RAU, tanto da prendere in considerazione l’ipotesi di recedere dalla federazione, ipotesi che divise irrimediabilmente la realtà politica siriana, il cui caos indusse gli americani ad interferire favorendo il ritorno al potere del generale kurdo al-Shsihakli. Il ritorno del vecchio autocrate venne tuttavia sabotato dai servizi segreti siriani, che lo assassinarono prima che potesse ritornare dal suo esilio brasiliano. Ancora una volta l’intraprendenza del circolo ufficiali siriano, vanificò i piani americani, impedendogli di assumere il controllo della Siria, la quale finì sotto il controllo del Partito Baath, formazione socialista-panaraba decisamente contigua alle posizioni sovietiche.

IL PRAGMATISMO BAATHISTA CONSERVA LO STATUS-QUO REGIONALE

L’ascesa dei baathisti in Siria, lasciò ancora una volta gli americani alla porta, permettendo all’URSS di installarsi in Medioriente, tuttavia la dissoluzione della RAU accontentò gli americani, preoccupanti dalla possibilità che la rivoluzione socialista-panaraba di Nasser contaminasse le petro-monarchie del Golfo Persico. Ben presto però gli Stati Uniti dovettero fare i conti con l’ambiziosa leadership del generale siriano Jadid, determinato a realizzare il progetto della “Grande Siria”. Jadid era infatti intenzionato ad annettere la Giordania, rovesciando la dinastia Hashemita filo-americana, la stessa che per anni aveva tentato di integrare la Siria all’interno di un grande stato arabo. L’intento di Jadid si concretizzò in occasione della crisi del “Settembre Nero”, sostenendo l’insurrezione palestinese in Giordania, preventivando addirittura ‘intervento dell’esercito già mobilitato ai confini meridionali.

Gli USA, dinnanzi alla prospettiva di perdere un alleato chiave come la Giordania, minacciarono di intervenire in suo sostegno, mettendo in guardia l’establishment militare siriano, che nella persona dell’allora ministro della difesa Hafiz al-Assad, decise di bloccare l’intervento militare, mettendo agli arresti Jadid e la fazione baathista radicale a lui fedele. Il pragmatico colpo di mano predisposto da Assad, gettò acqua sul fuoco, permettendo ai protagonisti coinvolti di uscire dalla crisi senza colpo ferire, conservando lo status quo. Infatti gli USA riuscirono a mantenere al potere gli alleati Hashemiti in Giordania evitando di innescare una pericolosa escalation con la Siria ed i loro alleati sovietici, allo stesso modo i baathisti riuscirono a mantenere il potere appena conquistato, epurando la componente socialista più estremista.

DALL’IMPORTAZIONE DELLA FORMULA AFGHANA ALLA TREGUA POLITICA POST-SOVIETICA 

All’indomani della Guerra del Kippur, il presidente Nixon incontrò a Damasco il presidente siriano Hafiz al-Assad, discutendo i termini relativi all’implementazione della tregua sul Golan, senza tuttavia riuscire convincerlo a sottoscrivere una pace definitiva con gli israeliani. Negli anni 80, la rivolta islamista scatenata dai Fratelli Musulmani nel nord della Siria, sembrò prospettare un cambio di regime favorevole agli interessi americani, sicché indussero i giordani a sostenere la causa ribelle, anche dentro i proprio confini. La scelta americana di sostenere indirettamente la rivolta islamista siriana, per quanto controversa, si accordava con la strategia adottata nello stesso periodo in Afghanistan, dove la CIA supportò massicciamente la guerriglia dei Mujaheddin in funzione anti-sovietica, armando ed addestrando terroristi del calibro di Osama Bin Laden, futuro leader di al-Qaida.

Nixon-Assad
( Nixon e Assad )

Col trascorrere del tempo la Siria, divenne un duplice problema per gli Stati Uniti, poichè alla tradizionale alleanza con i sovietici, si aggiunse successivamente anche quella con l’Iran Khomeinista. Le relazioni bilaterali tra Siria e USA sembrarono riprendersi negli anni 90, successivamente al dissolvimento dell’URSS, addirittura l’amministrazione Bush tentò di sondare l’eventuale disponibilità di Assad ad intavolare un serio negoziato con gli israeliani, tuttavia il dialogo non andò prese mai una forma concreta, sicché gli americani preferirono limitare le proprie pressioni sulla sola questione libanese. Ad ogni modo, questo timido approccio bilaterale permise agli USA di coinvolgere i siriani nella coalizione internazionale che caccio gli invasori irakeni dal Kuwait.

