CONOSCIAMO L’IRAN (3° Parte)

Proseguiamo con la terza parte del nostro focus dedicato alla conoscenza dell’Iran, riprendendo dalla fase di declino dell’autocrazia pahalavide dello Shah, messo alle strette dai rivoluzionari guidati dall’ayatollah Khomeini.

LO SHAH MESSO ALLE STRETTE DALL’AYATOLLAH

Nel 1977, sull’onda della crescente insoddisfazione popolare, l’Iran dello Shah asseconderà le pressioni dell’amministrazione USA presieduta dal democratico Jimmy Carter, allentando la presa del SAVAK sull’opposizione, liberandone alcuni esponenti. Tuttavia, l’ordine assoluto dello Shah Mohammad Reza Pahlavi comincerà a vacillare all’inizio del 1978 quando, stanco dei sermoni infuocati di Khomeini, deciderà, cont7ro il parere del SAVAK, di reagire facendo stilare insieme all’ex-Premier Hoveyda un articolo dileggiatore, in cui accusava l’ayatollah di essere un cittadino indiano, comunista, drogato al servizio del governo britannico. L’iniziativa dello Shah, oltre ad essere suggerita dalle sue manie di grandezza, venne verosimilmente influenzata anche dal degrado delle sue capacità cognitive determinate dai seri problemi di salute che si trascinava da qualche anno. Ad ogni modo, l’articolo diffamatorio scatenerà una serie di feroci proteste nella roccaforte del clero sciita di Qom, da dove in passato Ruhollah Khomeini aveva a più riprese accusato lo Shah di essere un agente sionista al servizio dell’impero americano. Tra l’altro, la retorica dell’ayatollah si intensificherà in occasione della visita dello Shah alla Casa Bianca, quando il monarca iraniano brinderà con lo champagne insieme al Presidente Carter, contravvenendo platealmente al precetto islamico di non bere alcolici. Gli scontri tra esercito e manifestanti che seguiranno questi eventi produrranno centinaia di vittime, contribuendo ad alimentare l’astio della popolazione sia nei confronti del governo che della stessa monarchia pahlavide.

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(Il Presidente USA Carter brinda con lo Shah Mohamed Reza Pahlavi )

Nel frattempo, Khomeini espulso dall’Iraq, dove aveva vissuto sotto la tutela della locale comunità sciita almeno fino all’ascesa del governo baathista di Saddam Hussein, troverà rifugio in Francia, dopo aver tentato di trasferirsi senza successo prima nel vicino Kuwait e dopo in Siria. Dal suo esilio parigino l’ayatollah continuerà a contestare il regime dello Shah, accusandolo di voler sradicare la tradizione islamica iraniana, sostituendola con quella dei suoi alleati occidentali, contestandogli provvedimenti come quello della sostituzione del calendario islamico con quello imperiale, privilegiando l’enfasi della figura di Ciro “il grande” rispetto a quella del profeta Maometto. Retorica che ben si armonizzerà con le recriminazione del ceto commerciale deluso dalle riforme della rivoluzione bianca dello Shah, percepito come una figura elitaria, distante dalla popolazione. Sul piano strategico Khomeini rivendicherà l’indipendenza iraniana sia dall’occidente che dall’Unione Sovietica, condannando sia la deriva capitalista che quella comunista. Sempre durante l’esilio francese, Khomeini incontrerà il liberale Karim Sankabi, uno dei leader del Fronte Nazionale, che tenterà inutilmente di convincerlo ad aderire ad un governo di unità nazionale che si impegnasse a salvaguardare la monarchia pahlavide.

LO SFALDAMENTO DELL’AUTORITA’ DELLO SHAH

Dinnanzi alla crescente pressione popolare, lo Shah proverà ad aprirsi alle rivendicazioni dei manifestanti, annunciando libere e democratiche elezioni, e l’inizio di una profonda lotta contro la corruzione. Sull’onda di queste premesse, lo Shah disporrà la sostituzione del capo del SAVAK Nematollah Nassiri con il più conciliante generale Nasser Moghaddam, invitando le fazioni più moderate dell’opposizione a convergere su di una pacifica risoluzione della crisi politica. A tal proposito, lo Shah scaricherà tutte le responsabilità delle criticità sollevate dai manifestanti sul Primo Ministro Amouzegar, sostituendolo con l’ex-Premier Sharif-Emami, confidando nei suoi buoni rapporti con l’establishment del clero sciita, con cui sperava di implementare un governo di riconciliazione nazionale. Credenziali con cui cercherà di revocare gran parte delle riforme contestate dall’opposizione, agevolando la liberalizzazione del sistema politico iraniano, fino a quel momento fortemente restrittivo ed egemonizzato dal partito conservatore realista Rastakhiz. Tuttavia, l’approccio conciliante del nuovo governo, sommato all’allentamento della censura, non sortirà l’effetto sperato, incoraggiando ulteriormente l’opposizione, favorendo l’organizzazione di oceaniche manifestazioni in cui si chiedeva a gran voce la fine dell’esilio di Khomeini, considerato sempre di più come il leader carismatico di quella che andava assumendo i contorni di una vera e propria rivoluzione. Dinnanzi alla vasta e crescente mobilitazione popolare, lo Shah decreterà la legge marziale al fine di impedire possibili colpi di mano dell’opposizione di cui, pur intendendo dialogare, continuava a diffidare. Non a caso, l’8 Settembre, parte dell’opposizione contravverrà al coprifuoco riunendosi nella Piazza Jableh di Teheran andando incontro alla dura reazione delle forze di sicurezza che a fine giornata faranno numerose vittime. Il degrado della situazione interna finirà per indurre il Premier Sharif-Emami a rassegnare le sue dimissioni, lasciando provvisoriamente la guida del governo al generale Gholam Reza Azhari. Messo alle strette, il 2 Ottobre lo Shah emanerà un amnistia estesa anche a Khomeini, accantonando il piano che il SAVAK aveva avanzato per deportare i principali leader dell’opposizione.

Durante queste turbolente proteste, lo Shah, oltre che dell’URSS, inizierà a sospettare persino dei suoi alleati anglo-americani, per via dell’approccio simpatizzate che i mass-media occidentali dimostravano nei confronti dell’opposizione iraniana, ritenuta più liberale del vecchio monarca iraniano. Del resto, l’Ambasciatore americano a Teheran Sullivan aveva già segnalato a Washington il degrado delle capacità politiche dello Shah, suggerendo un golpe delle forze armate ed il raggiungimento di un compromesso con le principali forze di opposizione. A Novembre, messo sempre più con le spalle al muro, lo Shah proclamerà un discorso televisivo in cui si dimostrerà ricettivo delle istanze rivoluzionarie del paese, scusandosi con il popolo, promettendo profonde riforme, e mettendo agli arresti domiciliari l’ex-Premier Hoveyda, a cui scaricherà tutte le responsabilità della “rivoluzione bianca”. Tuttavia, la presa di posizione dello Shah non muterà i sentimenti dell’opposizione, spronata da Khomeini a rovesciare la ormai claudicante monarchia pahlavide e il governo militare del generale Azhari. Il tutto mentre i manifestanti invitavano i militari a disertare dalla loro parte, donandogli fiori, accompagnati da minacce di rappresaglia contro i soldati più refrattari.
Più avanti, ad inizio 1979, Il Presidente Carter esorterà l’ormai malandato Shah a lasciare il paese, prendendo contatti con l’opposizione di Khomeini in Francia, che a dispetto della retorica animosa non si dimostrerà pregiudizialmente chiusa verso gli Stati Uniti, garantendo il rispetto dei contratti petroliferi in essere.

