L’EPILOGO DELLA PRIMAVERA ARABA IN SIRIA

L’ORIGINE RELIGIOSA DELLA CRISI IN SIRIA

Nelle scorse settimane abbiamo dedicato una serie di articoli per conoscere la realtà siriana, dai primi 4 della Serie “Conosciamo la Siria” ( Siria 1Siria 2Siria 3Siria 4 ) , a quelli successi dove illustravamo le origini egli sviluppi della guerra civile, considerando il peso dei vari gruppi di opposizione e gli interessi dei paesi stranieri coinvolti, approfondendo nello specifico il turbolento rapporto tra Siria e USA e la storica alleanza tra Siria e Russia.

A distanza di 7 anni i frutti velenosi della cosiddetta “Primavera Araba” sembrano essere definitivamente marciti, portando via con loro il meglio ed il peggio della gioventù siriana, compromettendo il futuro di una delle nazioni più progredite del mondo arabo, dove l’islam aveva trovato una reale dimensione religiosa, nonostante i reiterati tentativi di utilizzarlo come un catalizzatore politico di massa. Infatti, già negli anni 80, la Siria si era dovuta confrontare con il tentativo di confessionalizzare la realtà politica, contrapponendo artificiosamente la comunità islamica sunnita a quella alawita di derivazione sciita, tentando di vanificare il tradizionale clima di tolleranza vigente all’interno della società siriana, dove l’islam addirittura manteneva rispettosi rapporti persino con la piccola comunità cristiana locale, garantendone l’incolumità.

In Siria, la geopolitica è riuscita a confessionalizzare la sfera socio-politica, strappando la religione alla sfera privata, trasformandola in elemento politico funzionale allo scardinamento degli storici, ma senza dubbio fragili, equilibri interni alla società siriana, dove l’identità araba ha sempre prevalso sulle peculiarità confessionali. D’altronde, trasformare le peculiarità religiose di una realtà plurale come quella araba, è stato da sempre uno degli obiettivi prediletti dagli strateghi internazionali, e la questione israelo-palestinese rappresenta sicuramente l’esempio più palese di questo metodo di destabilizzazione politica. Infatti, la questione israelo-palestinese tutt’oggi ruota attorno ad un artificioso dualismo religioso che vuole contrapposti ebraismo ed islam, due confessioni che fino alla dissoluzione dell’Impero Ottomano coesistevano pacificamente all’interno dello stesso tessuto sociale, armonizzando le proprie peculiarità religiose.

 

Identificare le religioni come la causa dell’endemica instabilità mediorientale sarebbe dunque errato, così come risulterebbe ugualmente errato considerarle estranee a tale dinamica socio-politica, infatti, qualsiasi confessione religiosa si fonda sulla fiducia, un elemento trascendentale puro che spesso viene accordato anche a soggetti che ne approfittano per trarne vantaggi decisamente antitetici ai nobili fini perseguiti dalle stesse religioni, il cui significato originale più autentico rischia di essere corrotto, o quanto meno fuorviato, da abili comunicatori, spesso mossi da moventi politici decisamente meno trascendentali, di quel che si potrebbe immaginare. E bene ricordare che l’obiettivo di chi strumentalizza la religione, resta sempre quello di ledere quel rapporto di fiducia a cui i fedeli di tutti i religiosi si abbandonano, ricercando una comunione spirituale con la sfera divina, da cui solitamente traggono nobili valori, pertanto la fonte del caos mediorientale non può essere ricondotta semplicemente alla religione, quanto piuttosto all’abilità retorica dei suoi corruttori.

( Esempio di coesistenza tra “ribelli moderati” e terroristi islamisti )

 

Purtroppo l’eccesso di fiducia insito in qualsiasi religione, compreso l’islam, risulta essere il punto debole delle masse arabe, sistematicamente ingannate da soggetti che predicano subdole ideologie parassita, sapientemente camuffate sul piano religioso, ma che in realtà si accordano ad obiettivi strategici di matrice geopolitica, verosimilmente predisposti da soggetti o organizzazioni che nulla hanno a che fare questa religione, e soprattutto con questa turbolenta regione geografica. Il caos mediorientale mette sulla bilancia un numero spropositato di vittime, accompagnate da una vorticosa spirale d’odio, controbilanciato da una serie di interessi geopolitici dal valore inestimabile, siano essi meramente economici o squisitamente politici. Dietro questi interessi è possibile intravedere l’ingombrante presenza di attori occidentali, sempre pronti a camuffare i propri interessi dietro una fitta cortina retorica democratico-umanitaria, con cui perseguono, più o meno risolutamente, le loro tradizionali trame egemoniche.

DALLA PRIMAVERA ARABA ALL’INVERNO SIRIANO

Nel 2011, una serie di proteste popolari ha innescato la mobilitazione delle masse arabe, stanche di soffrire condizioni sociali precarie, spesso reali, ma che a differenza delle altre episodiche proteste hanno goduto sin da subito di una massiccia copertura mediatica, sospettosamente simile a quella goduta dalle cosiddette “rivoluzioni colorate”. Sicuramente il ruolo dei social-network è stato importante, tuttavia il tam-tam sarebbe inevitabilmente scemato, senza l’amplificazione enfatizzata del vetusto, ma efficacissimo, apparato mediatico main-stream, abile nel promuovere questo anomalo fenomeno socio-politico sotto il brand “Arab Springs” (Primavera Araba). Le Primavere Arabe attraverseranno un po’ tutto il Medioriente, fatta eccezione per alcune “oasi protette“, come l’Arabia Saudita, il Bahrein, la Giordania, il Kuwait ed il Qatar, dove a quanto pare le popolazioni autoctone non ritenevano necessario affrancarsi da sistemi autocratici ben peggiori di quello in auge nell’Ancient Regime, sotto il Re Sole. Paradossalmente le aristocrazie di questi paesi, chi più chi meno, si spenderanno senza riserve per la causa della ribellione siriana, spinti da un anomalo slancio internazionalista liberal-democratico. Questo generosissimo supporto devierà le legittime istanze sociali dei manifestanti, dirottandole su di un piano marcatamente politico, mettendo alla berlina l’ordine politico plasmato dal Partito Socialista Panarabo Baath, accusato di procrastinare indefinitamente la democratizzazione del paese, facendosi scudo dello stato di emergenza giustificato dallo stato di guerra tutt’oggi vigente con Israele, a cui contesta l’occupazione illegittima della strategiche alture del Golan.

siria ribelli primavera araba
( Manifestanti islamiste in Siria )

Sotto l’impulso delle pressioni internazionali, la ribellione siriana finirà per radicalizzare le proprie posizioni, rinunciando alla possibilità di inaugurare una proficua stagione di riforma costituzionale, a cui il governo del giovane Presidente Bashar al-Assad sembrava disposto ad avviare, prendendo le distanze dall’approccio autocratico dell’ex Presidente Hafiz al-Assad. Con le giuste pressioni politiche, i ribelli avrebbero potuto indirizzare le proteste su di un binario riformista, anche se ad onor del vero, la mancanza di partiti politici ben organizzati alternativi al Baath, esponeva la società alle sirene dell’islam politico, abile nel capitalizzare la fiducia dei siriani nelle organizzazione islamiste, soprattutto quelle attive nelle aree a netta prevalenza sunnita, dove riusciranno ad instillare ancora una volta la contrapposizione confessionale con la minoranza alawita, da cui provenivano importanti esponenti del governo baathista, il cui approccio laico bastava a renderli colpevoli di eresia. L’influenza delle organizzazioni islamiste radicali, guidate da carismatici predicatori stranieri, spesso appartenenti alla setta radicale Wahhabita, riuscirà a strumentalizzare l’autentico rapporto che i siriani intrattenevano con l’islam, convincendoli ad intraprendere una catastrofica guerra civile, incentrata artificialmente sul dualismo tra musulmani sunniti e sciiti (alawiti). La confessionalizzazione della rivolta, e la sua conseguente deriva terroristica e militare, sponsorizzata dalle petro-monarchie del Golfo Persico e da alcuni paesi occidentali, ha delegittimato i suoi promotori, permettendo alla retorica islamista più o meno totalitaria di prendere il sopravvento sulle originali istanze democratiche.