LA SFIDA JIHADISTA DIVENTA OPPORTUNITA’ STRATEGICA 

Nel 2001, il neo-presidente Bashar al-Assad condannò fermamente gli attentati dell’undici settembre, cooperando con gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo islamista, condividendo alcune informazioni di intelligence. Tuttavia malgrado la cooperazione nella lotta al terrorismo islamista, i siriani continuarono a diffidare delle intenzioni americane, contestando la scelta di invadere l’Iraq, mettendo in guardia dalla pericolosissima deriva caotica, i cui effetti negativi si sarebbero riverberati sicuramente ben oltre i confini irakeni, come poi è effettivamente avvenuto. Infatti, successivamente all’occupazione americana dell’Iraq, la Siria dovette fare i conti con un imponente flusso di profughi che si riversarono in massa all’interno delle sue città, già provate dalla decennale presenza di rifugiati palestinesi. Come se ciò non bastasse, i confini orientali cominciarono a soffrire le frequenti incursioni dei guerriglieri irakeni ostili alla presenza militare americana. Sempre in questo periodo, il governo americano cominciò a finanziare alcuni gruppi di opposizione siriana, sperando di innescare una nuova rivolta, con cui rimuovere definitivamente il governo baathista, sprovvisto del tradizionale supporto sovietico.

ONU
( Consiglio di Sicurezza ONU )

Allo scoppio della crisi del 2011, gli USA mantennero da subito una linea fortemente ostile al governo baathista guidato da Bashar al-Assad, promuovendo alcune risoluzioni di condanna in sede ONU, regolarmente respinte dal veto di Russia e Cina all’interno del Consiglio di Sicurezza. Dinnanzi all’impedimento diplomatico, l’allora amministrazione Obama decise di finanziare l’armamento delle milizie ribelli intenzionate a rovesciare il governo di Assad, fornendo armi alle formazioni classificate dalla CIA come affidabili e moderate, come nel caso dell’Esercito Libero Siriano (FSA), una milizia composta da ex-ufficiali siriani di estrazione sunnita.

L’addestramento e l’afflusso di armi a queste milizie vene organizzato in stretto coordinamento con la Turchia e la Giordania, a cui si aggiunse il sostanzioso contributo delle petro-monarchie del Golfo Persico. Man mano che la crisi si sviluppava il fronte ribelle sostenuto dagli americani evaporava, a causa delle massicce defezioni di miliziani che dal FSA migravano in massa verso le preponderanti milizie islamiste siriane, rendendo la presenza dei ribelli moderati una mera astrazione politica, strutturata ad uso e consumo mediatico. Malgrado l’inconsistenza delle milizie pseudo-democratiche (FSA), gli USA confidavano tacitamente nella prepotente avanzata islamista, a cui il già provato esercito siriano non avrebbe potuto resistere a lungo, obbligando l’establishment baathista ad arrendersi, permettendo agli Stati Uniti di piazzare una nuova classe dirigente, senza dubbio più aperta ai loro interessi geopolitici.

TRA AMBIZIONI GEOPOLITICHE, FALSE FLAG E PRETESTI UMANITARI 

Nel 2013 nel sobborgo damasceno di Ghouta, tutt’oggi sotto il controllo ribelle, si registra un controverso attacco chimico, che gli USA contesteranno al governo di Damasco. L’uso di armi chimiche, per l’amministrazione Obama rappresentava una linea rossa, che se oltrepassata avrebbe comportato l’intervento militare americano in Siria, tuttavia la ricostruzione degli eventi si presentava più complicata di quella presentata dai media occidentali, inoltre i russi sostenevano che l’uso di armi chimiche fosse da addurre al tentativo ribelle di trascinare i loro sponsor occidentali all’interno della crisi siriana. Dinnanzi all’incapacità di identificare i responsabili dell’attacco, gli USA concordarono con la Russia lo smantellamento dell’arsenale chimico siriano, privando la Siria del suo principale strumento di deterrenza strategica, con cui per anni aveva contrastato l’arsenale nucleare israeliano. Ancora una volta gli USA si ritrovarono ostacolati dal loro proposito di intervento diretto in Siria, facendo i contri con la risolutezza russa, che se scavalcata avrebbe potuto innescare una pericolosa, quanto indesiderata, escalation del conflitto.

Qualche mese più tardi, la prepotente avanzata dell’Isis, accompagnata dall’onda di terrore scatenata dalle loro iniziative terroristiche, riporteranno in auge la possibilità di intervenire direttamente in Siria. Sull’onda mediatica innescata dai reiterati attentati islamisti, gli USA riusciranno a convincere il Consiglio di Sicurezza ONU ad emettere una risoluzione (N°2249) che autorizzasse attività militari di contrasto alle organizzazioni terroristiche presenti in Siria e Iraq. La risoluzione ONU, tanto agognata dagli USA, passerà non senza difficoltà, subordinandosi alle clausole apposte dalla Russia che vincolavano qualsiasi azione militare al rispetto della sovranità, dell’integrità e dell’indipendenza della Repubblica Araba di Siria, vincoli tra l’altro richiamati esplicitamente dalla Carta ONU. Fu così che gli Stati Uniti riuscirono a conquistarsi un mandato internazionale con cui poter intervenire legittimamente in Siria, accogliendo loro malgrado i limiti posti dal diritto internazionale, di cui avrebbero volentieri fatto a meno. Successivamente a questo passaggio diplomatico fondamentale, gli USA patrocinarono la formazione di una coalizione di stati alleati, intenzionati a contrastare l’avanzata jihadista.