LA FUGA DELLO SHAH

Lo Shah in un ultimo slancio, tenterà in extremis di convincere Gholam Hossein Sedighi, l’ex-Ministro degli interni di Mossadeq, a formare un nuovo governo di riconciliazione nazionale, confidando di riuscire ad aggregare una coalizione liberal-democratica capace di arginare l’ascesa islamista. Tuttavia, dinnanzi all’indisponibilità dello Shah a rimanere nel paese, Sedighi rinuncerà temendo la prospettiva di perdere l’unica figura in grado di controllare le forze armate del paese. Questo rifiuto, indurrà lo Shah a ripiegare su Shapour Bakhtiar, l’ex-Ministro del Lavoro del governo Mossadeq, nonché autorevole membro del Fronte Nazionale. Bakhtiar accetterà l’incarico per salvare la monarchia ed impedire l’ascesa di una coalizione dominata da islamisti e marxisti. Tuttavia, successivamente all’accettazione dell’incarico, il neo-Premier verrà prontamente ripudiato dal Fronte Nazionale. Ad ogni modo, durante il suo mese di governo, disporrà la fine della legge marziale e lo scioglimento del SAVAK, annunciando l’elezione di un’assemblea costituente. Ciononostante, Khomeini disconoscerà il nuovo governo, bollando Bakhtiar come traditore della rivoluzione alleato dello Shah. Durante il suo breve governo, concorderà la partenza (ufficialmente una vacanza) dello Shah per l’Egitto dell’amico Sadat, offrendo in extremis a Khomeini un referendum per l’istituzione di una repubblica e l’istituzione di una città stato sciita a Qom, simile al modello della Città del Vaticano, mentre intanto nel paese i simboli della monarchia pahalavide cadevano sotto la furia dei manifestanti rivoluzionari.

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( Il Premier iraniano Shapour Bakhtiar )

L’abbandono dello Shah, incoraggiato dai contatti che l’intelligence americana aveva nel frattempo preso con l’opposizione, indurrà le forze armate a mantenere una linea neutrale nei confronti dei rivoluzionari, lasciandogli il controllo di alcune importanti città, come Mashhad, confidando in un pacifico processo di transizione politica. Nel frattempo, Khomeini comincerà a coordinare l’organizzazione della rivoluzione creando il Consiglio della Rivoluzione islamica, composto sia da esponenti del clero sciita che da personalità civili e militari, guidati da Mehdi Bazargan, un ingegnere di origini azere formatosi in Francia, precedentemente parte del governo di Mossadeq, più volte incarcerato e noto, tra l’altro, per essere il fondatore del Movimento di Liberazione dell’Iran. Tuttavia, i membri del Consiglio erano divisi sull’assetto del futuro stato iraniano, dividendosi tra chi sosteneva la necessità di uno stato islamico e chi invece ne preferiva uno democratico.
Successivamente, l’ormai malandato Shah si sposterà prima nel Marocco di Re Hassan II, con la flebile speranza di tornare a regnare dopo un periodo di transizione governato da un apposito Consiglio di Reggenza, e poi in Messico, a causa della ritrosia dell’amministrazione USA del Presidente Carter ad accoglierlo, al fine di evitare di inimicarsi il fronte rivoluzionario iraniano. Almeno inizialmente, il rovesciamento della monarchia pahlavide verrà accolto timidamente persino dal governo baathista iracheno di Baghdad, che qualche anno prima fu costretto proprio dallo Shah a cedere lo Shatt al-Arab. Addirittura, Saddam Hussein inviterà Khomeini a consolidare le relazioni bilaterali improntandole sul rispetto reciproco, sorvolando sull’invito a ribellarsi che pochi giorni prima l’ayatollah aveva lanciato alla cospicua comunità islamica sciita irachena. Ciononostante, l’invito iracheno verrà rigettato sdegnosamente da Khomeini, inducendo i baathisti di Baghdad a considerare il nuovo governo rivoluzionario iraniano alla stregua di un nemico. Dinamiche che degraderanno repentinamente le relazioni tra i due paesi confinanti, portando nel giro di qualche settimana alla reciproca espulsione delle rispettive delegazioni diplomatiche.

IL TRIONFANTE RIMPATRIO DI KHOMEINI

Pochi giorni dopo la partenza dello Shah, il Premier Bakhtiar inviterà Khomeini a far ritorno in patria, che avverrà il 1 Febbraio, quando il suo jet Air France atterrerà a Teheran, accolto da una folla esultante. Tuttavia, nonostante i buoni propositi del Premier iraniano, appena poche ore dopo il suo ritorno in patria, l’ayatollah dichiarerà il governo di Bakhtiar illegale, annunciando l’istituzione di un governo rivoluzionario provvisorio che qualche giorno dopo affiderà a Mehdi Bazargan, in qualità di leader del Consiglio della Rivoluzione Iraniana. Khomeini imporrà al popolo iraniano il rispetto del nuovo governo come un dovere islamico, condannando qualsiasi forma di opposizione a questa disposizione, invitando gli Stati Uniti disconoscere il governo di Bakhtiar, che da parte sua tenterà di resistere, offrendo inutilmente all’ayatollah la costituzione di una sua repubblica islamica a Qom. Qualche giorno dopo, un gruppo di guardie reali ingaggerà una feroce battaglia con i manifestanti rivoluzionari, ma il mancato supporto dello stato maggiore, rimasto neutrale, permetterà ai rivoluzionari di prendere possesso delle principali sedi istituzionali iraniane, costringendo Bakhtiar ad una rocambolesca fuga dal suo palazzo. Fuga che precederà l’insediamento del nuovo governo provvisorio di Bazargan, composto in larga parte da esponenti del Fronte Nazionale e del Movimento per la Libertà dell’Iran. Mentre intanto le fazioni più vicine a Khomeini si riuniranno nel Partito Repubblicano Islamico (PRI), una formazione islamista radicale che perseguiva l’obiettivo dell’istituzione di una Repubblica islamica, e tra i cui ranghi militerà l’attuale Guida suprema iraniana, Alì Khamenei. Durante queste turbolenti fasi, l’opposizione istituirà appositi tribunali rivoluzionari incaricati di perseguire gli esponenti del regime dello Shah, a cominciare dagli ufficiali del SAVAK, in gran numero giustiziati sommariamente per ordine di Khomeini senza l’ausilio di una difesa, riscuotendo il plauso dei comunisti del Tudeh e del MEK, ma anche il biasimo di molti liberali come Bazargan. Questo clima di rivalsa porterà al primo assalto dell’ambasciata americana a Teheran da parte dei comunisti dell’Organizzazione dei Guerriglieri del Popolo Iraniano, e al sequestro di un marine, accusato di aver aperto il fuoco contro i manifestanti, che lo tortureranno prima di liberarlo dopo l’intervento del Ministro degli esteri iraniano Ebrahim Yazdi.

