CONOSCIAMO LA COREA (2°Parte)

L’INDIPENDENZA DELLA COREA DEL SUD

syngman rhee corea del sud
( Syngman Rhee )

Dopo aver illustrato il periodo coloniale giapponese e la guerra di liberazione della Corea, in questo articolo analizzeremo le dinamiche che porteranno alla divisione politica della Corea.

Nel 1948 i popolo coreano dovette rinunciare ad ogni prospettiva di reintegrazione, a causa della Dottrina Truman, che cominciò a polarizzare la politica estera americana in funzione anti-comunista. La prospettiva di una Corea integra avrebbe agevolato le prevalenti formazioni comuniste, collocando il paese all’interno dell’orbita sovietica, sicché gli USA ostacolarono il processo di unificazione, patrocinando l’istituzione della Repubblica di Corea, uno stato sudcoreano indipendente, saldamente collocato sotto la propria influenza strategica. Successivamente all’indipendenza furono indette le prime elezioni, vinte dal presidente provvisorio Syngman Rhee con il 92% dei consensi, un risultato turbato dal clima interno, fortemente ostile ai movimenti socialisti, accusati di essere al soldo dei nordcoreani. Anche lo sfidante di Rhee, Kim Gu, venne accusato di complottare con il governo comunista di Pyongyang, con cui effettivamente dialogava in funzione nazionalista. Il neo-presidente Rhee dominò la tornata elettorale, essenzialmente grazie allo scudo politico americano, a cui si sommava l’appoggio dei ceti notabili sudcoreani, intimoriti dalla retorica comunista.

Il clima interno in Corea del Sud immediatamente dopo le elezioni, cominciò a soffrire la deriva dispotica di Rhee, intenzionato a far terra bruciata attorno ai leader dell’opposizione, i cui leader principali vennero perseguitati ed assassinati, come nel caso di Kim-Gu e Lyuh Woon-Hyung, senza contare le sistematice stragi perpetrate dalle forze di sicurezza contro le ricorrenti insurrezioni popolari, dove i cittadini sudcoreani contestavano apertamente la scelta del governo di rinunciare alla reintegrazione della nazione coreana. Anche Rhee ambiva alla reintegrazione della penisola coreana, tuttavia era ben conscio che il processo sarebbe stato verosimilmente dominato dalla compagine comunista, ben più organizzata, sia politicamente che militarmente. La debolezza militare sudcoreana fu dovuta essenzialmente alla scelta americana di limitare il riarmo, data la forte instabilità interna, che rischiava di precipitare repentinamente in uno stato di vera e propria guerra civile, pertanto Washington preferì organizzare la difesa militare marginalizzando il ruolo dell’esercito locale, avente il potenziale offensivo di una banale forza di polizia, dotata esclusivamente di armi leggere.

LA REAZIONE DELLA COREA DEL NORD

Nel 1946, in Corea del Nord il governo provvisorio guidato da Kim il-Sung, attendeva l’avvio dell’iter di integrazione patrocinato dal leader nazionalista Kim-Gu, confidando nel rispetto degli accordi siglati dalle potenze alleate nel vertice del Cairo del 1943, che garantivano la nascita di uno stato coreano libero ed indipendente. Nel 1947 in Corea del Nord si tennero le prime elezioni dominate dal Partito dei Lavoratori Coreani (PLC), capace di conquistare circa il 58% dei consensi. I rapporti di forza nel PLC premiavano la leadership di Kim il-Sung, favorita dall’appoggio determinante dei militari, mentre l’ala civile del partito preferiva supportare Pak Hon-Yong e Kim Tu-Bong, la cui rilevanza politica era tuttavia circoscritta alla sola realtà sudcoreana. Kim il-Sung continuò a godere dell’appoggio dei ranghi militari, grazie agli ottimi rapporti instaurati con i vertici dell’armata rossa sovietica nel corso della guerra, che agevolarono l’afflusso di mezzi militari pesanti, con cui riuscì a strutturare un potenziale militare decisamente superiore a quello sudcoreano. La Corea del Nord, al contrario della Corea del Sud, poteva contare su un solido apparato militare, composta in larga parte da veterani della resistenza anti-giapponese, addestrati da ufficiali dell’armata rossa sovietica, da cui ricevette ingenti forniture militari pesanti, dagli obici ai carri armati, passando per i primi caccia a reazione Mig-15.