USA-ribelli
( Cooperazione tra truppe USA E ribelli siriani )

Le operazioni americane in Siria si concretizzarono sotto forma di raid aerei, mirati prevalentemente a spezzare l’assedio jihadista sulle città kurde, controllate dalle milizie YPG. L’appoggio americano alle milizie YPG presenta alcune criticità di non poco conto, infatti, questa formazione risulta legata a doppio filo con il PKK, un’organizzazione marxista che gli stessi USA classificano come terroristica, tra l’altro bandita in Turchia. L’alleanza che gli Stati Uniti si accinsero a stringere con questa formazione kurda, sconfessò la loro tradizionale linea anti-marxista, sacrificandola a vantaggio della loro strategia mediorientale, sempre più incentrata sul sostegno alla causa irredentista kurda. L’amministrazione americana, seppur legittimata da un mandato ONU, articolò il proprio intervento militare senza coordinarsi minimamente con il governo siriano, violandone ripetutamente la sovranità territoriale.

Del resto, al netto della retorica, il coinvolgimento americano era sostanzialmente finalizzato ad inglobare la Siria alla propria sfera di influenza regionale, proposito che si palesò nuovamente nel 2017, quando in una cittadina situata nei pressi di Idlib (roccaforte islamista), i ribelli denunciarono l’ennesimo attacco chimico, a cui l’amministrazione repubblicana guidata dal neo-eletto Donald Trump reagì bombardando la base aerea di Shayrat, dove l’intelligence americana riteneva fosse presente un deposito chimico dell’esercito siriano, ipotesi inverosimile se considerato lo smantellamento dell’arsenale effettuato proprio dagli stessi americani in coordinamento con i russi.

USA-F15
( F-15 americano in missione )

LE PROSPETTIVE AMERICANE IN SIRIA

Ad ogni modo, nonostante questo clamoroso e controverso episodio, la nuova amministrazione Trump sembra aver cambiato indirizzo politico, recedendo dall’intenzione di rovesciare il governo baathista siriano, riconoscendo implicitamente la permanenza dell’influenza russa in Siria, eccetto che nel Rojava kurdo. La prepotente avanzata dell’esercito siriano, supportato dalla determinante copertura aerea siriana, ha ribaltato i rapporti di forza, inducendo gli USA ad abbandonare il controverso fronte ribelle siriano al loro destino, puntando tutto sul fronte kurdo, che al netto della sua struttura marxista, risultava sicuramente ben più affidabile e presentabile del coacervo di formazioni islamiste arabe.

Gli sviluppi del conflitto, permisero all’esercito siriano di spuntarla ancora contro le storiche ingerenze americane, costringendo Washington a ripiegare su di un Piano B, accontentandosi del controllo parziale del Rojava kurdo, territorio che nei piani del pentagono nel medio-lungo periodo dovrebbe costituire il nucleo di un futuro stato kurdo, destinato ad inglobare successivamente i residui territori kurdi soggetti alla sovranità di paesi terzi quali la Turchia l’Iraq e l’Iran. La nascita di uno stato kurdo è dunque diventata una priorità strategica di Washington, soprattutto da quando l’Iraq è caduto sotto l’egemonia della maggioranza sciita filo-iraniana.

Proprio la crescente influenza dell’Iran nella regione, ha spinto gli Stati Uniti a patrocinare il fronte ribelle sunnita in Siria ed Iraq, tentando di sottrarre a Teheran due tasselli fondamentali per la realizzazione del progetto della “Mezzaluna Sciita”. Gli USA avrebbero sicuramente gradito la nascita di un “Sunnistan”, non tanto ideologicamente, quanto strategicamente, poiché avrebbe compromesso la proiezione iraniana verso il Libano, probabilmente oggi, senza l’intervento russo, esisterebbe uno stato arabo sunnita, geograficamente compatibile con lo Stato Islamico, promosso da al-Baghdadi. Dunque, l’intervento americano in Siria è stato in parte dettato dalla necessità di ostacolare la direttrice sciita in Palestina, schermando Israele dalla minaccia iraniana che incombe dai confini siro-libanesi, oramai presidiati dalle milizie Hezbollah.

mappa-sunnistan-medioriente
( Prospettiva geopolitica americana in Medioriente )