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( L’ayatollah Ruhollah Khomeini accolto al suo ritorno in patria )

IL FRONTE RIVOLUZIONARIO SI POLARIZZA

A fine Marzo, il nuovo governo rivoluzionario provvisorio sottoporrà al voto dei cittadini iraniani un quesito referendario, parzialmente contestato da alcuni esponenti del governo, in cui si chiedeva se si voleva sostituire la monarchia con una Repubblica islamica. Nello specifico, il cambiamento di regime verrà sostenuto dal Partito Repubblicano Islamico (PRI), dal Fronte Nazionale, dal Movimento per la Liberazione dell’Iran (MPL), dal Tudeh, dall’Organizzazione dei Mojahedin Popolari (MEK), dal Partito Iraniano, dal Partito della Repubblica Popolare Musulmana (PRPM), dal Partito Pan-iraniano e dal Partito Nazionale, mentre altre formazioni come il Fronte Nazionale Democratico, il Pekyar, il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDK-I) lo contesteranno, preferendo l’istituzione di una Repubblica democratica. Ad ogni modo, il referendum, legittimato da un’affluenza del 98%, ratificherà la fine della monarchia iraniana.
Parallelamente a queste dinamiche, le minoranze arabe del Khuzestan e curde approfitteranno del caos rivoluzionario per iniziare una serie di insurrezioni finalizzate alla rivendicazione di una maggiore autonomia politica, e di cui abbiamo avuto modo di trattare, almeno per il caso curdo, nel nostro focus sui curdi iraniani.
Nell’estate del 1979, gli iraniani verranno nuovamente convocati alle urne per eleggere l’Assemblea Costituzionale, che verrà egemonizzata per il 73% dei seggi dagli islamisti del PRI guidato da Mohammad Beheshti; seguito dall’5% del MPL del Premier Bazargan; dall’8% PRPM del Grande Ayatollah Mohammad Kazem Shariatmadari, il leader sciita che salvò Khomeini dalla pena capitale nominandolo Grande Ayatollah, ma di cui nel frattempo era divenuto sempre più critico per il via del ruolo politico che voleva far giocare alla religione islamica nel paese.

Iran ayatollah Khomeni Premier Bazargan
( L’ayatollah Khomeini insieme al Premier Bazargan )

Durante i lavori della costituente, il fronte rivoluzionario si polarizzerà tra islamisti radicali e islamisti democratici, salvo trovare un difficile compromesso su di una costituzione presidenziale, ispirata al modello francese, che l’opposizione aveva avuto modo di sperimentare durante l’esilio parigino. Parallelamente alla figura del Presidente della Repubblica, la nuova costituzione introdurrà anche la figura dell’Autorità Suprema della Rivoluzione Islamica, ponendola al vertice dello stato, con prerogativa di scelta e nomina diretta del Ministro degli esteri e della difesa, oltre che titolare dell’indirizzo politico delle linee guida fondamentali del paese, e supervisore ultimo delle attività del governo, del Parlamento e delle forze armate. Nello specifico, la Guida suprema deve essere un membro del clero sciita, eletto e supervisionato dall’Assemblea degli Esperti, a cui spetta la supervisione giuridica islamica fino all’epoca della rivelazione del “12° imam nascosto” della tradizione escatologica islamica sciita. In particolar modo, farà discutere l’istituzione del controverso “Consiglio dei Guardiani della Costituzione”, composto da 12 esperti (6 clerici nominati dalla Guida suprema e 6 giuristi nominati dal parlamento), a cui sono demandate le funzioni di interpretare la costituzione, vagliare e approvare (dato il potere di veto) la coerenza costituzionale delle leggi; approvare i candidati presidenziali, dell’Assemblea degli Esperti (insieme alla Guida Suprema) e dei candidati parlamentari. L’Assemblea degli Esperti è invece un organo composto da 88 giuristi eletti ogni 8 anni, deputato alla designazione, e all’eventuale rimozione, della Guida Suprema.

GLI USA PERDONO IL CONTROLLO DELL’IRAN

Il 4 Novembre, il riluttante Presidente americano Carter autorizzerà l’ingresso dello Shah negli Stati Uniti, per permettergli di curarsi. Notizia che irriterà l’opinione pubblica iraniana al punto da ispirare un nuovo assalto all’ambasciata americana da parte di un gruppo di studenti sostenitori di Khomeini, guidati da Ebrahim Asgharzadeh, convinti che Washington stesse tramando per sabotare la rivoluzione islamica, progettando la restaurazione della monarchia pahalavide, in un a sorta di sequel del rovesciamento del governo di Mossadeq. L’iniziativa degli studenti verrà inizialmente disconosciuta da Khomeini, salvo sostenerla a fine serata come un atto rivoluzionario contro quello che considerava essere un covo di spie straniere, spiazzando così il governo provvisorio di Bazargan. Forti del sostegno di Khomeini, gli studenti prenderanno in ostaggio il personale dell’ambasciata americana, esibendoli alla stampa legati e imbavagliati. Gli studenti si giustificheranno, contestando la politica razziale contro gli afro-americani, esigendo dagli Stati Uniti le scuse per il golpe anti-Mossadeq, sfruttando gli ostaggi diplomatici per costringere Washington a consegnargli il malandato Shah, temendo la possibile restaurazione del suo regno. L’assalto dell’ambasciata incontrerà un consenso popolare talmente diffuso da indurre gli studenti a rendere quella che doveva essere un’iniziativa dimostrativa di qualche ora, in una vera e propria crisi internazionale. Infatti, l’iniziativa studentesca verrà accolta con particolare enfasi dalla retorica antimperialista dei comunisti del MEK, seguendo l’esempio della Cuba di Fidel Castro. Sul piano interno, il sostegno di Khomeini all’iniziativa studentesca provocherà le dimissioni del governo provvisorio del moderato Bazargan, certificando l’egemonia politica di Khomeini, che ne approfitterà per tacciare di americanismo chiunque si opponesse al suo progetto di costituzione islamica. Tuttavia, per quanto prevalente, l’egemonia di Khomeini, incontrava resistenze anche tra il clero sciita, soprattutto da parte dell’ayatollah Shariatmadari, le cui posizioni critiche gli costeranno una dura campagna di epurazione.

LA NASCITA DELLA REPUBBLICA ISLAMICA IRANIANA

In questo clima, il 3 Dicembre, il popolo iraniano approverà con il 99% dei consensi la costituzione della Repubblica islamica iraniana, sostenuta dal PRI, dal MLI e dal Tudeh, incontrando l’opposizione, più o meno marcata, di tutte le altre forze rivoluzionarie, limitate dalla mancanza di un leader capace di rivaleggiare con l’influentissimo e popolarissimo Khomeini, nel frattempo divenuto ufficialmente la Guida Suprema del paese. Pochi giorni dopo, lo Shah cercherà di alleggerire la posizione americana, chiedendo il trasferimento nel vicino Messico, che tuttavia si opporrà, assecondando la Cuba di Fidel Castro, il cui sostegno gli era necessario per ottenere il seggio provvisorio nel Consiglio di Sicurezza ONU. Sicché, lo Shah opterà per Panama, dove poco dopo lo raggiungerà la richiesta di estradizione emanata dal governo di Teheran, e favorita dal governo americano, che intendeva così riallacciare i rapporti con il nuovo governo iraniano, su cui incombeva l’influenza sovietica, che da poco aveva iniziato l’invasione dell’Afghanistan. Queste dinamiche indurranno lo Shah a chiedere asilo al governo egiziano dell’amico Presidente Sadat. Nel frattempo, il 15 Gennaio 1980, il 76% degli iraniani eleggerà Abolhassan Banisadr, il loro primo Presidente della Repubblica, un’economista laureato alla Sorbona, appartenente ad un’influente personalità sciita, e a cui l’ex-Premier Bazargan aveva affidato la guida del Ministero delle finanze.