kim il-sung corea del nord
( Kim il-Sung )

 

Dinnanzi all’indipendenza della Corea del Sud, i nordcoreani reagirono proclamando la nascita della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDK), con capitale provvisoria Pyongyang, in attesa del trasferimento a Seul, considerata capitale della futura Corea unificata. Kim il-Sung, conscio della supremazia militare nordcoreana, cominciò a considerare un operazione militare finalizzata a reintegrare la penisola coreana, chiedendo, ed ottenendo, dopo lunghe trattative l’assenso della URSS di Stalin, che garantì sostegno indiretto ad un eventuale invasione della Corea del sud, a condizione che la riluttante Cina di Mao garantisse il proprio appoggio diretto all’intervento. Stalin e Mao, nonostante diffidassero dei piani di Kim il-Sung, li assecondarono lo stesso, confidando in una blanda resistenza americana, data la prevalenza numerica del blocco comunista nella regione, mentre intanto i sovietici cominciavano a colmare il gap nucleare con gli Stati Uniti.

Nel 1949, sia i sovietici che gli americani cominciarono a smobilitare i propri contingenti militari dalla penisola coreana, nonostante lungo il confine del 38° parallelo si verificassero regolarmente incidenti di frontiera tra le forze dei due regimi coreani. Gli USA non consideravano queste manovre come il preludio ad un operazione militare nordcoreana su vasta scala, anche perché in quel periodo stavano tentando di convincere i sudcoreani a convergere su di un iter di integrazione condiviso, a cui tuttavia Rhee continuava ad opporsi.

LA GUERRA DI COREA

Le supposizioni americane crollarono repentinamente il 25 Giugno del 1950, quando Kim il-Sung ordinò l’invasione della Corea del Sud, una data che vendicava simbolicamente l’abolizione del Partito Comunista Coreano disposta precedentemente dal presidente Rhee, costretto a fuggire da Seul dopo solo tre giorni di combattimenti, ma non prima di aver ordinato l’esecuzione sommaria di tutti i suoi nemici politici. La travolgente avanzata nordcoreana sbaraglio le deboli difese sudcoreane, spiazzando il contingente militare statunitense, mentre intanto a New York si riuniva d’urgenza il Consiglio di Sicurezza ONU, dove si registrò un paradossale smacco diplomatico che cambiò le sorti del conflitto, permettendo agli USA di ottenere un mandato sulla crisi coreana, agevolato dalla paradossale scelta della delegazione sovietica di abbandonare i lavori a causa della mancata presenza della Cina comunista. L’assenza sovietica in Consiglio di sicurezza permetterà agli USA di scavalcare lo scontato veto di Mosca a qualsiasi intervento internazionale in Corea.

Corea 38° parallelo
( Corea divisa sul 38° parallelo )

Successivamente al mandato ONU, il Presidente USA, Truman ordina i primi bombardamenti sulla Corea del Nord, che intanto dilagava in Corea del Sud, travolgendo il modesto contingente militare americano. Gli USA riusciranno a riprendere il controllo della situazione solo dopo l’allestimento di una coalizione internazionale, a cui aderirono paesi alleati come il Regno Unito, il Canada, l’Australia, il Sudafrica, la Francia, la Thailandia e la Turchia, coordinati dal generale MacArthur. Le forze della coalizione internazionale si attestarono nella regione provincia di Busan, dove sorgeva l’unico porto strategico ancora sotto il controllo degli americani. Anche nel cielo gli Stati Uniti incontrarono parecchie difficoltà contro l’aviazione militare nordcoreana, dotata dei modernissimi Mig-15 sovietici, impegnati nelle prime battaglie aeree tra caccia turbogetto.