L’intraprendente politica mediorientale americana, sembra essere frutto di una classe dirigente ottusa ed approssimativa, intenta a collezionare un fallimento dopo l’altro, tuttavia ponderando nel merito gli sviluppi geopolitici regionali in aggregato con la questione kurda, si potrebbe giungere ad un interpretazione logica, frutto di una lucidissima pianificazione strategica. Infatti, senza il disastroso intervento in Iraq, oggi sarebbe impossibile mettere in discussione la geografia politica mediorientale, prospettiva decisamente concreta, da cui dipende la nascita del Kurdistan, considerato dagli Stati Uniti come il perno strategico da cui proiettare la propria influenza nella regione, mettendosi al riparo dalle endemiche scosse tettoniche etnico-confessionali che caratterizzano un po’ tutti gli stati arabi dell’area.

Questa ardita interpretazione degli eventi, potrebbe conferire un senso alla apparentemente fallimentare politica regionale americana, tuttavia qualora questa strategia si rivelasse verosimile, presupporrebbe rischi collaterali non indifferenti, infatti, l’appoggio americano all’irredentismo kurdo sta spingendo la Turchia e l’Iran a stringere un’alleanza strategica, su cui incombe la crescente influenza regionale russa. In particolar modo la Turchia di Erdogan, dopo il tentato golpe dello scorso anno sembra aver messo in discussione la tradizionale alleanza che la lega agli USA e all’occidente in genere, considerando addirittura l’ipotesi di recedere dalla NATO, ricercando una partnership strategica con la Russia, da cui ha recentemente acquistato il sistema antiaereo S-400. Nei prossimi anni la determinazione statunitense nel perseguire questa verosimile scaletta geopolitica, determinerà la geografia politica mediorientale.

Se l’esito di questa azzardata strategia sarà positivo gli USA consolideranno definitivamente il loro ordine internazionale unipolare, se invece l’esito sarà negativo le ambizioni egemoniche americane dovranno necessariamente lasciare il posto ad un nuovo ordine internazionale multipolare, da governare con la rediviva Russia e l’ascendente potenza cinese, con la concreta prospettiva di perdere il controllo sull’Europa, che a quel punto potrebbe pensare seriamente di sganciarsi dallo stretto controllo di Washington, d’altro canto la permanenza al potere di Assad, preclude la possibilità di incanalare il gas del Golfo Persico verso il mercato energetico europeo, dove la posizione russa sembra destinata a consolidarsi, con tutto ciò che ne consegue in termini di influenza politica.

 

 