Iran Khomeini Banisadr
(l’ayatollah Khomeini e il primo Presidente dell’Iran rivoluzionario Banisadr )

Il 7 Aprile, l’amministrazione democratica del Presidente USA Carter romperà le relazioni diplomatiche con l’Iran. Decisione che, qualche giorno dopo (il 24 Aprile) verrà seguita da una sofisticata operazione militare (Operazione Eagle Claw) finalizzata alla liberazione dei 52 ostaggi diplomatici detenuti dagli studenti rivoluzionari iraniani. L’operazione americana impegnerà circa 120 soldati della “Delta Force”, distribuiti su 2 aerei cargo C-130 e 8 elicotteri RH-53D decollati dalla portaerei nucleare Nimitz. Tuttavia, una serie di circostanze e inconvenienti tecnici, che porteranno alla perdita di 6 elicotteri e di uno dei C-130, indurranno gli americani a rinunciare all’operazione, in cui, tra l’altro perderanno la vita anche alcuni militari, non dovuti a scontri con il nemico. Il giorno successivo, l’amministrazione Carter divulgherà all’opinione pubblica americana il fallimento dell’operazione, che verrà seguita dalla pronta decisione iraniana di distribuire gli ostaggi in località diverse al fine di complicare l’implementazione di eventuali nuove iniziative simili, a cui gli americani continueranno comunque a lavorare sottotraccia.
Successivamente a questi eventi, nonostante le feroci e massicce purghe ai danni degli ufficiali considerati vicini allo Shah, un gruppo di militari della regione araba del Khuznestan, sostenuti dall’ex-Premier Shapour Bakhtiar, organizzerà un tentativo 9 che tuttavia verrà impedita dall’intelligence rivoluzionaria, secondo cui il golpe avrebbe dovuto agevolare l’invasione irachena. Successivamente alla dipartita del malandato Shah, nel mese di Luglio, in Egitto, Khomeini ridefinirà le pretese per la liberazione degli ostaggi, esigendo lo svincolamento dei 32 miliardi di dollari di beni depositati negli Stati Uniti.

Operazione Eagle Claw Iran crisi ostaggi ambasciata USA Teheran
( Resti dei mezzi americani autodistrutti durante la fallimentare operazione Eagle Claw )

CONCLUSIONI

Sul finire degli anni 70, la deriva assolutistica dello Shah, amplificata da modi al dir poco megalomani e decisamente lontani dall’iraniano medio, lo porterà ad ingaggiare uno scontro diretto con il clero sciita rappresentato dal popolarissimo ayatollah Khomeini, che da parte sua si era ben immedesimato nei panni della nemesi del monarca iraniano, riuscendo a definire Mohammed Reza Pahalavi per quello che era, ovvero un eccentrico burattino nelle mani dei suoi sponsor occidentali. Critiche schiette, e non di rado feroci, che verranno ulteriormente enfatizzate dalla notevole influenza di cui Khomeini godeva tra i ceti popolari iraniani, profondamente legati alla pervasiva tradizione islamica sciita, e di cui l’ayatollah veniva considerato l’esponente più puro e carismatico. Il dualismo politico tra Khomeini e lo Shah trascinerà il paese nel caos, esponendo le miriadi di sostenitori dell’ayatollah alla merce delle spietate forze di sicurezza coordinate dal famigerato SAVAK. Dinnanzi alla solidarietà che Khomeini, nel frattempo costretto all’esilio, riscuoteva tra le masse iraniane, lo Shah tenterà di reagire cooptando l’élite sciita, affidando la guida del governo a Sharif-Emami, confidando nei tradizionali legami che la sua famiglia intratteneva proprio con i principali leader islamici del paese. Tuttavia, nonostante i reiterati tentativi di dialogo approcciati dal monarca iraniano, la mobilitazione popolare continuerà a crescere, alimentata da logiche politiche trasversali, che amalgamarono organizzazioni di estrazione decisamente diverse tra loro, ma accomunate dal comune rispetto della carismatica leadership rivoluzionaria di Khomeini.

L’imponente sfida politica catalizzata da Khomeini, metterà alle corde il malandato Shah, incapace di venire a capo di quella che assumeva i contorni di una rivoluzione dalla portata così ampia da non poter essere più arginata attraverso un semplice rimpasto di governo, sicché si convincerà a lasciare il paese. A riprova dell’irreversibilità del processo rivoluzionario, basta far riferimento all’inconsistenza del governo riformista di Bakhtiar, la cui popolarità non era lontanamente paragonabile a quella di cui godeva Khomeini, ben lungi dall’essere un semplice leader religioso. Khomeini, infatti, sarà il primo ad implementare con successo la formula dell’islam politico, sfruttando il non indifferente potenziale di catalizzatore politico che la religione islamica aveva dimenticato dall’epoca dei califfi.
Con la fuga dello Shah, l’imponente esercito iraniano, il più potente della regione, finirà per sbandarsi a causa della mancanza di leader capaci di assicurare una transizione politica ordinata e alternativa alla dinastia pahalavide. Dinamica che, tra l’altro, a suo tempo era stata sfruttata dal padre dello Shah per sostituirsi alla decadente dinastia Qajar. Detto questo, sull’onda del travolgente consenso popolare, Khomeini riuscirà ad egemonizzare la rivoluzione iraniana, mettendo all’angolo le componenti più liberali e democratiche, accusandole di essere corrotte da una tradizione aliena al contesto iraniano, ovvero quella occidentale.

Iran ayatollah Khomeini e Shariatmadari rivoluzione islamica
( Khomeini insieme all’ayatollah Shariatmadari )

La particolarità della leadership di Khomeini sarà quella di dirottare la rivoluzione iraniana su di un canale autoctono incentrato sulla tradizione islamica sciita, ben lontano sia dalle dinamiche liberal-democratiche occidentali, peraltro sconosciute in Medio Oriente, che da quelle socialiste più o meno radicali, decisamente più in voga nella regione, a cominciare dal vicino Iraq baathista. Tuttavia, va considerato che non tutto l’establishment religioso sciita condivideva il ruolo politico che Khomeini aveva deciso unilateralmente di assegnare all’islam, come nel caso dell’ayatollah Shariatmadari, la cui popolarità, tuttavia, non riuscirà ad eclissare l’ascesa del ben più carismatico Khomeini, alla cui nomina ad ayatollah aveva paradossalmente contribuito salvandolo dalla pena capitale. Il sopravvento politico definitivo di Khomeini sulla compagine rivoluzionaria che aveva contribuito al rovesciamento dello Shah verrà certificato in occasione dell’occupazione dell’ambasciata americana, quando metterà con le spalle al muro il governo provvisorio del moderato Bazargan, inducendolo a dimettersi alla vigilia del referendum che approverà la costituzione della Repubblica islamica iraniana. L’occupazione dell’ambasciata certificherà anche agli Stati Uniti la perdita del controllo dell’Iran, che si ritrovarono in una situazione strategica decisamente peggiore di quella del Regno Unito all’indomani della nazionalizzazione del comparto petrolifero, giacché in questo caso al posto di un leader relativamente moderato come Mossadeq si ritrovarono a fare i conti con un leader islamista decisamente più radicale, e difficile da inquadrare all’interno degli schemi politici classici che all’epoca della guerra fredda polarizzavano nettamente il mondo tra comunisti e non comunisti.