LE RESPONSABILITA’ DEI RIBELLI SIRIANI

I ribelli siriani oggi si ritrovano dalla parte sbagliata della storia, hanno perso la dignità delle prime proteste, asservendosi acriticamente a movimenti islamisti che non solo hanno rovinato le loro esistenze, ma hanno anche contribuito a delegittimare la loro religione dinnanzi l’opinione pubblica internazionale, scandalizzata dalle efferatezze che queste bande di criminali hanno perpetrato in Siria e nel mondo, sotto l’insegna dell’ISIS e dei vari gruppi federati ad al-Qaida. Sui ribelli siriani, rimasti asserragliati nei dintorni di Idlib, grava la responsabilità di aver legittimato politicamente le formazioni islamiste, rendendosi complici delle loro nefandezze, inqualificabili persino dal punto di vista militare. I ribelli siriani potrebbero riscattare quel che resta della loro dignità, compromessa da anni di connivenza con i jihadisti, sollevandosi in massa contro di essi, riconciliandosi con il resto del paese, che dinnanzi all’esigenza di conservare l’integrità della propria patria, ha subordinato le proprie riserve politiche nei confronti del governo baathista guidata da Assad, coalizzandosi contro il tentativo di alcuni paesi di disintegrare la loro madre patria, conservando quello spirito di coesistenza pacifica che le formazioni islamiste intendevano soppiantare, istituendo un regime totalitario islamista, totalmente antitetico alla struttura costituzionale laica garantita dalla Repubblica Araba Siriana.

A distanza di 7 anni la crisi sembra ormai sul punto di rientrare, proprio grazie a quei siriani che non si sono di certo risparmiati nella difesa della propria patria, pagando un tributo altissimo, con cui hanno rinforzato i propri legami patriottici, basti pensare al numero di soldati caduti sotto i colpi dei loro fratelli illusi e fuorviati dalle prediche dei loro sedicenti fratelli di fede, che oggi, sconfitti, si preparano a far ritorno ognuno nei propri paesi d’origine, lasciando loro in eredità solo i conti da regolare con la storia, in un paese come la Siria, sedotto, abbandonato e devastato dai suoi “benefattori internazionali”, anch’essi sconfitti dalla tenacia dell’Esercito Siriano, uscito vittorioso nonostante avesse tutti i pronostici contro. Infatti, senza il sacrificio di molti siriani sul fronte, e senza il supporto delle loro famiglie a casa,  nemmeno il provvidenziale intervento militare della Russia avrebbe impedito il crollo della Repubblica Araba Siriana.

RUSSIA E IRAN RIBALTANO LA SITUAZIONE 

Detto questo, senza il supporto della Russia, dell’Iran e delle milizie libanesi Hezbollah, oggi la Siria, e probabilmente anche l’Iraq, avrebbero lasciato il posto ad un Califfato Islamico guidato dai fanatici dell’ISIS. La Russia, sotto la guida del Presidente Putin, è riuscita a sottrarre la Siria da un epilogo jugoslavo, facendosi carico di una efficientissima campagna aerea, che ha permesso all’esercito siriano di ribaltare le sorti del conflitto, tenendo testa alle orde di terroristi islamisti, più o meno moderati, strappandogli, chilometro dopo chilometro, il controllo di quasi tutto il paese. Il supporto russo si è anche sviluppato sul piano tattico, affiancando le operazioni dell’esercito siriano, soprattutto quelle guidate dalla mitica Tiger Force, spesso coadiuvata su altri fronti dalle efficientissime milizie libanesi Hezbollah, coordinate dagli abili strateghi iraniani delle IRGC (Pasdaran).

su-34 russia caccia bombardiere
( Caccia bombardieri russi SU-34 in missione in Siria )

Alla Russia spetta il merito di aver governato con lungimiranza il caos siriano, coordinandosi con l’Iran ed addirittura riuscendo a piegare la Turchia di Erdogan dalla propria parte, cooptandola su di un percorso multilaterale, che consente a questi tre paesi un ruolo autonomo, ma ben disciplinato, da giocare nella risoluzione della crisi siriana, offrendo loro una valida alternativa al caotico e fallimentare approccio unilaterale americano. La Russia, con il suo approccio multilaterale, non ha imposto una soluzione unilaterale scomoda, ma al contrario, ha permesso a tutti gli attori coinvolti di contribuire all’assestamento della crisi, garantendo una soluzione mutuamente comoda per tutti. In particolar modo, oggi la Russia, al contrario degli USA, può vantare rapporti equidistanti con tutti gli attori mediorientali, dall’Iran a Israele, passando per la Turchia, l’Egitto e l’Arabia Saudita, il che permette a Putin di svolgere un ruolo fondamentale nella gestione dei complessi rapporti nell’area, ritrovandosi nelle condizioni di decriptare i reali equilibri geopolitici regionali, fornendo uno spiraglio di stabilità, dopo gli anni di caos scatenati dall’unilateralismo americano.

Il ruolo stabilizzante della Russia ha convinto anche gli alleati di Washington, come nel caso di Israele, rassicurato dal non indifferente contrappeso politico che Mosca potrà esercitare nei confronti della crescente influenza iraniana in Siria, schermando il governo di Assad dalle pretese che inevitabilmente gli Hezbollah libanesi avanzeranno nelle fasi successivamente alla risoluzione del conflitto. Al netto degli strali occidentali, Bashar al-Assad rimarrà al potere almeno per un altro mandato, guidando il processo di riconciliazione, da cui potrebbe anche scaturire una nuova compagine governativa, probabilmente guidata da un nuovo interlocutore politico designato da Mosca e “gradito” anche agli altri attori regionali, a tal proposito, uno dei favoriti potrebbe essere il comandante delle Tiger Force al-Hassan, personalità particolarmente stimata dal comando russo. Infatti, un eventuale cambio di vertice, porterebbe i russi a privilegiare inevitabilmente un esponente alawita, come il generale al-Hassan, che come il resto della famiglia Assad, gode di largo consenso nelle roccaforti alawite di Latakia e Tartus, dove sorgono le due basi militari russe.

Russia Turchia Iran Rohani Putin Erdogan Siria
( L’inedita coalizione diplomatica composta da Russia, Iran e Turchia )

L’approccio strategico del Presidente russo Putin è riuscito a trasformare una crisi, come quella siriana, in un’opportunità geopolitica, scardinando addirittura la Turchia dall’orbita americana, convincendo Erdogan ad abbandonare i ribelli qaidisti di Idlib al loro destino, in cambio di un pragmatico sostegno contro le crescenti ambizioni indipendentiste curde, alimentate dagli USA, divenuto un “alleato virtuale“, sempre più scomodo. Al netto delle considerazioni mediatiche, la crisi siriana ha prodotto dei vincitori e degli sconfitti, e la Russia fa sicuramente parte dei primi, seguita a stretto giro dall’Iran, il secondo protagonista del conflitto, senza il cui supporto tattico sarebbe stato probabilmente impossibile reggere la pressione jihadista, soprattutto nelle prime fasi della guerra civile, quado l’esercito siriano sembrava all’angolo. Gli iraniani intervenendo in Siria hanno conservato il loro principale alleato regionale, essenziale per realizzare quel corridoio sciita, con cui contano di proiettare la propria influenza fino in Palestina, contro quella che viene tutt’oggi definita entità sionista.