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  • E' SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER FARE LA COSA GIUSTA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • IL POTERE POLITICO E' IL POTERE DI UNA CLASSE, ORGANIZZATO PER OPPRIMERNE UN'ALTRA ---- ( KARL MARX )
  • SE SI VOTA ALMENO NON FINISCO IN GALERA ---- ( CLEMENTE MASTELLA )
  • LA COSCIENZA DELL'UMANITA' E' SUPREMA SU TUTTI I GOVERNI: ESSI DEVONO ESSERNE INTERPRETI, O NON SONO LEGITTIMI ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • CON LE ARMI NUCLEARI, NON CI SARA' TEMPO DI IMPARARE. UN SOLO ERRORE BASTA A DISTRUGGERE NAZIONI INTERE ---- ( ROBERT MCNAMARA )
  • UN IMPERO FONDATO DALLE ARMI DEVE REGGERSI CON LE ARMI ---- ( MONTESQUIEU )
  • QUAL'E' LA MANIFESTAZIONE PIU' CONCRETA DEL SUCCESSO DEL'EURO? LA GRECIA ---- ( MARIO MONTI )
  • NON SI DEVE TEMERE LA GUERRA, LA SI DEVE ODIARE ---- ( CESARE MORI )
  • PER FARE LE COSE, OCCORRE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE ---- ( ALDO MORO )
  • IL FONDAMENTO ESSENZIALE DI UNA SOCIETA' SANA E' L'EQUA SPARTIZIONE DEI BENI ---- ( TOMMASO MORO )
  • LA LEGALITA' E IL DIRITTO SONO LE PIETRE FONDANTI DELLA PACE INTERNAZIONALE E DELLA STABILITA' ---- ( GIORGIO NAPOLITANO )
  • COLORO CHE VOGLIONO INGANNARE I POPOLI E GOVERNARLI AD ESCLUSIVO LORO VANTAGGIO HANNO INTERESSE A MANTENERLI NELL'IGNORANZA -- ( NAPOLEONE )
  • IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO ---- ( PIETRO NENNI )
  • CHIUNQUE PENSI CHE POSSA CANDIDARMI A QUALUNQUE COSA CHE INIZI IN QUALUNQUE ANNO E' FUORI DI MELONE --- ( NIXON )
  • FATE SOLDI, SE POTETE IN MANIERA ONESTA, ALTRIMENTI COMUNQUE ---- ( ORAZIO )
  • IL MODO PIU' RAPIDO PER PORRE FINE AD UNA GUERRA E' PERDERLA ---- ( GEORGE ORWELL )
  • SE ABBIAMO DEGLI ATTACCHI MAFIOSI NEGLI USA, NON ANDIAMO MICA A BOMBARDARE L'ITALIA?! ---- ( RON PAUL )
  • LA POLITICA, NELLA COMUNE ACCEZZIONE DEL TERMINE, NON E' ALTRO CHE CORRUZIONE ---- ( PLATONE )
  • LA POLITICA DOVREBBE ESSERE COME LA NAZIONALE: DOVREBBERO SEMPRE GIOCARE I MIGLIORI. MA NON E' MAI COSI' -- ( MICHEL PLATINI )
  • LA PACE VIENE DALLA COMUNICAZIONE ---- ( EZRA POUND )
  • NESSUN PIANO DI BATTAGLIA SOPRAVVIVE ALL'IMPATTO COL NEMICO ---- ( COLLIN POWELL )
  • CON L'EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO, GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU' ---- ( ROMANO PRODI )
  • NOI PERSEGUITEREMO DAPPERTUTTO I TERRORISTI, E QUANDO LI TROVEREMO, LI BUTTEREMO DRITTI NELLA TAZZA DEL CESSO -- ( PUTIN )
  • SONO STATO VARIE VOLTE IN COREA DEL NORD, PRESIDENTE OBAMA, STIA TRANQUILLO, CHE NON C'E' NIENTE DI BOMBA ATOMICA - ( ANTONIO RAZZI )
  • CUBA E' LA PROSSIMA RAMAZZATA DELLA DEMOCRAZIA. E LASCIATEMI DIRE DIRETTAMENTE A FIDEL CASTRO: TU SEI FINITO! ---- ( RONALD REAGAN )
  • ENRICO STAI SERENO. VAI AVANTI. IO MI FIDO DI LETTA, E' LUI CHE NON SI FIDA, NON STO FACENDO MAFRINE PER TOGLIERGLI IL POSTO -- ( RENZI )
  • NOI NON COMBATTIAMO PER QUELLI CHE VIVONO OGGI, MA PER COLORO CHE VERRANNO ---- ( ROBESPIERRE )
  • PIU' CHE LA FINE DELLA GUERRA, VOGLIAMO LA FINE DEI PRINCIPI DI TUTTE LE GUERRE ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • SOLO COLUI CHE NON AGISCE NON COMMETTE ERRORI ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • NESSUNO PUO' GOVERNARE SENZA COLPE ---- ( ANTOINE DE SAINT-JUST )
  • I VERI EUROPEISTI SONO QUELLI CHE RICONOSCONO CHE L'UE DI BANCHIERI, MULTINAZINALI E E BUROCRATI E' LA NEGAZIONE DEI SUOI VALORI ORIGINALI ---- ( SALVINI )