  • LA POLITICA E' L'ARTE DEL POSSIBILE, LA SCIENZA DEL RELATIVO ---- ( BISMARCK )
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  • SI DICE CHE LA VERITA' E' DESTINATA A SOFFRIRE, MA NON SI ESTINGUE MAI ----- ( TITO LIVIO )
  • TUTTE LE RIVOLUZIONI INIZIANO PER STRADA E FINISCONO A TAVOLA ---- ( LEO LONGANESI )
  • IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI ----- ( NICCOLO' MACHIAVELLI )
  • UNA CONOSCENZA DIFFUSA SI RENDE IMMORTALE DA SOLA ----- ( JAMES MACKINTOSH )
  • LA POLITICA E' GUERRA SENZA SPARGIMENTO DI SANGUE. LA GUERRA E' POLITICA CON SPARGIMENTO DI SANGUE ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NON HO PAURA DELLA CATTIVERIA DEI MALVAGI, MA DEL SILENZIO DEGLI ONESTI ----- ( MARTIN LUTHER KING )
  • I POPOLI IMPARANO PIU' DA UNA SCONFITTA CHE NON I RE DAL TRIONFO ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • IL SUFFRAGIO A SORTE E' PROPRIO DELLA DEMOCRAZIA; IL SUFFRAGIO A SCELTA LO E' DI QUELLA DELL'ARISTOCRAZIA ----- ( MONTESQUIEU )
  • L'INAZIONE E' UNO DEI METODI D'AZIONE PIU' PERICOLOSI ---- ( CESARE MORI )
  • PER GLI STOMACI VUOTI NON ESISTONO NE' OBBEDIENZA NE' TIMORE ----- ( NAPOLEONE )
  • UN PURO TROVA SEMPRE QUALCUNO PIU' PURO CHE LO EPURA ----- ( PIETRO NENNI )
  • PER ANNI I POLITICI HANNO PROMESSO LA LUNA, IO SONO IL PRIMO IN GRADO DI DARVELA ---- ( NIXON )
  • I GOVERNI HANNO CONCETTI DELL'ONESTA DIVERSI DA QUELLI CHE VALGONO PER I PRIVATI ---- ( VILFREDO PARETO )
  • UN'ALTRA VITTORIA SIMILE E SAREMO SPACCIATI ----- ( PIRRO )
  • I POLITICANTI SONO I CAMERIERI DEI BANCHIERI ----- ( EZRA POUND )
  • COMUNISTA E' QUALCUNO CHE LEGGE MARX E LENIN. ANTICOMUNISTA E' QUALCUNO CHE LI CAPISCE ---- ( RONALD REAGAN )
  • FAI QUELLO CHE PUOI, CON QUELLO CHE HAI, NEL POSTO IN CUI SEI ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • LA SICUREZZA DEL POTERE SI FONDA SULL'INSICUREZZA DEI CITTADINI ----- ( LEONARDO SCIASCIA )
  • L'ARTE DELLA GUERRA CONSISTE NEL SCONFIGGERE IL NEMICO SENZA DOVERLO AFFRONTARE ---- ( SUN TZU )
  • TUTTE LE GUERRE SONO COMBATTUTE PER DENARO ----- ( SOCRATE )
  • IN UNA REPUBBLICA MOLTO CORROTTA, MOLTISSIME SONO LE LEGGI ----- ( TACITO )
  • LA DEMOCRAZIA E' IL POTERE DI UN POPOLO INFORMATO ----- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • LA NAZIONE E' FATTA META' DI TRADITORI E META' DI PATRIOTI, MA NESSUNO SA DISTINGUERE GLI UNI DAGLI ALTRI ---- ( MARK TWAIN )
  • LA GIUSTIZIA E' COME LA TELA DI UN RAGNO, TRATTIENE GLI INSETTI PIU' PICCOLI, MENTRE I GRANDI TRAFIGGONO LA TELA E RESTANO LIBERI -- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' LA PROSECUZIONE DELLA POLITICA CON ALTRI MEZZI ----- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • LA POLITICA, NELLA PRATICA, QUALI CHE SIANO LE IDEE CHE PROFESSA, E' SEMPRE L'ORGANIZZAZIONE SISTEMATICA DELL'ODIO ----- ( HENRY ADAMS )
  • IL POTERE LOGORA CHI NON C'E' L'HA ----- ( GIULIO ANDREOTTI )
  • PENSATE DA UOMINI SAGGI, MA PARLATE COME GENTE COMUNE ----- ( ARISTOTELE )
  • LA MAGISTRATURA COLPISCE PUNTUALE, AD OROLOGERIA, VICINO ALLE ELEZIONI ---- ( SILVIO BERLUSCONI )
  • SMACCHIEREMO IL GIAGUARO ----- ( PIER LUIGI BERSANI )
  • UN VERO STATISTA, QUANDO MANCA IL NEMICO, SE LO DEVE INVENTARE ---- ( BISMARCK )
  • PIANTA ALBERI CHE GIOVERANNO IN UN ALTRO TEMPO ----- ( CATONE )
  • LA GRANDE POLITICA E' QUELLA DELLE RISOLUZIONI AUDACI ----- ( CAVOUR )
  • IL SUCCESSO E' L'ABILITA' DI PASSARE DA UN FALLIMENTO ALL'ALTRO SENZA PERDERE IL TUO ENTUSIASMO ----- ( CHURCHILL )
  • SAPERE CIO' CHE E' GIUSTO E NON FARLO E' LA PEGGIORE DELLE VIGLIACCHERIA ---- ( CONFUCIO )
  • DATO CHE UN POLITICO NON CREDE MAI IN CIO' CHE DICE, RESTA SORPRESO QUANDO GLI ALTRI CI CREDONO ----- ( CHARLES DE GAULLE)
  • IN OGNI GENERE ED IN OGNI CASO, IL GOVERNO DEBOLE E' IL PEGGIORE DI TUTTI ----- ( MASSIMO D'AZEGLIO )
  • LA VOLGARITA' OFFENDE CHI LA USA, NON CHI LA SUBISCE ----- ( VINCENZO DE LUCA )
  • SE UNA COSA DIFFICILE TI SEMBRA SEMPLICE, VUOL DIRE CHE NON HAI CAPITO NIENTE ----- ( CIRIACO DE MITA )
  • E' IL BEL PENSARE CHE CONDUCEAL BEN DIRE ----- ( FRANCESCO DE SANCTIS )
  • CHE CI AZZECCA?! ----- ( ANTONIO DI PIETRO )
  • LA FRANCHEZZA E' LA GEMMA PIU' SPLENDENTE DELLA CRITICA ----- (BENJAMIN DISRAELI )
  • DOVE SONO TROPPI A COMANDARE, NASCE LA CONFUSIONE ----- ( LUIGI EINAUDI )
  • NON SO' CON CHE ARMI SARA' COMBATTUTA LA TERZA GUERRA MONDIALE, MA LA QUARTA SARA' COMBATTUTA CON BASTONI E PIETRE -- ( EINSTEIN )
  • L'AGRICOLTURA SEMBRA MOLTO SEMPLICEQUANDO IL TUO ARATRO E' UNA MATITA E SEI LONTANO DA UN CAMPO DI GRANO --( DWIGHT EISENHOWER )
  • MOLTO SPESSO, COL CAMBIARE DEL GOVERNO, PER I POVERI CAMBIA SOLO IL NOME DEL PADRONE ---- ( FEDRO )
  • LE GUERRE NON SI PAGANO IN TEMPO DI GUERRA, IL CONTO VIENE DOPO ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • LA GUERRA RIMANE IL PIU' GRANDE FALLIMENTO UMANO ---- ( JOHN KENNETH GALBRIGHT )
  • LA FORZA NON DERIVA DALLA CAPACITA' FISICA, DERIVA DA UNA VOLONTA' INDOMITA ---- ( GHANDI )
  • QUANDO SI VA IN CUCINA, BISOGNA PUR CUCINARE CON GLI INGREDIENTI CHE SI TROVANO ---- ( GIOLITTI )
  • IL REALISMO E' IL TRATTO OBBLIGATORIO DI OGNI POLITICO ---- ( MICHAIL GORBACEV )
  • LA MASSONERIA E' STATO L'UNICO PARTITO REALE ED EFFICENTE CHE LA CLASSE BORGHESE HA AVUTO PER LUNGO TEMPO ---- ( GRAMSCI )