LA TURCHIA E IL CONTENZIOSO CURDO 

Capitolo a parte merita la Turchia, uno dei maggiori sponsor della rivolta islamista siriana, passato dall’abbattere un bombardiere russo Su-24, alla concessione dello spazio aereo all’aeronautica russa nel giro di qualche mese, ribaltando gli equilibri di forza all’interno dello scacchiere siriano, strategia questa, approntata da Ankara dopo il fallito golpe a danno del presidente Erdogan, probabilmente salvato proprio da una soffiata russa, come lasciato intendere da alcuni analisti internazionali. Il repentino cambio di registro turco, è stato verosimilmente influenzato dal crescente sostegno americano alla causa indipendentista curda, già ben avviata in Iraq, e prossima ad essere innescata anche in Siria, dove è lecito pensare che in futuro le milizie curde YPG struttureranno un potenziale militare sufficiente a tentare la secessione della numerosissima comunità curda residente in Turchia, in strettissimo coordinamento con i terroristi marxisti del PKK.

Sulla questione curda ruoteranno gli equilibri della crisi siriana, non a caso gli Stati Uniti stanno già impiantando infrastrutture militari all’interno dei territori siriani occupati dalle milizie curde, palesando il reale movente geopolitico del loro “intervento anti-terroristico”, destinato paradossalmente a crescere proprio all’indomani della sconfitta dei terroristi islamisti, giudicata da Washington una condizione non sufficiente a ritirarsi, malgrado la loro presenza militare in Siria sia configuri come una palese violazione del diritto internazionale. I curdi, forti del mutevole sostegno americano, stanno giocando una partita rischiosissima, occupando un quarto del territorio siriano, tra l’altro abitato prevalentemente da arabi, per nulla disposti a sottostare al dominio politico di una minoranza etnica, riconducibile a meno de 9% della popolazione totale siriana. I curdi in Siria hanno due possibilità, la prima è quella di negoziare con il governo siriano la concessione di una autonomia amministrativa nei pochi cantoni di loro pertinenza, situati lungo i confini con la Turchia, la seconda è quella fidarsi degli USA, sperando di non essere abbandonati come i loro fratelli del Kurdistan iracheno, costretti a risottomettersi all’autorità centrale di Baghdad, dopo aver combattuto per anni l’ISIS per la gloria di Washington, finendo col perdere addirittura più di quanto possedessero all’inizio della crisi.

CURDI Milizie kurde filo-marxiste
( Milizie curde sodali del PKK marxista in Siria )

Pertanto, i curdi delle milizie YPG dovranno scegliere se cedere il controllo dei territori sottratti all’ISIS al governo di Damasco, o illudersi di replicare il percorso storico di Israele, imponendo unilateralmente la propria sovranità su di un territorio abitato da una maggioranza araba, che alla prima occasione si rivolterà contro il loro dominio, rischiando di annichilirli, tra la soddisfazione generale dagli attori regionali coinvolti, da cui, ad ogni modo, non potranno che aspettarsi un pieno isolamento internazionale. I curdi siriani presto dovranno scegliere se continuare a fare il gioco degli USA, vivendo assediati dai propri vicini, o se ricercare l’intermediazione russa, capitalizzando una larga autonomia simile a quella di cui godono i loro fratelli iracheni, giacché le prospettive per un grande Kurdistan indipendente restano comunque subordinate ad un improbabile conflitto su larga scala con Iran e Turchia, anche se le recenti proteste iraniane, potrebbero avvalorare questa prospettiva, nel medio periodo. Ad oggi, l’atteggiamento curdo sembra polarizzato sulle posizioni americane, addirittura le milizie YPG stanno effettuando operazioni di pulizia etnica, impedendo il ritorno dei rifugiati arabi nei loro rispettivi villaggi, come se ciò non bastasse queste milizie inneggiano ad Abdullah Ocalan, il leader dell’organizzazione terroristica marxista PKK, sotto la clamorosa protezione degli Stati Uniti, che tra l’altro tutt’oggi riconoscono il PKK come un organizzazione terroristica.

LA CRISI DELL’UNILATERALISMO USA

Se i turchi sono riusciti a pareggiare in extremis, gli Stati Uniti vanno sicuramente annoverati tra gli sconfitti ndella crisi siriana, avendo mancato l’obiettivo principale, ovvero il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad, ed il conseguente defenestramento dei russi dal Mediterraneo, rischiando addirittura la fuoriuscita della Turchia dalla NATO. Gli americani hanno tentato in tutti i modi di entrare in Siria, scontrandosi sistematicamente contro il veto di Cina e Russia in Consiglio di Sicurezza ONU, salvo poi ottenere nel 2015, un mandato di contrasto al terrorismo islamico, legittimato dalla Risoluzione 2249, su cui è bene spendere qualche parola. La Risoluzione in questione, impone innanzitutto il rispetto dell’integrità, dell’indipendenza e della sovranità della Repubblica Araba di Siria, autorizzando specificatamente la predisposizione di azioni coerenti con il Diritto Internazionale, esclusivamente finalizzate al contrasto delle organizzazione terroristiche islamiste, mandato che gli Stati Uniti non rispettano in Siria, dove, al contrario dell’Iraq, operano con proprie truppe senza l’autorizzazione del governo presieduto da Bashar al-Assad, che a prescindere dalle speculazioni mediatiche, resta pur sempre l’unico attore legittimato ad esercitare la sovranità siriana.

USA-ribelli SIRIA
( Contingente militare USA che occupa illegalmente territori siriani in coalizione con terroristi islamisti )

Gli USA pertanto non solo non rispettano i vincoli imperativi predisposti dal Consiglio di Sicurezza ONU, ma addirittura si prodigano nel finanziare, addestrare e sostenere milizie sovversive, nel tentativo di rovesciare un governo non conforme ai propri interessi, facendo un uso strumentale della lotta al terrorismo. Oggi gli americani si trovano a dover fare una scelta, recuperare i vecchi rapporti con la Turchia, evitando di perdere uno dei suoi alleati NATO più strategici, o destabilizzando quel che resta del Medioriente, innescando la questione indipendentista curda anche in Iran e Turchia, ipotesi che potrebbe avvalorare la tesi che vuole gli Stati Uniti in ritirata, intenti a seminare il caos in tutta la regione mediorientale, impedendo così ai suoi avversari strategici di trarre vantaggio dal loro ritiro, ammesso che possa parlarsi di ritiro. Ad ogni modo, recentemente i russi hanno segnalato l’addestramento di alcuni miliziani arabi reduci dall’ISIS, che potrebbero dare vita ad una nuova compagine sunnita de-califfalizzata, a cui affidare l’amministrazione dei territori ad est dell’Eufrate, abitati prevalentemente da arabi, manovra questa, che permetterebbe ai curdi di svincolarsi da una realtà scomoda, agevolando il concentramento di mezzi e risorse esclusivamente al confine con la Turchia, anche se difficilmente rinunceranno ai pozzi di petrolio “ereditati” senza colpo ferire ad est di Deir Ez-Zor. Al netto delle considerazioni mediatiche, con l’avvento di Donald Trump alla Casa Bianca, la politica estera americana continua a svilupparsi sullo stesso binario della precedente amministrazione Obama, puntando tutto su di una improbabile coalizione composta da islamisti, reduci marxisti curdi, realtà che teoricamente nulla avrebbero a che fare con gli interessi statunitensi.

LA SCONFITTA DELL’INEDITO ASSE ARABO-ISRAELIANO

Parallelamente alla questione curda, gli americani si ritrovano a fare scudo ad Israele, un altro sconfitto della crisi siriana, dislocando un proprio contingente militare a guardia dei sassi desertici adiacenti lo strategico valico di al-Tanf, dove insieme ad un manipolo di reduci del FSA si illudono di aver impedito all’Iran la creazione di quel “corridoio sciita” che è stato comunque realizzato con la conquista di Abu Kamal, una città al confine tra Siria e Iraq, che oggi collega virtualmente Teheran al Libano, affacciandosi direttamente sulla Palestina. Israele è preoccupato da questa prospettiva, giacché il fallito rovesciamento di Assad, pur deperendo la minaccia militare siriana, ha finito paradossalmente per avvantaggiare la lenta marcia iraniana verso la Palestina, ponendo una minaccia tattica reale a ridosso delle strategiche alture del Golan. Questo errore di calcolo, oggi costringe gli israeliani a fare affidamento sulla Russia di Putin, l’unico attore internazionale capace di limitare il peso degli iraniani e degli Hezbollah libanesi in Siria, impedendogli di piazzare al potere dei loro referenti politici, verosimilmente meno concilianti della dinastia Assad, che al netto della retorica ha mantenuto fede per oltre 40 anni alla tregua post-Kippur, evitando di replicare quelle incursioni aeree, che invece gli israeliani si sono abituati ad effettuare.