  • IO SONO UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, NON SONO UN SUO DIPENDENTE! ---- ( MICHELE SANTORO )
  • GLI ITALIANI GUADAGNANO NETTO, MA VIVONO LORDO ---- ( GIUSEPPE SARAGAT )
  • LA VERITA' E' CHE SE L'UE CONTINUA CON QUESTE POLITICUCCE, NEL 2050 FORSE CI SARA' LA NATO MA NON L'EUROPA ---- ( HELMUT SCHMIDT )
  • FONDAMENTO DI OGNI SOCIETA' E' LA GIUSTIZIA ---- ( ANTONIO SEGNI )
  • DI PIETRO E' IL PADRE DI BERLUSCONI, LO HA GENERATO UCCIDENDO UNA PARTE DELLA PRIMA REPUBBLICA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • PENSO, COMPAGNI, CHE L'AUTOCRITICA CI E' NECESSARIA COME L'ARIA E COME L'ACQUA ---- ( STALIN )
  • TUTTA L'ARTE DELLA GUERRA SI BASA SULL'INGANNO ---- ( SUN TZU )
  • LA VERITA' SI RAFFORZA CON LA LUCE E CON IL TEMPO, LA MENZOGNA INVECE CON LA FRETTA ED IL MISTERO ---- ( TACITO )
  • CIO' CHE IL VOLGO CHIAMA TEMPO PERSO E' SPESSO TEMPO GUADAGNATO ---- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • SE TUTTO DEVE RIMANERE COM'E, E' NECESSARIO CHE TUTTO CAMBI ---- ( GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA )
  • A PROPOSITO DI POLITICA... CI SAREBE QUALCOSA DA MANGIARE? ---- ( TOTO')
  • E' FALLITA L'IDEA CHE UN PAESE SI GOVERNA COME UN'AZIENDA ---- ( GIULIO TREMONTI )
  • LE CATASTROFI POLITICHE NON VENGONO SE NON IN QUALCHE MODO CONSENTITE O VOLUTE ---- ( FILIPPO TURATI )
  • CI SONO DUE CASI IN CUI NON SI DEVE SPECULARE IN BORSA: QUANDO NON SI HA I SOLDI O QUANDO LI SI HA ---- ( MARK TWAIN )
  • IMPARA AD UBBIDIRE ED IMPARERAI A COMANDARE ---- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' UN ATTO DI FORZA CHE HA LO SCOPO DI COSTRINGERE L'AVVERSARIO A SOTTOMETTERSI ALLA NOSTRA VOLONTA' ---- ( VON CLAUSEWITZ )
  • PREPARARE LA GUERRA E' L'UNICO MODO PER MANTENERE LA PACE ---- ( GEORGE WASHINGTON )
  • QUANDO LA GUERRA SARA' FINITA, LI COSTRINGEREMO A PENSARE COME NOI, ANCHE PERCHE' SARANNO FINANZIARIAMENTE NELLE NOSTRE MANI -- ( WOODROW WILSON )
  • CI SONO DUE MODI DI FARE IL POLITICO: SI PUO' VIVERE "PER" LA POLITICA OPPURE SI PUO' VIVERE "DELLA" POLITICA ---- ( MAX WEBER )
  • VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, MA NON ABBIAMO LO STESSO ORIZZONTE ---- ( ADENAUER )
  • LA CATTIVERIA DEI BUONI E' PERICOLOSISSIMA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA DIGNITA' NON CONSISTE NEL POSSEDERE GLI ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI ---- ( ARISTOTELE )
  • IO SONO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI USA, PRIMA ANCORA DI SAPERE COME LA PENSANO ---- ( BERLUSCONI )
  • L'INTER E' COME IL COMUNISMO, UNA BELLA IDEA REALIZZATA MALE ---- ( BERTINOTTI )
  • L'ECONOMIA POLITICA E' IL CODICE DELL'USURA ---- ( LOUIS BLANQUI )
  • LO STATO SONO IO ---- ( LUIGI XIV di BORBONE )
  • IL PROBLEMA DELLE LIBERE ELEZIONI E' CHE NON PUOI SAPERE CHI LE VINCERA' ---- ( BREZNEV )
  • VORREI FARE IL FANNULLONE MA NON CI RIESCO ---- ( RENATO BRUNETTA )
  • INNOVARE NON VUOL DIRE RIFORMARE ---- ( EDMUND BURKE )
  • QUESTA RIFORMA E' UNA PUTTANATA, MI FA SCHIFO, MA VOTERO' SI ---- ( MASSIMO CACCIARI )
  • LA LIBERTA' E' COME L'ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE ---- ( PIERO CALAMANDREI )
  • BERLUSCONI TRATTA GLI ALLEATI COME UN PADRONE DEL SETTECENTO TRATTAVA GLI SCHIAVI ---- ( PIER FERDINANDO CASINI )
  • NOI SOCIALISTI ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE NEL SOTTOVALUTARE LA FORZA DEL NAZIONALISMO E DELLA RELIGIONE -- ( FIDEL CASTRO )
  • I LADRI DI BENI PRIVATI PASSANO LA VITA IN CARCERE E IN CATENE, QUELLI DI BENI PUBBLICI NELLE RICCHEZZE E NEGLI ONORI -- ( CATONE )