  • I MAFIOSI NON HANNO PAURA DEL CARCERE; I MAFIOSI HANNO PAURA CHE NOI GLI METTIAMO LE MANI NELLE LORO TASCHE ---- ( PIETRO GRASSO )
  • COMBATTERE UNA BATTAGLIA E' BELLO. CHE SI PERDA O CHE SI VINCA RIMANE IL GUSTO DI AVERCI PROVATO ---- ( BEPPE GRILLO )
  • LA RIVOLUZIONE NON E' UNA MELA CHE CADE QUANDO E' MATURA, DEVI FARLA CADERE ---- ( CHE GUEVARA )
  • L'INTERESSE E LA PAURA SONO I PRINCIPI DELLA SOCIETA' ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA PACE E LA TOLLERANZA SONO LE NOSTRE POLITICHE MIGLIORI, VORREI TANTO CHE CI FOSSE CONCESSO PERSEGUIRLE -- ( THOMAS JEFFERSON )
  • UN CRETINO E' UN CRETINO. DUE CRETINI SONO DUE CRETINI. DIECIMILA CRETINI SONO UN PARTITO POLITICO ---- ( KAFKA )
  • L'UMANITA' DEVE PORRE FINE ALLA GUERRA, O LA GUERRA PORRA' FINE ALL'UMANITA' ---- ( JOHN KENNEDY )
  • IL 90% DEI POLITICI ROVINA LA REPUTAZIONE DEL RESTANTE 10% ---- ( HENRY KISSINGER )
  • ECCO, NEL GIORNO DELLA VITTORIA DELL'INTER IO SONO IL MOURINHO DELLA DIFESA ---- ( IGNAZIO LA RUSSA )
  • LA LIBERTA' E' PREZIOSA, COSI' PREZIOSA CHE DOVREBBE ESSERE RAZIONATA ---- ( LENIN )
  • NON STO SCONFIGGENDO I MIE NEMICI RENDENDOLI MIEI AMICI ? ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • NESSUNA LEALTA' E' DOVUTA AD UN TRADITORE ---- ( TITO LIVIO )
  • CHI ROMPE NON PAGA E SI SIEDE AL GOVERNO ---- ( LEO LONGANESI )
  • GOVERNARE E' FAR CREDERE ---- ( MACHIAVELLI )
  • BISOGNA ASPETTARSI DI TUTTO IN POLITICA, DOVE TUTTO E' PERMESSO, FUORCHE LASCIARSI COGLIERE DI SORPRESA ---- ( CHARLES MAURRAS )
  • LA NOSTRA GLORIA NON STA NEL NON CADERE MAI, MA NEL RISOLLEVARCI OGNI VOLTA CHE CADIAMO ---- ( NELSON MANDELA )
  • LA CRITICA VA FATTA A TEMPO; BISOGNA DISFARSI DEL BRUTTO VIZIO DI CRITICARE DOPO ---- ( MAO TSE TUNG )
  • E' SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER FARE LA COSA GIUSTA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • IL POTERE POLITICO E' IL POTERE DI UNA CLASSE, ORGANIZZATO PER OPPRIMERNE UN'ALTRA ---- ( KARL MARX )
  • SE SI VOTA ALMENO NON FINISCO IN GALERA ---- ( CLEMENTE MASTELLA )
  • LA COSCIENZA DELL'UMANITA' E' SUPREMA SU TUTTI I GOVERNI: ESSI DEVONO ESSERNE INTERPRETI, O NON SONO LEGITTIMI ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • CON LE ARMI NUCLEARI, NON CI SARA' TEMPO DI IMPARARE. UN SOLO ERRORE BASTA A DISTRUGGERE NAZIONI INTERE ---- ( ROBERT MCNAMARA )
  • UN IMPERO FONDATO DALLE ARMI DEVE REGGERSI CON LE ARMI ---- ( MONTESQUIEU )
  • QUAL'E' LA MANIFESTAZIONE PIU' CONCRETA DEL SUCCESSO DEL'EURO? LA GRECIA ---- ( MARIO MONTI )
  • NON SI DEVE TEMERE LA GUERRA, LA SI DEVE ODIARE ---- ( CESARE MORI )
  • PER FARE LE COSE, OCCORRE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE ---- ( ALDO MORO )
  • IL FONDAMENTO ESSENZIALE DI UNA SOCIETA' SANA E' L'EQUA SPARTIZIONE DEI BENI ---- ( TOMMASO MORO )
  • LA LEGALITA' E IL DIRITTO SONO LE PIETRE FONDANTI DELLA PACE INTERNAZIONALE E DELLA STABILITA' ---- ( GIORGIO NAPOLITANO )
  • COLORO CHE VOGLIONO INGANNARE I POPOLI E GOVERNARLI AD ESCLUSIVO LORO VANTAGGIO HANNO INTERESSE A MANTENERLI NELL'IGNORANZA -- ( NAPOLEONE )
  • IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO ---- ( PIETRO NENNI )
  • CHIUNQUE PENSI CHE POSSA CANDIDARMI A QUALUNQUE COSA CHE INIZI IN QUALUNQUE ANNO E' FUORI DI MELONE --- ( NIXON )
  • FATE SOLDI, SE POTETE IN MANIERA ONESTA, ALTRIMENTI COMUNQUE ---- ( ORAZIO )
  • IL MODO PIU' RAPIDO PER PORRE FINE AD UNA GUERRA E' PERDERLA ---- ( GEORGE ORWELL )
  • SE ABBIAMO DEGLI ATTACCHI MAFIOSI NEGLI USA, NON ANDIAMO MICA A BOMBARDARE L'ITALIA?! ---- ( RON PAUL )
  • LA POLITICA, NELLA COMUNE ACCEZZIONE DEL TERMINE, NON E' ALTRO CHE CORRUZIONE ---- ( PLATONE )
  • LA POLITICA DOVREBBE ESSERE COME LA NAZIONALE: DOVREBBERO SEMPRE GIOCARE I MIGLIORI. MA NON E' MAI COSI' -- ( MICHEL PLATINI )
  • LA PACE VIENE DALLA COMUNICAZIONE ---- ( EZRA POUND )
  • NESSUN PIANO DI BATTAGLIA SOPRAVVIVE ALL'IMPATTO COL NEMICO ---- ( COLLIN POWELL )
  • CON L'EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO, GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU' ---- ( ROMANO PRODI )
  • NOI PERSEGUITEREMO DAPPERTUTTO I TERRORISTI, E QUANDO LI TROVEREMO, LI BUTTEREMO DRITTI NELLA TAZZA DEL CESSO -- ( PUTIN )
  • SONO STATO VARIE VOLTE IN COREA DEL NORD, PRESIDENTE OBAMA, STIA TRANQUILLO, CHE NON C'E' NIENTE DI BOMBA ATOMICA - ( ANTONIO RAZZI )
  • CUBA E' LA PROSSIMA RAMAZZATA DELLA DEMOCRAZIA. E LASCIATEMI DIRE DIRETTAMENTE A FIDEL CASTRO: TU SEI FINITO! ---- ( RONALD REAGAN )
  • ENRICO STAI SERENO. VAI AVANTI. IO MI FIDO DI LETTA, E' LUI CHE NON SI FIDA, NON STO FACENDO MAFRINE PER TOGLIERGLI IL POSTO -- ( RENZI )
  • NOI NON COMBATTIAMO PER QUELLI CHE VIVONO OGGI, MA PER COLORO CHE VERRANNO ---- ( ROBESPIERRE )
  • PIU' CHE LA FINE DELLA GUERRA, VOGLIAMO LA FINE DEI PRINCIPI DI TUTTE LE GUERRE ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • SOLO COLUI CHE NON AGISCE NON COMMETTE ERRORI ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • NESSUNO PUO' GOVERNARE SENZA COLPE ---- ( ANTOINE DE SAINT-JUST )
  • I VERI EUROPEISTI SONO QUELLI CHE RICONOSCONO CHE L'UE DI BANCHIERI, MULTINAZINALI E E BUROCRATI E' LA NEGAZIONE DEI SUOI VALORI ORIGINALI ---- ( SALVINI )