Arabia Saudita Qatar petro-monarchie
( I sovrani delle petro-monarchie prima dell’epilogo della crisi siriana )

Gli altri sconfitti della crisi siriana sono sicuramente le petro-monarchie del Golfo Persico, come l’Arabia Saudita ed il Qatar, spizzate da un epilogo totalmente diverso da quello libico, scontrandosi contro il patriottismo di una nazione araba non disposta a cedere al disfattismo caotico preventivato all’interno delle spavalde corti della penisola arabica. Addirittura, il conflitto siriano ha innescato un’imprevista resa di conti tra la dinastia saudita e quella al-Thani regnate in Qatar, concretizzatesi nello scontro tra gli islamisti fedeli al Qatar e alla Turchia di Ahrar al-Sham, prossimo all’ideologia dei Fratelli  Musulmani, e gli islamisti qaidisti filo-sauditi di Jabath al-Nusra. Oggi i due alleati sono contrapposti politicamente, con i sauditi spaventati dalla crescente influenza esercitata dall’apparato mediatico di Doha (Al-Jazeera), e dal pericoloso sostegno fornito alla fratellanza musulmana, ideologia islamista che da grimaldello contro gli avversari regionali rischia di rivoltarsi contro la dinastia custode delle due città sante islamiche, minacciando addirittura la loro posizione egemonica sul mondo islamico sunnita, oramai insidiata sempre più dall’avanzata dell’odiato Iran.

BILANCIO E PROSPETTIVE DELLA CRISI SIRIANA

Sul piano diplomatico, il processo di Ginevra promosso dall’ONU fatica a progredire, anche a causa dello spropositato peso politico riconosciuto alla fantomatica opposizione siriana, perlopiù composta da controversi personaggi da anni residenti all’estero, sostanzialmente privi di un reale controllo sulla miriade di milizie islamiste rimaste attive nel nord della Siria, polarizzatesi attorno alla città di Idlib, divenuta un coacervo di formazioni jihadiste in costante lotta tra loro, godendo della complicità della cosiddetta “opposizione democratica”, su cui grava la responsabilità di aver cooperato con organizzazioni terroristiche come al-Qaida, abile nel cambiare continuamente denominazione, fornendo ai media main-stram l’illusione della persistenza di una qualche forma di opposizione da sostenere contro il governo di Assad, reo di perseguitare i promotori di una rivolta guidata da fanatici islamisti urlanti, intenzionati a liberarsi da un ordine costituzionale laico che, con tutti i suoi difetti, gli impedisce di imporre la loro distorta visione religiosa, spacciandola impropriamente per una “rivoluzione democratica”. Si, perché purtroppo, i media di massa sostenendo la causa dei “ribelli siriani” hanno sostenuto, più o meno consapevolmente, quel terrorismo islamista che in occidente crediamo di combattere, inducendoci ad ignorare che la sedicente opposizione siriana è composta in larga parte da gente, che pur non condividendo il terrorismo, lo tollera tra le sue stesse fila, integrandolo strategicamente nella loro lotta politica.

Media main stream siria false flag propaganda
( Il ruolo dei media main stream nelle guerre moderne )

Oggi rimane da bonificare la sacca di Idlib, dove l’esercito siriano sta iniziando ad avanzare, tuttavia nelle prossime settimane è lecito aspettarsi una nuova campagna mediatica finalizzata a presentare la coalizione jihadista ivi dislocata, come vittima del “brutale regime di Assad”, con probabili nuovi “false flag” sul ricorso ad armi chimiche governativo contro i civili, armi che è bene ricordare sono state smantellate sotto vigilanza internazionale su richiesta USA, eccezion fatta per gli stock presenti nelle aree occupati dai terroristi, la cui credibilità, per i nostri media, risulta sicuramente maggiore di quella del governo di Damasco. La resistenza ad Idlib dipenderà dal modo in cui i turchi si smarcheranno dalla ribellione, infatti, se non riusciranno a cooptarla su di una soluzione negoziata, c’è il rischio di una cruenta resa dei conti nel nord della Siria. Parallelamente i ribelli meridionali asserragliati nei sobborghi damasceni di Ghouta, dovranno scendere a patti con il governo, perché non sussistono le condizioni per spezzare l’assedio in cui si trovano, pertanto è probabile che tenteranno un ultima escalation, per poi negoziare l’evacuazione verso Idlib, o Daraa, dove i fermenti islamisti rischiano di riversarsi verso i loro sponsor giordani, alle prese con i fermenti del tentato golpe all’interno della dinastia Hashemita. I ribelli di Daraa a differenza degli altri, sono composti in larga parte da disertori dell’esercito, confluiti sotto la sigla del FSA, una milizia rea di aver destabilizzato il proprio paese, non disdegnando il discretissimo supporto di Israele, il loro acerrimo nemico, che tutt’oggi occupa una porzione del proprio territorio (Golan).

In Siria certamente non esiste una democrazia di stampo occidentale, e probabilmente non esisterà mai, perché questo paese arabo si è sviluppato su di percorso storico-culturale, decisamente diverso da quello che ha caratterizzato per secoli lo sviluppo democratico occidentale, pertanto, più che un emulazione del modello democratico occidentale, è lecito aspettarsi una “via araba alla democrazia“, dove, inutile farsi illusioni, la religione continuerà inevitabilmente ad influenzare per lungo tempo le logiche politiche mediorientali, anche se non mancano i presupposti per una proficua razionalizzazione e armonizzazione dei precetti religiosi, soprattutto in paesi all’avanguardia come la Siria o l’Egitto, dove i retaggi del socialismo panarabo, all’origine del Partito Baath, continuano ad influenzare le élite politiche locali ed i costumi socio-culturali. In Siria si è combattuta una guerra, tra chi voleva una Siria governata da un regime islamista totalitario, e chi invece, voleva conservare l’ordine laico garantito da un regime autoritario egemonizzato dai baathisti, che con tutti i suoi difetti, garantiva quella pacifica coesistenza, oggi tanto desiderata da tutto il popolo siriano.

Bandiera della Repubblica Araba di Siria
( Bandiera della Repubblica Araba di Siria )

Dal conflitto sono usciti vittoriosi i secondi, sui cui graverà l’onere di stabilizzare la realtà politica della Siria di domani, inevitabilmente strutturata sui principi cardine del Partito Socialista Panarabo Baath, l’unica formazione politica di massa capace di garantire un ordine costituzionale laico, su cui dovranno necessariamente convergere tutte le future formazioni politiche, che inizieranno ad operare successivamente all’inevitabile processo di liberalizzazione politica, le cui tappe fondamentali saranno sicuramente scandite dalla Russia, già attiva nel processo di riconciliazione nazionale. Dunque, se c’è una possibilità di riformare la Siria, passa dal Partito Baath, il cui establishment dovrà abituarsi alla competizione, fino ad oggi vincolata dall’attuale struttura costituzionale autoritaria, che ha impedito la diversificazione della rappresentanza degli interessi presenti all’interno della società siriana, ma per arrivare a ciò, molti siriani dovranno prima rinunciare alle loro logiche politiche confessionali, dimostrando di essere realmente interessati ad intraprendere un reale percorso di democratizzazione.