L’INTERVENTO DELLA CINA

Con l’ingresso degli americani, la situazione venne ribaltata nel giro di due mesi, grazie ad una serie di formidabili strategie militari finalizzate ad interrompere le linee di rifornimento nordcoreane all’altezza di Seul, dove venne organizzato un efficacacissimo sbarco che costrinse l’esercito della Corea del Nord a ripiegare repentinamente, agevolando la controffensiva della coalizione internazionale. L’avanzata americana una volta liberata l’intera Corea del Sud, continuò oltrepassando il confine del 38° parallelo occupando Pyongyang, costringendo alla fuga il governo comunista. Dinnanzi alla prepotente avanzata americana, Kim il-Sung richiese l’intervento della Cina, che rispose positivamente dislocando un poderoso contingente militare a ridosso del confine con la Corea, mentre intanto Mao cercava di dissadere gli USA dall’avanzare ulteriormente verso nord, minacciando di intervenire nel caso in cui gli americani si fossero presentati sul loro confine. I cinesi temevano che la presenza americana in Corea li avrebbe presto o tardi indotti a rovesciare il loro governo, restaurando il governo nazionalista riparato precedentemente a Taiwan.

kim il-sung mao corea del nord cina
( Kim il-Sung e Mao )

Malgrado le minacce cinesi, gli americani continuarono ad avanzare, convinti dell’incapacità dell’esercito popolare di Mao di reggere un nuovo conflitto, sicché il generale MacArthur continuò ad avanzare giungendo a ridosso dei confini cinesi, scatenando la reazione dell’esercito cinese, supportata indirettamente dall’URSS, che continuò a mantenere un basso profilo. L’oceanica controffensiva cinese sbaragliò le forze americane, costringendole a ripiegare riconsegnando Seul nuovamente alla coalizione comunista. Il generale MacArthur dinnanzi alla superiorità numerica sino-coreana, valutò persino il ricorso all’arma nucleare, tuttavia la paura di allargare il conflitto indusse il presidente americano Truman ad esonerarlo dal comando, sostituendolo con il più moderato generale Ridgway, scelta che deluse il presidente sudcoreano Rhee, che confidava nell’occupazione della Corea del Nord. La scelta strategica di Truman risultò azzeccata, in quanto ben presto la travolgente avanzata cinese cominciò a segnare il passo, recedendo progressivamente fino ad attestarsi sul vecchio confine del 38° parallelo, dove venne allestita una linea di difesa fortificata.

IL NEGOZIATO DELL’ARMISTIZIO

Lo stallo militare lungo il 38° parallelo agevolò la soluzione diplomatica avanzata dall’URSS, che dalla guerra traeva un duplice obiettivo, il ridimensionamento delle ambizioni della Cina di Mao e il deperimento delle forze americane, costrette a sobbarcarsi il carico di un nuovo conflitto, che drenava risorse dal teatro europeo. La guerra di Corea indebolì tutti gli attori coinvolti, senza maturare alcun vantaggio sostanziale, fatta eccezione per l’Unione Sovietica, premiata dalla lungimirante strategia di Stalin, abile nel sostenere la coalizione sino-coreana, senza tuttavia invischiarsi in un conflitto su larga scala con gli USA. Stalin subordinò la retorica ideologica comunista ai suoi obiettivi strategici, assicurando comunque una determinate linea di rifornimento agli alleati, che permise loro di tenere testa alle forze della coalizione americana.