  • IO SONO UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, NON SONO UN SUO DIPENDENTE! ---- ( MICHELE SANTORO )
  • GLI ITALIANI GUADAGNANO NETTO, MA VIVONO LORDO ---- ( GIUSEPPE SARAGAT )
  • LA VERITA' E' CHE SE L'UE CONTINUA CON QUESTE POLITICUCCE, NEL 2050 FORSE CI SARA' LA NATO MA NON L'EUROPA ---- ( HELMUT SCHMIDT )
  • FONDAMENTO DI OGNI SOCIETA' E' LA GIUSTIZIA ---- ( ANTONIO SEGNI )
  • DI PIETRO E' IL PADRE DI BERLUSCONI, LO HA GENERATO UCCIDENDO UNA PARTE DELLA PRIMA REPUBBLICA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • PENSO, COMPAGNI, CHE L'AUTOCRITICA CI E' NECESSARIA COME L'ARIA E COME L'ACQUA ---- ( STALIN )
  • TUTTA L'ARTE DELLA GUERRA SI BASA SULL'INGANNO ---- ( SUN TZU )
  • LA VERITA' SI RAFFORZA CON LA LUCE E CON IL TEMPO, LA MENZOGNA INVECE CON LA FRETTA ED IL MISTERO ---- ( TACITO )
  • CIO' CHE IL VOLGO CHIAMA TEMPO PERSO E' SPESSO TEMPO GUADAGNATO ---- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • SE TUTTO DEVE RIMANERE COM'E, E' NECESSARIO CHE TUTTO CAMBI ---- ( GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA )
  • A PROPOSITO DI POLITICA... CI SAREBE QUALCOSA DA MANGIARE? ---- ( TOTO')
  • E' FALLITA L'IDEA CHE UN PAESE SI GOVERNA COME UN'AZIENDA ---- ( GIULIO TREMONTI )
  • LE CATASTROFI POLITICHE NON VENGONO SE NON IN QUALCHE MODO CONSENTITE O VOLUTE ---- ( FILIPPO TURATI )
  • CI SONO DUE CASI IN CUI NON SI DEVE SPECULARE IN BORSA: QUANDO NON SI HA I SOLDI O QUANDO LI SI HA ---- ( MARK TWAIN )
  • IMPARA AD UBBIDIRE ED IMPARERAI A COMANDARE ---- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' UN ATTO DI FORZA CHE HA LO SCOPO DI COSTRINGERE L'AVVERSARIO A SOTTOMETTERSI ALLA NOSTRA VOLONTA' ---- ( VON CLAUSEWITZ )
  • PREPARARE LA GUERRA E' L'UNICO MODO PER MANTENERE LA PACE ---- ( GEORGE WASHINGTON )
  • QUANDO LA GUERRA SARA' FINITA, LI COSTRINGEREMO A PENSARE COME NOI, ANCHE PERCHE' SARANNO FINANZIARIAMENTE NELLE NOSTRE MANI -- ( WOODROW WILSON )
  • CI SONO DUE MODI DI FARE IL POLITICO: SI PUO' VIVERE "PER" LA POLITICA OPPURE SI PUO' VIVERE "DELLA" POLITICA ---- ( MAX WEBER )
  • VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, MA NON ABBIAMO LO STESSO ORIZZONTE ---- ( ADENAUER )
  • LA CATTIVERIA DEI BUONI E' PERICOLOSISSIMA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA DIGNITA' NON CONSISTE NEL POSSEDERE GLI ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI ---- ( ARISTOTELE )
  • IO SONO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI USA, PRIMA ANCORA DI SAPERE COME LA PENSANO ---- ( BERLUSCONI )
  • L'INTER E' COME IL COMUNISMO, UNA BELLA IDEA REALIZZATA MALE ---- ( BERTINOTTI )
  • L'ECONOMIA POLITICA E' IL CODICE DELL'USURA ---- ( LOUIS BLANQUI )
  • LO STATO SONO IO ---- ( LUIGI XIV di BORBONE )
  • IL PROBLEMA DELLE LIBERE ELEZIONI E' CHE NON PUOI SAPERE CHI LE VINCERA' ---- ( BREZNEV )
  • VORREI FARE IL FANNULLONE MA NON CI RIESCO ---- ( RENATO BRUNETTA )
  • INNOVARE NON VUOL DIRE RIFORMARE ---- ( EDMUND BURKE )
  • QUESTA RIFORMA E' UNA PUTTANATA, MI FA SCHIFO, MA VOTERO' SI ---- ( MASSIMO CACCIARI )
  • LA LIBERTA' E' COME L'ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE ---- ( PIERO CALAMANDREI )
  • BERLUSCONI TRATTA GLI ALLEATI COME UN PADRONE DEL SETTECENTO TRATTAVA GLI SCHIAVI ---- ( PIER FERDINANDO CASINI )
  • NOI SOCIALISTI ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE NEL SOTTOVALUTARE LA FORZA DEL NAZIONALISMO E DELLA RELIGIONE -- ( FIDEL CASTRO )
  • I LADRI DI BENI PRIVATI PASSANO LA VITA IN CARCERE E IN CATENE, QUELLI DI BENI PUBBLICI NELLE RICCHEZZE E NEGLI ONORI -- ( CATONE )
  • LA STORIA SARA' GENTILE CON ME, POICHE' INTENDO SCRIVERLA ---- ( CHURCHILL )
  • SIAMO SCHIAVI DELLA LEGGE PER POTER ESSERE LIBERI ---- ( CICERONE )
  • NON USARE ARCO E FRECCIA PER UCCIDERE UNA ZANZARA ---- ( CONFUCIO )
  • QUESTA E' LA RICETTA DEMOCRATICA: SPEGNERE LA FIAMMA PRIMA CHE DIVAMPI L'INCENDIO ---- ( FRANCESCO COSSIGA
  • DOBBIAMO USARE IL TEMPO COME UNO STRUMENTO, NON COME UNA POLTRONA ---- ( CRAXI )
  • LA CALUNNIA SDEGNA I MEDIOCRI, SI AFFERRA AI GRANDI ---- ( FRANCESCO CRISPI )
  • PER GLI AMERICANI LA PACE E' QUELL'INTERVALLO DI TEMPO CHE SERVE A RICARICARE IL BAZOOKA ---- ( MAURIZIO CROZZA )
  • NIENTE RAFFORZA L'AUTORITA' QUANTO IL SILENZIO ---- ( DE GAULLE )
  • IO DI BERLUSCONI MI FIDO: CREDO PROPRIO CHE SIA SINCERO, QUANDO DICE DI VOLERE FARE LE RIFORME ---- ( D'ALEMA )
  • QUI A SALERNO VOTANO ANCHE LE PIETRE ---- ( VINCENZO DE LUCA )
  • A DUE ANNI PER FARE MANI PULITE E QUATTRO PER DIFENDERMI DALLE CONSEGUENZE ---- ( DI PIETRO )
  • IL POTERE HA UN SOLO DOVERE: ASSICURARE LA SICUREZZA SOCIALE ALLA GENTE ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • LA POLITICA E' PIU' DIFFICILE DELLA FISICA ---- ( EINSTEIN )
  • E ALLORA, SIAMO PADRONI DI UNA BANCA? ---- ( PIERO FASSINO )
  • IL GENIO SENZA FORMAZIONE E' COME ARGENTO IN MINIERA ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • PER NOI DI PIETRO E' UN MITO! ---- ( MAURIZIO GASPARRI )
  • OCCHIO PER OCCHIO E IL MONDO DIVENTA CIECO ---- ( GHANDI )
  • CARLO MARX E' STATO MANDATO IN SOFFITTA ---- ( GIOLITTI )
  • QUAL'E IL MIGLIOR GOVERNO? QUELLO CHE CI INSEGNA A GOVERNARCI DA SOLI ---- ( GOETHE )
  • PER NON CONOSCERE LA STORIA NON SERVE PIU' BRUCIARE I LIBRI, BASTA FAR PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE ---- ( BEPPE GRILLO )