 

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  • LA DEMOCRAZIA E' IL GOVERNO DEL POPOLO, DAL POPOLO, PER IL POPOLO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • SI DICE CHE LA VERITA' E' DESTINATA A SOFFRIRE, MA NON SI ESTINGUE MAI ----- ( TITO LIVIO )
  • TUTTE LE RIVOLUZIONI INIZIANO PER STRADA E FINISCONO A TAVOLA ---- ( LEO LONGANESI )
  • IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI ----- ( NICCOLO' MACHIAVELLI )
  • UNA CONOSCENZA DIFFUSA SI RENDE IMMORTALE DA SOLA ----- ( JAMES MACKINTOSH )
  • LA POLITICA E' GUERRA SENZA SPARGIMENTO DI SANGUE. LA GUERRA E' POLITICA CON SPARGIMENTO DI SANGUE ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NON HO PAURA DELLA CATTIVERIA DEI MALVAGI, MA DEL SILENZIO DEGLI ONESTI ----- ( MARTIN LUTHER KING )
  • I POPOLI IMPARANO PIU' DA UNA SCONFITTA CHE NON I RE DAL TRIONFO ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • IL SUFFRAGIO A SORTE E' PROPRIO DELLA DEMOCRAZIA; IL SUFFRAGIO A SCELTA LO E' DI QUELLA DELL'ARISTOCRAZIA ----- ( MONTESQUIEU )
  • L'INAZIONE E' UNO DEI METODI D'AZIONE PIU' PERICOLOSI ---- ( CESARE MORI )
  • PER GLI STOMACI VUOTI NON ESISTONO NE' OBBEDIENZA NE' TIMORE ----- ( NAPOLEONE )
  • UN PURO TROVA SEMPRE QUALCUNO PIU' PURO CHE LO EPURA ----- ( PIETRO NENNI )
  • PER ANNI I POLITICI HANNO PROMESSO LA LUNA, IO SONO IL PRIMO IN GRADO DI DARVELA ---- ( NIXON )
  • I GOVERNI HANNO CONCETTI DELL'ONESTA DIVERSI DA QUELLI CHE VALGONO PER I PRIVATI ---- ( VILFREDO PARETO )
  • UN'ALTRA VITTORIA SIMILE E SAREMO SPACCIATI ----- ( PIRRO )
  • I POLITICANTI SONO I CAMERIERI DEI BANCHIERI ----- ( EZRA POUND )
  • COMUNISTA E' QUALCUNO CHE LEGGE MARX E LENIN. ANTICOMUNISTA E' QUALCUNO CHE LI CAPISCE ---- ( RONALD REAGAN )
  • FAI QUELLO CHE PUOI, CON QUELLO CHE HAI, NEL POSTO IN CUI SEI ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • LA SICUREZZA DEL POTERE SI FONDA SULL'INSICUREZZA DEI CITTADINI ----- ( LEONARDO SCIASCIA )
  • L'ARTE DELLA GUERRA CONSISTE NEL SCONFIGGERE IL NEMICO SENZA DOVERLO AFFRONTARE ---- ( SUN TZU )
  • TUTTE LE GUERRE SONO COMBATTUTE PER DENARO ----- ( SOCRATE )
  • IN UNA REPUBBLICA MOLTO CORROTTA, MOLTISSIME SONO LE LEGGI ----- ( TACITO )
  • LA DEMOCRAZIA E' IL POTERE DI UN POPOLO INFORMATO ----- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • LA NAZIONE E' FATTA META' DI TRADITORI E META' DI PATRIOTI, MA NESSUNO SA DISTINGUERE GLI UNI DAGLI ALTRI ---- ( MARK TWAIN )
  • LA GIUSTIZIA E' COME LA TELA DI UN RAGNO, TRATTIENE GLI INSETTI PIU' PICCOLI, MENTRE I GRANDI TRAFIGGONO LA TELA E RESTANO LIBERI -- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' LA PROSECUZIONE DELLA POLITICA CON ALTRI MEZZI ----- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • LA POLITICA, NELLA PRATICA, QUALI CHE SIANO LE IDEE CHE PROFESSA, E' SEMPRE L'ORGANIZZAZIONE SISTEMATICA DELL'ODIO ----- ( HENRY ADAMS )
  • IL POTERE LOGORA CHI NON C'E' L'HA ----- ( GIULIO ANDREOTTI )
  • PENSATE DA UOMINI SAGGI, MA PARLATE COME GENTE COMUNE ----- ( ARISTOTELE )
  • LA MAGISTRATURA COLPISCE PUNTUALE, AD OROLOGERIA, VICINO ALLE ELEZIONI ---- ( SILVIO BERLUSCONI )
  • SMACCHIEREMO IL GIAGUARO ----- ( PIER LUIGI BERSANI )
  • UN VERO STATISTA, QUANDO MANCA IL NEMICO, SE LO DEVE INVENTARE ---- ( BISMARCK )
  • PIANTA ALBERI CHE GIOVERANNO IN UN ALTRO TEMPO ----- ( CATONE )
  • LA GRANDE POLITICA E' QUELLA DELLE RISOLUZIONI AUDACI ----- ( CAVOUR )
  • IL SUCCESSO E' L'ABILITA' DI PASSARE DA UN FALLIMENTO ALL'ALTRO SENZA PERDERE IL TUO ENTUSIASMO ----- ( CHURCHILL )
  • SAPERE CIO' CHE E' GIUSTO E NON FARLO E' LA PEGGIORE DELLE VIGLIACCHERIA ---- ( CONFUCIO )
  • DATO CHE UN POLITICO NON CREDE MAI IN CIO' CHE DICE, RESTA SORPRESO QUANDO GLI ALTRI CI CREDONO ----- ( CHARLES DE GAULLE)
  • IN OGNI GENERE ED IN OGNI CASO, IL GOVERNO DEBOLE E' IL PEGGIORE DI TUTTI ----- ( MASSIMO D'AZEGLIO )
  • LA VOLGARITA' OFFENDE CHI LA USA, NON CHI LA SUBISCE ----- ( VINCENZO DE LUCA )
  • SE UNA COSA DIFFICILE TI SEMBRA SEMPLICE, VUOL DIRE CHE NON HAI CAPITO NIENTE ----- ( CIRIACO DE MITA )
  • E' IL BEL PENSARE CHE CONDUCEAL BEN DIRE ----- ( FRANCESCO DE SANCTIS )
  • CHE CI AZZECCA?! ----- ( ANTONIO DI PIETRO )
  • LA FRANCHEZZA E' LA GEMMA PIU' SPLENDENTE DELLA CRITICA ----- (BENJAMIN DISRAELI )
  • DOVE SONO TROPPI A COMANDARE, NASCE LA CONFUSIONE ----- ( LUIGI EINAUDI )
  • NON SO' CON CHE ARMI SARA' COMBATTUTA LA TERZA GUERRA MONDIALE, MA LA QUARTA SARA' COMBATTUTA CON BASTONI E PIETRE -- ( EINSTEIN )
  • L'AGRICOLTURA SEMBRA MOLTO SEMPLICEQUANDO IL TUO ARATRO E' UNA MATITA E SEI LONTANO DA UN CAMPO DI GRANO --( DWIGHT EISENHOWER )
  • MOLTO SPESSO, COL CAMBIARE DEL GOVERNO, PER I POVERI CAMBIA SOLO IL NOME DEL PADRONE ---- ( FEDRO )
  • LE GUERRE NON SI PAGANO IN TEMPO DI GUERRA, IL CONTO VIENE DOPO ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • LA GUERRA RIMANE IL PIU' GRANDE FALLIMENTO UMANO ---- ( JOHN KENNETH GALBRIGHT )
  • LA FORZA NON DERIVA DALLA CAPACITA' FISICA, DERIVA DA UNA VOLONTA' INDOMITA ---- ( GHANDI )
  • QUANDO SI VA IN CUCINA, BISOGNA PUR CUCINARE CON GLI INGREDIENTI CHE SI TROVANO ---- ( GIOLITTI )
  • IL REALISMO E' IL TRATTO OBBLIGATORIO DI OGNI POLITICO ---- ( MICHAIL GORBACEV )
  • LA MASSONERIA E' STATO L'UNICO PARTITO REALE ED EFFICENTE CHE LA CLASSE BORGHESE HA AVUTO PER LUNGO TEMPO ---- ( GRAMSCI )