  • LA STORIA SARA' GENTILE CON ME, POICHE' INTENDO SCRIVERLA ---- ( CHURCHILL )
  • SIAMO SCHIAVI DELLA LEGGE PER POTER ESSERE LIBERI ---- ( CICERONE )
  • NON USARE ARCO E FRECCIA PER UCCIDERE UNA ZANZARA ---- ( CONFUCIO )
  • QUESTA E' LA RICETTA DEMOCRATICA: SPEGNERE LA FIAMMA PRIMA CHE DIVAMPI L'INCENDIO ---- ( FRANCESCO COSSIGA
  • DOBBIAMO USARE IL TEMPO COME UNO STRUMENTO, NON COME UNA POLTRONA ---- ( CRAXI )
  • LA CALUNNIA SDEGNA I MEDIOCRI, SI AFFERRA AI GRANDI ---- ( FRANCESCO CRISPI )
  • PER GLI AMERICANI LA PACE E' QUELL'INTERVALLO DI TEMPO CHE SERVE A RICARICARE IL BAZOOKA ---- ( MAURIZIO CROZZA )
  • NIENTE RAFFORZA L'AUTORITA' QUANTO IL SILENZIO ---- ( DE GAULLE )
  • IO DI BERLUSCONI MI FIDO: CREDO PROPRIO CHE SIA SINCERO, QUANDO DICE DI VOLERE FARE LE RIFORME ---- ( D'ALEMA )
  • QUI A SALERNO VOTANO ANCHE LE PIETRE ---- ( VINCENZO DE LUCA )
  • A DUE ANNI PER FARE MANI PULITE E QUATTRO PER DIFENDERMI DALLE CONSEGUENZE ---- ( DI PIETRO )
  • IL POTERE HA UN SOLO DOVERE: ASSICURARE LA SICUREZZA SOCIALE ALLA GENTE ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • LA POLITICA E' PIU' DIFFICILE DELLA FISICA ---- ( EINSTEIN )
  • E ALLORA, SIAMO PADRONI DI UNA BANCA? ---- ( PIERO FASSINO )
  • IL GENIO SENZA FORMAZIONE E' COME ARGENTO IN MINIERA ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • PER NOI DI PIETRO E' UN MITO! ---- ( MAURIZIO GASPARRI )
  • OCCHIO PER OCCHIO E IL MONDO DIVENTA CIECO ---- ( GHANDI )
  • CARLO MARX E' STATO MANDATO IN SOFFITTA ---- ( GIOLITTI )
  • QUAL'E IL MIGLIOR GOVERNO? QUELLO CHE CI INSEGNA A GOVERNARCI DA SOLI ---- ( GOETHE )
  • PER NON CONOSCERE LA STORIA NON SERVE PIU' BRUCIARE I LIBRI, BASTA FAR PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE ---- ( BEPPE GRILLO )
  • MOLTO PIU' DECISIVA E MOLTO PIU' DUREVOLE DI TUTTO L'ORO CHE SI PUO' ACCUMULARE E' LA GRATITUDINE DI UN POPOLO ---- ( CHE GUEVARA )
  • LE DUE VIRTU' CARDINALI IN GUERRA SONO LA FORZA E LA FRODE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA GUERRA E' UN CASTIGO TANTO PER CHI LA INFLIGGE QUANTO PER COLUI CHE LA PATISCE ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • IO SONO UN IDEALISTA SENZA ILLUSIONI ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON CI PUO' ESSERE UNA CRISI LA SETTIMANA PROSSIMA. LA MIA AGENDA E' GIA' PIENA ---- ( HENRY KISSINGER )
  • LA FIDUCIA E' BENE, IL CONTROLLO E' MEGLIO ---- ( LENIN )
  • UNA VOLTA DECISO CHE UNA COSA PUO' E DEVE ESSERE FATTA, BISOGNA SOLO TROVARE IL MODO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI ---- ( TITO LIVIO )
  • UN'IDEA CHE NON TROVA POSTO A SEDERE E' CAPACE DI FARE LA RIVOLUZIONE ---- ( LEO LONGANESI )
  • PUO' LA DISCIPLINA NELLA GUERRA PIU' CHE IL FURORE ---- ( MACHIAVELLI )
  • NEL NOSTRO PAESE PRIMA SI VA IN PRIGIONE E DOPO SI DIVENTA PRESIDENTI ---- ( NELSON MANDELA )
  • NEL GRANDE FIUME DELLA CONOSCENZA UMANA TUTTO E' RELATIVO E NESSUNO PUO AFFERRARE LA VERITA' ASSOLUTA ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NULLA AL MONDO E' PIU' PERICOLOSO CHE UN'IGNORANZA SINCERA E UNA STUPIDITA' COSCENZIOSA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • COLORO CHE LAVORANO, NON GUADAGNANO, E QUELLI CHE GUADAGNANO NON LAVORANO ---- ( KARL MARX )
  • NON SO DOVE CAPITO.PUO' DARSI IN QUARTA FILA. L'IMPORTANTE E' SEDERSI. NON PERDERE MAI LA SEDIA ---- ( MASTELLA )
  • LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE ---- ( MONTESQUIEU )