  • MOLTO PIU' DECISIVA E MOLTO PIU' DUREVOLE DI TUTTO L'ORO CHE SI PUO' ACCUMULARE E' LA GRATITUDINE DI UN POPOLO ---- ( CHE GUEVARA )
  • LE DUE VIRTU' CARDINALI IN GUERRA SONO LA FORZA E LA FRODE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA GUERRA E' UN CASTIGO TANTO PER CHI LA INFLIGGE QUANTO PER COLUI CHE LA PATISCE ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • IO SONO UN IDEALISTA SENZA ILLUSIONI ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON CI PUO' ESSERE UNA CRISI LA SETTIMANA PROSSIMA. LA MIA AGENDA E' GIA' PIENA ---- ( HENRY KISSINGER )
  • LA FIDUCIA E' BENE, IL CONTROLLO E' MEGLIO ---- ( LENIN )
  • UNA VOLTA DECISO CHE UNA COSA PUO' E DEVE ESSERE FATTA, BISOGNA SOLO TROVARE IL MODO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI ---- ( TITO LIVIO )
  • UN'IDEA CHE NON TROVA POSTO A SEDERE E' CAPACE DI FARE LA RIVOLUZIONE ---- ( LEO LONGANESI )
  • PUO' LA DISCIPLINA NELLA GUERRA PIU' CHE IL FURORE ---- ( MACHIAVELLI )
  • NEL NOSTRO PAESE PRIMA SI VA IN PRIGIONE E DOPO SI DIVENTA PRESIDENTI ---- ( NELSON MANDELA )
  • NEL GRANDE FIUME DELLA CONOSCENZA UMANA TUTTO E' RELATIVO E NESSUNO PUO AFFERRARE LA VERITA' ASSOLUTA ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NULLA AL MONDO E' PIU' PERICOLOSO CHE UN'IGNORANZA SINCERA E UNA STUPIDITA' COSCENZIOSA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • COLORO CHE LAVORANO, NON GUADAGNANO, E QUELLI CHE GUADAGNANO NON LAVORANO ---- ( KARL MARX )
  • NON SO DOVE CAPITO.PUO' DARSI IN QUARTA FILA. L'IMPORTANTE E' SEDERSI. NON PERDERE MAI LA SEDIA ---- ( MASTELLA )
  • LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE ---- ( MONTESQUIEU )
  • CHE MONOTONIA AVERE UN POSTO FISSO PER TUTTA LA VITA ---- ( MARIO MONTI )
  • L'INGRATITUDINE E' UN MODO COME UN ALTRO PER PAGARE I DEBITI. ED E' IL PREFERITO PERCHE' COSTA MENO ---- ( CESARE MORI )
  • LA VERA LIBERTA' SI VIVE FATICOSAMENTE TRA CONTINUE SFIDE ---- ( ALDO MORO )
  • OGNI RIVOLUZIONARIO A UN CERTO PUNTO DIVENTA CONSERVATORE ---- ( MUSSOLINI )
  • DAL SUBLIME AL RIDICOLO VI E' APPENA UN PASSO ---- ( NAPOLEONE )
  • IN ITALIA QUANDO UNA COSA NON E' PIU' PROIBITA DIVENTA OBBLIGATORIA ---- ( PIETRO NENNI )
  • UNO DEGLI SVANTAGGI DEL NON FARE POLITICA E' CHE SI FINISCE PER ESSERE GOVERNATI DA PROPRI INFERIORI ---- ( PLATONE )
  • LE GUERRE SI FANNO PER CREARE DEBITI. LA GUERRA E' IL SABOTAGGIO MASSIMO, IL SABOTAGGIO PIU' ATROCE ---- ( EZRA POUND )
  • L'EURO SARA' LA NOSTRA RICCHEZZA! ---- ( PRODI )
  • "ANDAVAMO E DICEVAMO: PRESIDENTE, SIAMO NOI DUE, QUANTO CI MOLLA?"-- ( ANTONIO RAZZI )
  • FIGLIOLO, LA SINCERITA' IN POLITICA E' FONDAMENTALE. SE RIESCI A FINGERE DI ESSERE SINCERO C'E' LA FARAI ---- ( RONALD REAGAN )
  • NON SI PORTA LA LIBERTA' SULLA PUNTA DELLE BAIONETTE ---- ( ROBESPIERRE )
  • NON COLPIRE AFFATTO SE CIO' E' DIGNITOSAMENTE EVITABILE; MA SE COLPISCI, COLPISCI SEMPRE DURO ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • PER VINCERE UNA BATTAGLIA, BISOGNA CAPIRE DI ESSERE IN BATTAGLIA ---- ( MATTEO SALVINI )
  • L'IGNORANZA E' UNA COLPA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • COLPISCI UNO PER INSEGNARE A CENTO ---- ( STALIN )
  • CALUNNIATE, CALUNNIATE, QUALCOSA RESTERA' ---- ( VOLTAIRE )
  • LA POLITICA E' LA CULLA DOVE SI SVILUPPA LA GUERRA ---- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • UN METODO INFALLIBILE PER DOMARE UNA TIGRE E' LASCIARE CHE DIVORI QUALCUNO ---- ( ADENAUER )
  • SE FOSSI NATO IN UN CAMPO PROFUGHI DEL LIBANO, FORSE SAREI DIVENTATO ANCH'IO UN TERRORISTA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA GRATITUDINE E' UN SENTIMENTO CHE INVECCHIA PRESTO ---- ( ARISTOTELE )
  • COSA CREDEVA QUELLA PLEBAGLIA EUROPEA, CHE L'EURO FOSSE STATO FATTO PER LA LORO FELICITA'? ---- ( JAQUES ATTALI )
  • I PARTITI DI OGGI SONO MACCHINE DI POTERE E CLIENTELA ---- ( BERLINGUER )
  • ORA BASTA, NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DALLA COMMOZIONE, BUNGA BUNGA PER TUTTI! ---- ( BERLUSCONI )
  • UNO CHE LEGGE MARX DIVENTA LIBERALE SOLO SE RICCO ---- ( BERTINOTTI )
  • IL BELLO DELLA DEMOCRAZIA E' CHE TUTTI POSSONO PARLARE, MA NON OCCORRE ASCOLTARE ---- ( ENZO BIAGI )
  • LA POLITICA NON E' UNA SCIENZA, MA UN ARTE ---- ( BISMARCK )
  • IL SUCCESSO E' IL SOLO INFALLIBILE CRITERIO DI SAGGEZZA PER LE MENTI VOLGARI ---- ( EDMUND BURKE )
  • SE PADRONEGGI L'ARGOMENTO LE PAROLE SEGUIRANNO ---- ( CATONE )
  • IL PREZZO DELLA GRANDEZZA E' LA RESPONSABILITA' ---- ( CHURCHILL )
  • SE VOGLIAMO GODERE DELLA PACE, BISOGNA FARE LA GUERRA ---- ( CICERONE )
  • SE VEDI UN AFFAMATO NON DARGLI DEL RISO: INSEGNALGLI A COLTIVARLO ---- ( CONFUCIO )
  • QUANDO VOGLIO SAPERE COSA PENSA LA FRANCIA, LO CHIEDO A ME STESSO ---- ( DE GAULLE )
  • A DARGLI UN DITO QUELLO TI FREGA UN BRACCIO ---- ( DI PIETRO )
  • IL SUCCESSO E' FIGLIO DELL'AUDACIA ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CHI HA PAZIENZA PUO' AVERE CIO' CHE VUOLE ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • OGNI NAZIONE E' IL COMPLEMENTO DELL'ALTRA ---- ( GHANDI )
  • LA SINISTRA NON E' CAPACE DI GOVERNARE E NON LASCIA GOVERNARE ---- ( GIOLITTI )
  • UN LEADER E' UN VENDITORE DI SPERANZE ---- ( NAPOLEONE )