  • I MAFIOSI NON HANNO PAURA DEL CARCERE; I MAFIOSI HANNO PAURA CHE NOI GLI METTIAMO LE MANI NELLE LORO TASCHE ---- ( PIETRO GRASSO )
  • COMBATTERE UNA BATTAGLIA E' BELLO. CHE SI PERDA O CHE SI VINCA RIMANE IL GUSTO DI AVERCI PROVATO ---- ( BEPPE GRILLO )
  • LA RIVOLUZIONE NON E' UNA MELA CHE CADE QUANDO E' MATURA, DEVI FARLA CADERE ---- ( CHE GUEVARA )
  • L'INTERESSE E LA PAURA SONO I PRINCIPI DELLA SOCIETA' ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA PACE E LA TOLLERANZA SONO LE NOSTRE POLITICHE MIGLIORI, VORREI TANTO CHE CI FOSSE CONCESSO PERSEGUIRLE -- ( THOMAS JEFFERSON )
  • UN CRETINO E' UN CRETINO. DUE CRETINI SONO DUE CRETINI. DIECIMILA CRETINI SONO UN PARTITO POLITICO ---- ( KAFKA )
  • L'UMANITA' DEVE PORRE FINE ALLA GUERRA, O LA GUERRA PORRA' FINE ALL'UMANITA' ---- ( JOHN KENNEDY )
  • IL 90% DEI POLITICI ROVINA LA REPUTAZIONE DEL RESTANTE 10% ---- ( HENRY KISSINGER )
  • ECCO, NEL GIORNO DELLA VITTORIA DELL'INTER IO SONO IL MOURINHO DELLA DIFESA ---- ( IGNAZIO LA RUSSA )
  • LA LIBERTA' E' PREZIOSA, COSI' PREZIOSA CHE DOVREBBE ESSERE RAZIONATA ---- ( LENIN )
  • NON STO SCONFIGGENDO I MIE NEMICI RENDENDOLI MIEI AMICI ? ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • NESSUNA LEALTA' E' DOVUTA AD UN TRADITORE ---- ( TITO LIVIO )
  • CHI ROMPE NON PAGA E SI SIEDE AL GOVERNO ---- ( LEO LONGANESI )
  • GOVERNARE E' FAR CREDERE ---- ( MACHIAVELLI )
  • BISOGNA ASPETTARSI DI TUTTO IN POLITICA, DOVE TUTTO E' PERMESSO, FUORCHE LASCIARSI COGLIERE DI SORPRESA ---- ( CHARLES MAURRAS )
  • LA NOSTRA GLORIA NON STA NEL NON CADERE MAI, MA NEL RISOLLEVARCI OGNI VOLTA CHE CADIAMO ---- ( NELSON MANDELA )
  • LA CRITICA VA FATTA A TEMPO; BISOGNA DISFARSI DEL BRUTTO VIZIO DI CRITICARE DOPO ---- ( MAO TSE TUNG )
  • E' SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER FARE LA COSA GIUSTA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • IL POTERE POLITICO E' IL POTERE DI UNA CLASSE, ORGANIZZATO PER OPPRIMERNE UN'ALTRA ---- ( KARL MARX )
  • SE SI VOTA ALMENO NON FINISCO IN GALERA ---- ( CLEMENTE MASTELLA )
  • LA COSCIENZA DELL'UMANITA' E' SUPREMA SU TUTTI I GOVERNI: ESSI DEVONO ESSERNE INTERPRETI, O NON SONO LEGITTIMI ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • CON LE ARMI NUCLEARI, NON CI SARA' TEMPO DI IMPARARE. UN SOLO ERRORE BASTA A DISTRUGGERE NAZIONI INTERE ---- ( ROBERT MCNAMARA )
  • UN IMPERO FONDATO DALLE ARMI DEVE REGGERSI CON LE ARMI ---- ( MONTESQUIEU )
  • QUAL'E' LA MANIFESTAZIONE PIU' CONCRETA DEL SUCCESSO DEL'EURO? LA GRECIA ---- ( MARIO MONTI )
  • NON SI DEVE TEMERE LA GUERRA, LA SI DEVE ODIARE ---- ( CESARE MORI )
  • PER FARE LE COSE, OCCORRE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE ---- ( ALDO MORO )
  • IL FONDAMENTO ESSENZIALE DI UNA SOCIETA' SANA E' L'EQUA SPARTIZIONE DEI BENI ---- ( TOMMASO MORO )
  • LA LEGALITA' E IL DIRITTO SONO LE PIETRE FONDANTI DELLA PACE INTERNAZIONALE E DELLA STABILITA' ---- ( GIORGIO NAPOLITANO )
  • COLORO CHE VOGLIONO INGANNARE I POPOLI E GOVERNARLI AD ESCLUSIVO LORO VANTAGGIO HANNO INTERESSE A MANTENERLI NELL'IGNORANZA -- ( NAPOLEONE )
  • IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO ---- ( PIETRO NENNI )
  • CHIUNQUE PENSI CHE POSSA CANDIDARMI A QUALUNQUE COSA CHE INIZI IN QUALUNQUE ANNO E' FUORI DI MELONE --- ( NIXON )
  • FATE SOLDI, SE POTETE IN MANIERA ONESTA, ALTRIMENTI COMUNQUE ---- ( ORAZIO )
  • IL MODO PIU' RAPIDO PER PORRE FINE AD UNA GUERRA E' PERDERLA ---- ( GEORGE ORWELL )
  • SE ABBIAMO DEGLI ATTACCHI MAFIOSI NEGLI USA, NON ANDIAMO MICA A BOMBARDARE L'ITALIA?! ---- ( RON PAUL )
  • LA POLITICA, NELLA COMUNE ACCEZZIONE DEL TERMINE, NON E' ALTRO CHE CORRUZIONE ---- ( PLATONE )
  • LA POLITICA DOVREBBE ESSERE COME LA NAZIONALE: DOVREBBERO SEMPRE GIOCARE I MIGLIORI. MA NON E' MAI COSI' -- ( MICHEL PLATINI )
  • LA PACE VIENE DALLA COMUNICAZIONE ---- ( EZRA POUND )
  • NESSUN PIANO DI BATTAGLIA SOPRAVVIVE ALL'IMPATTO COL NEMICO ---- ( COLLIN POWELL )
  • CON L'EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO, GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU' ---- ( ROMANO PRODI )
  • NOI PERSEGUITEREMO DAPPERTUTTO I TERRORISTI, E QUANDO LI TROVEREMO, LI BUTTEREMO DRITTI NELLA TAZZA DEL CESSO -- ( PUTIN )
  • SONO STATO VARIE VOLTE IN COREA DEL NORD, PRESIDENTE OBAMA, STIA TRANQUILLO, CHE NON C'E' NIENTE DI BOMBA ATOMICA - ( ANTONIO RAZZI )
  • CUBA E' LA PROSSIMA RAMAZZATA DELLA DEMOCRAZIA. E LASCIATEMI DIRE DIRETTAMENTE A FIDEL CASTRO: TU SEI FINITO! ---- ( RONALD REAGAN )
  • ENRICO STAI SERENO. VAI AVANTI. IO MI FIDO DI LETTA, E' LUI CHE NON SI FIDA, NON STO FACENDO MAFRINE PER TOGLIERGLI IL POSTO -- ( RENZI )
  • NOI NON COMBATTIAMO PER QUELLI CHE VIVONO OGGI, MA PER COLORO CHE VERRANNO ---- ( ROBESPIERRE )
  • PIU' CHE LA FINE DELLA GUERRA, VOGLIAMO LA FINE DEI PRINCIPI DI TUTTE LE GUERRE ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • SOLO COLUI CHE NON AGISCE NON COMMETTE ERRORI ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • NESSUNO PUO' GOVERNARE SENZA COLPE ---- ( ANTOINE DE SAINT-JUST )
  • I VERI EUROPEISTI SONO QUELLI CHE RICONOSCONO CHE L'UE DI BANCHIERI, MULTINAZINALI E E BUROCRATI E' LA NEGAZIONE DEI SUOI VALORI ORIGINALI ---- ( SALVINI )