  • CHE MONOTONIA AVERE UN POSTO FISSO PER TUTTA LA VITA ---- ( MARIO MONTI )
  • L'INGRATITUDINE E' UN MODO COME UN ALTRO PER PAGARE I DEBITI. ED E' IL PREFERITO PERCHE' COSTA MENO ---- ( CESARE MORI )
  • LA VERA LIBERTA' SI VIVE FATICOSAMENTE TRA CONTINUE SFIDE ---- ( ALDO MORO )
  • OGNI RIVOLUZIONARIO A UN CERTO PUNTO DIVENTA CONSERVATORE ---- ( MUSSOLINI )
  • DAL SUBLIME AL RIDICOLO VI E' APPENA UN PASSO ---- ( NAPOLEONE )
  • IN ITALIA QUANDO UNA COSA NON E' PIU' PROIBITA DIVENTA OBBLIGATORIA ---- ( PIETRO NENNI )
  • UNO DEGLI SVANTAGGI DEL NON FARE POLITICA E' CHE SI FINISCE PER ESSERE GOVERNATI DA PROPRI INFERIORI ---- ( PLATONE )
  • LE GUERRE SI FANNO PER CREARE DEBITI. LA GUERRA E' IL SABOTAGGIO MASSIMO, IL SABOTAGGIO PIU' ATROCE ---- ( EZRA POUND )
  • L'EURO SARA' LA NOSTRA RICCHEZZA! ---- ( PRODI )
  • "ANDAVAMO E DICEVAMO: PRESIDENTE, SIAMO NOI DUE, QUANTO CI MOLLA?"-- ( ANTONIO RAZZI )
  • FIGLIOLO, LA SINCERITA' IN POLITICA E' FONDAMENTALE. SE RIESCI A FINGERE DI ESSERE SINCERO C'E' LA FARAI ---- ( RONALD REAGAN )
  • NON SI PORTA LA LIBERTA' SULLA PUNTA DELLE BAIONETTE ---- ( ROBESPIERRE )
  • NON COLPIRE AFFATTO SE CIO' E' DIGNITOSAMENTE EVITABILE; MA SE COLPISCI, COLPISCI SEMPRE DURO ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • PER VINCERE UNA BATTAGLIA, BISOGNA CAPIRE DI ESSERE IN BATTAGLIA ---- ( MATTEO SALVINI )
  • L'IGNORANZA E' UNA COLPA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • COLPISCI UNO PER INSEGNARE A CENTO ---- ( STALIN )
  • CALUNNIATE, CALUNNIATE, QUALCOSA RESTERA' ---- ( VOLTAIRE )
  • LA POLITICA E' LA CULLA DOVE SI SVILUPPA LA GUERRA ---- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • UN METODO INFALLIBILE PER DOMARE UNA TIGRE E' LASCIARE CHE DIVORI QUALCUNO ---- ( ADENAUER )
  • SE FOSSI NATO IN UN CAMPO PROFUGHI DEL LIBANO, FORSE SAREI DIVENTATO ANCH'IO UN TERRORISTA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA GRATITUDINE E' UN SENTIMENTO CHE INVECCHIA PRESTO ---- ( ARISTOTELE )
  • COSA CREDEVA QUELLA PLEBAGLIA EUROPEA, CHE L'EURO FOSSE STATO FATTO PER LA LORO FELICITA'? ---- ( JAQUES ATTALI )
  • I PARTITI DI OGGI SONO MACCHINE DI POTERE E CLIENTELA ---- ( BERLINGUER )
  • ORA BASTA, NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DALLA COMMOZIONE, BUNGA BUNGA PER TUTTI! ---- ( BERLUSCONI )
  • UNO CHE LEGGE MARX DIVENTA LIBERALE SOLO SE RICCO ---- ( BERTINOTTI )
  • IL BELLO DELLA DEMOCRAZIA E' CHE TUTTI POSSONO PARLARE, MA NON OCCORRE ASCOLTARE ---- ( ENZO BIAGI )
  • LA POLITICA NON E' UNA SCIENZA, MA UN ARTE ---- ( BISMARCK )
  • IL SUCCESSO E' IL SOLO INFALLIBILE CRITERIO DI SAGGEZZA PER LE MENTI VOLGARI ---- ( EDMUND BURKE )
  • SE PADRONEGGI L'ARGOMENTO LE PAROLE SEGUIRANNO ---- ( CATONE )
  • IL PREZZO DELLA GRANDEZZA E' LA RESPONSABILITA' ---- ( CHURCHILL )
  • SE VOGLIAMO GODERE DELLA PACE, BISOGNA FARE LA GUERRA ---- ( CICERONE )
  • SE VEDI UN AFFAMATO NON DARGLI DEL RISO: INSEGNALGLI A COLTIVARLO ---- ( CONFUCIO )
  • QUANDO VOGLIO SAPERE COSA PENSA LA FRANCIA, LO CHIEDO A ME STESSO ---- ( DE GAULLE )
  • A DARGLI UN DITO QUELLO TI FREGA UN BRACCIO ---- ( DI PIETRO )
  • IL SUCCESSO E' FIGLIO DELL'AUDACIA ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CHI HA PAZIENZA PUO' AVERE CIO' CHE VUOLE ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • OGNI NAZIONE E' IL COMPLEMENTO DELL'ALTRA ---- ( GHANDI )
  • LA SINISTRA NON E' CAPACE DI GOVERNARE E NON LASCIA GOVERNARE ---- ( GIOLITTI )
  • UN LEADER E' UN VENDITORE DI SPERANZE ---- ( NAPOLEONE )