Nel 1951, Cina e USA avviarono i primi negoziati, culminati con un armistizio che sanciva la restaurazione dei due stati coreani, divisi nuovamente dal confine fittizio del 38° parallelo, dove venne istituita una zona demilitarizzata. L’esito dei negoziati accontentò sia gli USA che la Cina, deludendo profondamente le ambizioni egemoniche dei due regimi coreani, costretti a recedere alla prospettiva di riunificare il paese, oramai ancorato alle logiche della guerra fredda. Il popolo coreano dovette rinunciare alla reintegrazione nazionale, ritrovandosi ancora una volta subordinato ad interessi stranieri, occultati da una pesante cortina ideologica che esasperò i rapporti tra i due regimi coreani, al punto da impedirgli di stipulare un accordo di pace definitivo, cha manca tutt’oggi. L’armistizio venne contestato apertamente dal presidente sudcoreano Rhee, che dopo aver minacciato una paradossale espulsione dell’esercito americano, si rifiuto di firmare l’atto di tregua, sottoscritto in sua vece dagli USA, in qualità di paese guida della coalizione internazionale ONU. L’armistizio firmato nel 1953 imponeva l’obbligo per le due coree di non dislocare nuovi armamenti, vincolo finalizzato ad impedire il posizionamento di armi nucleari.

IL DOPOGUERRA DEI DUE REGIMI COREANI

Al termine della guerra l’impopolarissimo presidente sudcoreano Rhee, ne approfittò per estendere i suoi poteri proponendo una contestatissima riforma costituzionale, affossata dall’Assemblea Nazionale. La bocciatura della riforma provocò l’ira del presidente sudcoreano, che non esitò ad ordinare l’arresto dei parlamentari a lui ostili, confermando il suo approccio autocratico, simile a quello che caratterizzava il regime nordcoreano di Kim il-Sung. Rhee riuscì a confermare la sua leadership dominando elezioni farsa, che gli attribuivano regolarmente più del 90% dei consensi, rendendo la Corea del Sud un autocrazia che nulla aveva a che fare con gli standard democratici che legittimavano la presenza USA nel paese.

In Corea del Nord invece, la fine della guerra venne accolta come una vittoria da Kim il-Sung, uscito fuori da un conflitto che dopo le iniziali vittorie rischiava di porre fine al suo regime. Successivamente alla stipula dell’armistizio Kim disporrà l’arresto dei suoi avversari interni al PLC, come Pak Hon-Yong, accusato di essere troppo legato agli ambienti democratici sudcoreani. La governance nordcoreana plasmò la struttura politico-economica del paese sugli standard collettivistici sovietici, mantenendosi tuttavia equidistante dal dualismo sino-russo, agevolando il consolidamento della leadership di Kim il-Sung, sul cui prestigio si costruì un vero e proprio culto della personalità staliniano, ben più forte di quello che Mao stava strutturando in Cina.

L’EGEMONIA POLITICA DI KIM IL-SUNG

Successivamente alla dipartita di Stalin, gli effetti della destalinizzazione inaugurata da Kruscev riverberarono i suoi effetti anche sulla leadership di Kim il-Sung, accusato di distorcere la dottrina marxista, tuttavia queste prese di posizioni diedero al leader nordcoreano la scusa per una nuova epurazione all’interno del PLC, dove vennero epurate la componente più legate alle posiziono straniere, accusate di voler assoggettare la Corea del Nord agli interessi stranieri. L’espulsione delle fazoni filo-cinesi e filo-sovietiche, pose le basi della dottrina patriottiche “Juche”, un ideologia plasmata da Kim il-Sung che affermava il primato della Corea, da perseguire mediante una forma autarchica di socialismo, sganciata dalle contaminazioni straniere e fondata sul principi di indipendenza e autosufficienza. Il Partito dei Lavoratori Coreani, si distinse dagli altri partiti comunisti, per la particolare attenzione che attribuiva all’istruzione, da cui dipendeva la mobilitazione popolare verso il socialismo, a riprova di tale sensibilità, nel PLC oltre alla tradizionale falce e martello trovava spazio anche il tradizionale pennello calligrafico, simbolo del riscatto intellettuale delle masse proletarie.

propaganda kim il-sung culto personalità
( Propaganda nordcoreana di Kim il-Sung )