  • IO SONO UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, NON SONO UN SUO DIPENDENTE! ---- ( MICHELE SANTORO )
  • GLI ITALIANI GUADAGNANO NETTO, MA VIVONO LORDO ---- ( GIUSEPPE SARAGAT )
  • LA VERITA' E' CHE SE L'UE CONTINUA CON QUESTE POLITICUCCE, NEL 2050 FORSE CI SARA' LA NATO MA NON L'EUROPA ---- ( HELMUT SCHMIDT )
  • FONDAMENTO DI OGNI SOCIETA' E' LA GIUSTIZIA ---- ( ANTONIO SEGNI )
  • DI PIETRO E' IL PADRE DI BERLUSCONI, LO HA GENERATO UCCIDENDO UNA PARTE DELLA PRIMA REPUBBLICA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • PENSO, COMPAGNI, CHE L'AUTOCRITICA CI E' NECESSARIA COME L'ARIA E COME L'ACQUA ---- ( STALIN )
  • TUTTA L'ARTE DELLA GUERRA SI BASA SULL'INGANNO ---- ( SUN TZU )
  • LA VERITA' SI RAFFORZA CON LA LUCE E CON IL TEMPO, LA MENZOGNA INVECE CON LA FRETTA ED IL MISTERO ---- ( TACITO )
  • CIO' CHE IL VOLGO CHIAMA TEMPO PERSO E' SPESSO TEMPO GUADAGNATO ---- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • SE TUTTO DEVE RIMANERE COM'E, E' NECESSARIO CHE TUTTO CAMBI ---- ( GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA )
  • A PROPOSITO DI POLITICA... CI SAREBE QUALCOSA DA MANGIARE? ---- ( TOTO')
  • E' FALLITA L'IDEA CHE UN PAESE SI GOVERNA COME UN'AZIENDA ---- ( GIULIO TREMONTI )
  • LE CATASTROFI POLITICHE NON VENGONO SE NON IN QUALCHE MODO CONSENTITE O VOLUTE ---- ( FILIPPO TURATI )
  • CI SONO DUE CASI IN CUI NON SI DEVE SPECULARE IN BORSA: QUANDO NON SI HA I SOLDI O QUANDO LI SI HA ---- ( MARK TWAIN )
  • IMPARA AD UBBIDIRE ED IMPARERAI A COMANDARE ---- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' UN ATTO DI FORZA CHE HA LO SCOPO DI COSTRINGERE L'AVVERSARIO A SOTTOMETTERSI ALLA NOSTRA VOLONTA' ---- ( VON CLAUSEWITZ )
  • PREPARARE LA GUERRA E' L'UNICO MODO PER MANTENERE LA PACE ---- ( GEORGE WASHINGTON )
  • QUANDO LA GUERRA SARA' FINITA, LI COSTRINGEREMO A PENSARE COME NOI, ANCHE PERCHE' SARANNO FINANZIARIAMENTE NELLE NOSTRE MANI -- ( WOODROW WILSON )
  • CI SONO DUE MODI DI FARE IL POLITICO: SI PUO' VIVERE "PER" LA POLITICA OPPURE SI PUO' VIVERE "DELLA" POLITICA ---- ( MAX WEBER )
  • VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, MA NON ABBIAMO LO STESSO ORIZZONTE ---- ( ADENAUER )
  • LA CATTIVERIA DEI BUONI E' PERICOLOSISSIMA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA DIGNITA' NON CONSISTE NEL POSSEDERE GLI ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI ---- ( ARISTOTELE )
  • IO SONO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI USA, PRIMA ANCORA DI SAPERE COME LA PENSANO ---- ( BERLUSCONI )
  • L'INTER E' COME IL COMUNISMO, UNA BELLA IDEA REALIZZATA MALE ---- ( BERTINOTTI )
  • L'ECONOMIA POLITICA E' IL CODICE DELL'USURA ---- ( LOUIS BLANQUI )
  • LO STATO SONO IO ---- ( LUIGI XIV di BORBONE )
  • IL PROBLEMA DELLE LIBERE ELEZIONI E' CHE NON PUOI SAPERE CHI LE VINCERA' ---- ( BREZNEV )
  • VORREI FARE IL FANNULLONE MA NON CI RIESCO ---- ( RENATO BRUNETTA )
  • INNOVARE NON VUOL DIRE RIFORMARE ---- ( EDMUND BURKE )
  • QUESTA RIFORMA E' UNA PUTTANATA, MI FA SCHIFO, MA VOTERO' SI ---- ( MASSIMO CACCIARI )
  • LA LIBERTA' E' COME L'ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE ---- ( PIERO CALAMANDREI )
  • BERLUSCONI TRATTA GLI ALLEATI COME UN PADRONE DEL SETTECENTO TRATTAVA GLI SCHIAVI ---- ( PIER FERDINANDO CASINI )
  • NOI SOCIALISTI ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE NEL SOTTOVALUTARE LA FORZA DEL NAZIONALISMO E DELLA RELIGIONE -- ( FIDEL CASTRO )
  • I LADRI DI BENI PRIVATI PASSANO LA VITA IN CARCERE E IN CATENE, QUELLI DI BENI PUBBLICI NELLE RICCHEZZE E NEGLI ONORI -- ( CATONE )
  • LA STORIA SARA' GENTILE CON ME, POICHE' INTENDO SCRIVERLA ---- ( CHURCHILL )
  • SIAMO SCHIAVI DELLA LEGGE PER POTER ESSERE LIBERI ---- ( CICERONE )
  • NON USARE ARCO E FRECCIA PER UCCIDERE UNA ZANZARA ---- ( CONFUCIO )
  • QUESTA E' LA RICETTA DEMOCRATICA: SPEGNERE LA FIAMMA PRIMA CHE DIVAMPI L'INCENDIO ---- ( FRANCESCO COSSIGA
  • DOBBIAMO USARE IL TEMPO COME UNO STRUMENTO, NON COME UNA POLTRONA ---- ( CRAXI )
  • LA CALUNNIA SDEGNA I MEDIOCRI, SI AFFERRA AI GRANDI ---- ( FRANCESCO CRISPI )
  • PER GLI AMERICANI LA PACE E' QUELL'INTERVALLO DI TEMPO CHE SERVE A RICARICARE IL BAZOOKA ---- ( MAURIZIO CROZZA )
  • NIENTE RAFFORZA L'AUTORITA' QUANTO IL SILENZIO ---- ( DE GAULLE )
  • IO DI BERLUSCONI MI FIDO: CREDO PROPRIO CHE SIA SINCERO, QUANDO DICE DI VOLERE FARE LE RIFORME ---- ( D'ALEMA )
  • QUI A SALERNO VOTANO ANCHE LE PIETRE ---- ( VINCENZO DE LUCA )
  • A DUE ANNI PER FARE MANI PULITE E QUATTRO PER DIFENDERMI DALLE CONSEGUENZE ---- ( DI PIETRO )
  • IL POTERE HA UN SOLO DOVERE: ASSICURARE LA SICUREZZA SOCIALE ALLA GENTE ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • LA POLITICA E' PIU' DIFFICILE DELLA FISICA ---- ( EINSTEIN )
  • E ALLORA, SIAMO PADRONI DI UNA BANCA? ---- ( PIERO FASSINO )
  • IL GENIO SENZA FORMAZIONE E' COME ARGENTO IN MINIERA ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • PER NOI DI PIETRO E' UN MITO! ---- ( MAURIZIO GASPARRI )
  • OCCHIO PER OCCHIO E IL MONDO DIVENTA CIECO ---- ( GHANDI )
  • CARLO MARX E' STATO MANDATO IN SOFFITTA ---- ( GIOLITTI )
  • QUAL'E IL MIGLIOR GOVERNO? QUELLO CHE CI INSEGNA A GOVERNARCI DA SOLI ---- ( GOETHE )
  • PER NON CONOSCERE LA STORIA NON SERVE PIU' BRUCIARE I LIBRI, BASTA FAR PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE ---- ( BEPPE GRILLO )
  • MOLTO PIU' DECISIVA E MOLTO PIU' DUREVOLE DI TUTTO L'ORO CHE SI PUO' ACCUMULARE E' LA GRATITUDINE DI UN POPOLO ---- ( CHE GUEVARA )
  • LE DUE VIRTU' CARDINALI IN GUERRA SONO LA FORZA E LA FRODE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA GUERRA E' UN CASTIGO TANTO PER CHI LA INFLIGGE QUANTO PER COLUI CHE LA PATISCE ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • IO SONO UN IDEALISTA SENZA ILLUSIONI ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON CI PUO' ESSERE UNA CRISI LA SETTIMANA PROSSIMA. LA MIA AGENDA E' GIA' PIENA ---- ( HENRY KISSINGER )
  • LA FIDUCIA E' BENE, IL CONTROLLO E' MEGLIO ---- ( LENIN )
  • UNA VOLTA DECISO CHE UNA COSA PUO' E DEVE ESSERE FATTA, BISOGNA SOLO TROVARE IL MODO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI ---- ( TITO LIVIO )
  • UN'IDEA CHE NON TROVA POSTO A SEDERE E' CAPACE DI FARE LA RIVOLUZIONE ---- ( LEO LONGANESI )
  • PUO' LA DISCIPLINA NELLA GUERRA PIU' CHE IL FURORE ---- ( MACHIAVELLI )
  • NEL NOSTRO PAESE PRIMA SI VA IN PRIGIONE E DOPO SI DIVENTA PRESIDENTI ---- ( NELSON MANDELA )
  • NEL GRANDE FIUME DELLA CONOSCENZA UMANA TUTTO E' RELATIVO E NESSUNO PUO AFFERRARE LA VERITA' ASSOLUTA ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NULLA AL MONDO E' PIU' PERICOLOSO CHE UN'IGNORANZA SINCERA E UNA STUPIDITA' COSCENZIOSA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • COLORO CHE LAVORANO, NON GUADAGNANO, E QUELLI CHE GUADAGNANO NON LAVORANO ---- ( KARL MARX )
  • NON SO DOVE CAPITO.PUO' DARSI IN QUARTA FILA. L'IMPORTANTE E' SEDERSI. NON PERDERE MAI LA SEDIA ---- ( MASTELLA )
  • LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE ---- ( MONTESQUIEU )
  • CHE MONOTONIA AVERE UN POSTO FISSO PER TUTTA LA VITA ---- ( MARIO MONTI )
  • L'INGRATITUDINE E' UN MODO COME UN ALTRO PER PAGARE I DEBITI. ED E' IL PREFERITO PERCHE' COSTA MENO ---- ( CESARE MORI )
  • LA VERA LIBERTA' SI VIVE FATICOSAMENTE TRA CONTINUE SFIDE ---- ( ALDO MORO )
  • OGNI RIVOLUZIONARIO A UN CERTO PUNTO DIVENTA CONSERVATORE ---- ( MUSSOLINI )
  • DAL SUBLIME AL RIDICOLO VI E' APPENA UN PASSO ---- ( NAPOLEONE )
  • IN ITALIA QUANDO UNA COSA NON E' PIU' PROIBITA DIVENTA OBBLIGATORIA ---- ( PIETRO NENNI )
  • UNO DEGLI SVANTAGGI DEL NON FARE POLITICA E' CHE SI FINISCE PER ESSERE GOVERNATI DA PROPRI INFERIORI ---- ( PLATONE )
  • LE GUERRE SI FANNO PER CREARE DEBITI. LA GUERRA E' IL SABOTAGGIO MASSIMO, IL SABOTAGGIO PIU' ATROCE ---- ( EZRA POUND )
  • L'EURO SARA' LA NOSTRA RICCHEZZA! ---- ( PRODI )
  • "ANDAVAMO E DICEVAMO: PRESIDENTE, SIAMO NOI DUE, QUANTO CI MOLLA?"-- ( ANTONIO RAZZI )
  • FIGLIOLO, LA SINCERITA' IN POLITICA E' FONDAMENTALE. SE RIESCI A FINGERE DI ESSERE SINCERO C'E' LA FARAI ---- ( RONALD REAGAN )
  • NON SI PORTA LA LIBERTA' SULLA PUNTA DELLE BAIONETTE ---- ( ROBESPIERRE )
  • NON COLPIRE AFFATTO SE CIO' E' DIGNITOSAMENTE EVITABILE; MA SE COLPISCI, COLPISCI SEMPRE DURO ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • PER VINCERE UNA BATTAGLIA, BISOGNA CAPIRE DI ESSERE IN BATTAGLIA ---- ( MATTEO SALVINI )
  • L'IGNORANZA E' UNA COLPA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • COLPISCI UNO PER INSEGNARE A CENTO ---- ( STALIN )
  • CALUNNIATE, CALUNNIATE, QUALCOSA RESTERA' ---- ( VOLTAIRE )
  • LA POLITICA E' LA CULLA DOVE SI SVILUPPA LA GUERRA ---- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • UN METODO INFALLIBILE PER DOMARE UNA TIGRE E' LASCIARE CHE DIVORI QUALCUNO ---- ( ADENAUER )
  • SE FOSSI NATO IN UN CAMPO PROFUGHI DEL LIBANO, FORSE SAREI DIVENTATO ANCH'IO UN TERRORISTA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA GRATITUDINE E' UN SENTIMENTO CHE INVECCHIA PRESTO ---- ( ARISTOTELE )
  • COSA CREDEVA QUELLA PLEBAGLIA EUROPEA, CHE L'EURO FOSSE STATO FATTO PER LA LORO FELICITA'? ---- ( JAQUES ATTALI )
  • I PARTITI DI OGGI SONO MACCHINE DI POTERE E CLIENTELA ---- ( BERLINGUER )
  • ORA BASTA, NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DALLA COMMOZIONE, BUNGA BUNGA PER TUTTI! ---- ( BERLUSCONI )
  • UNO CHE LEGGE MARX DIVENTA LIBERALE SOLO SE RICCO ---- ( BERTINOTTI )
  • IL BELLO DELLA DEMOCRAZIA E' CHE TUTTI POSSONO PARLARE, MA NON OCCORRE ASCOLTARE ---- ( ENZO BIAGI )
  • LA POLITICA NON E' UNA SCIENZA, MA UN ARTE ---- ( BISMARCK )
  • IL SUCCESSO E' IL SOLO INFALLIBILE CRITERIO DI SAGGEZZA PER LE MENTI VOLGARI ---- ( EDMUND BURKE )
  • SE PADRONEGGI L'ARGOMENTO LE PAROLE SEGUIRANNO ---- ( CATONE )
  • IL PREZZO DELLA GRANDEZZA E' LA RESPONSABILITA' ---- ( CHURCHILL )
  • SE VOGLIAMO GODERE DELLA PACE, BISOGNA FARE LA GUERRA ---- ( CICERONE )
  • SE VEDI UN AFFAMATO NON DARGLI DEL RISO: INSEGNALGLI A COLTIVARLO ---- ( CONFUCIO )
  • QUANDO VOGLIO SAPERE COSA PENSA LA FRANCIA, LO CHIEDO A ME STESSO ---- ( DE GAULLE )
  • A DARGLI UN DITO QUELLO TI FREGA UN BRACCIO ---- ( DI PIETRO )
  • IL SUCCESSO E' FIGLIO DELL'AUDACIA ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CHI HA PAZIENZA PUO' AVERE CIO' CHE VUOLE ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • OGNI NAZIONE E' IL COMPLEMENTO DELL'ALTRA ---- ( GHANDI )
  • LA SINISTRA NON E' CAPACE DI GOVERNARE E NON LASCIA GOVERNARE ---- ( GIOLITTI )
  • UN LEADER E' UN VENDITORE DI SPERANZE ---- ( NAPOLEONE )