Nel 1958, la consolidata leadership interna di Kim il-Sung convinse la Cina di Mao, a ritirare il proprio contingente militare, restituendo alla Corea del Nord la piena sovranità. La mossa cinese venne considerata come una debolezza dagli USA che ne approfittarono per dislocare armi nucleari in Corea del Sud, in aperta violazione del trattato di armistizio. La strategia americana esasperò nuovamente il clima nella penisola coreana, provocando la rimilitarizzazione del versante nordcoreano, dove il gap nucleare con gli USA venne colmato con il dislocamento di un vasto dispositivo militare convenzionale lungo il confine del 38° parallelo, anche se va segnalato il l’effimero tentativo di ottenere tecnologia nucleare da URSS e Cina.

LO SFALDAMENTO DELLA DITTATURA DI RHEE

Mentre gli USA consolidavano la loro posizione militare in Corea del Sud, la posizione del presidente Rhee cominciava a scricchiolare, a causa dello stato di polizia che aveva introdotto nel paese, che rendeva impossibile la vita alle opposizioni, tacciate regolarmente di comunismo. Il clima interno precipitò in conseguenza allo scandalo delle elezioni truccate del 1956, quando le forze di opposizione organizzarono una serie di proteste popolari, che non si arrestarono neanche dinnanzi all’approccio efferato che le forze di polizia tenevano, in ottemperanza della legge marziale promulgata dal presidente Rhee, costretto comunque a fuggire in esilio negli USA, dopo anni di dittatura incontrastata.

Successivamente alla fuga di Rhee, l’opposizione patrocinò la riforma della costituzione sudcoreana, strutturandola in senso parlamentare. Per la prima volta l’opposizione di sinistra ebbe modo di partecipare alla vita politica del paese, eleggendo il primo ministro Myon, responsabile dell’epurazione dei burocrati e degli ufficiali compromessi con il regime di Rhee. Il governo Myon pianificò addirittura un controverso piano economico quinquennale di ispirazione socialista che allertò l’establishment militare, preoccupato dalle imprevedibili conseguenze di un corso politico ideologicamente contiguo al regime nordcoreano.

LA GIUNTA MILITARE SUDCOREANA

La minaccia di un governo comunista, nel 1961 convinse i militari ad operare un colpo di stato, propedeutico alla restaurazione della costituzione presidenziale, stilata su indicazione del generale Park Chung-Hee, eletto presidente nel 1963. Il neo-presidente sudcoreano rassicurò gli USA legittimando politicamente e giuridicamente la permanenza delle loro forze militari di occupazione, firmando un trattato di mutua difesa. Il consolidamento delle relazioni con gli Stati Uniti venne ricompensato con ingenti aiuti finanziari, determinanti per il progresso economico della Corea del Sud, che successivamente si avvalse dell’intermediazione di Washington per riconciliarsi con gli storici nemici giapponesi.

Park Chung-Hee corea del sud
( Park Chun-Hee )

Negli anni settanta la Corea del Sud sostenne attivamente l’intervento militare americano in Vietnam, dove la trionfante avanzata dei Vietcong galvanizzava il leader nordcoreano Kim il-Sung, che tentò inutilmente di coinvolgere i cinesi in una nuova campagna militare sudcoreana. Malgrado ciò, nel 1968 i nordcoreani approfittarono dell’impegno americano in Vietnam per infiltrare in Corea del Sud un commando incaricato dell’assassinio del presidente sudcoreano Park, scampato fortunosamente al tentato assalto del palazzo presidenziale. Successivamente all’operazione i sudcoreani organizzarono una rappresaglia simile a danno di Kim il-Sung, salvo cancellarla qualche anno dopo, in seguito alla distensione delle relazioni bilaterali tra i due regimi coreani, disposti addirittura a discutere nuovamente dei presupposti di un futuro iter di reintegrazione politica condiviso, da sviluppare senza il coinvolgimento di attori internazionali.

Nel 1979, questa scelta, sommata all’approccio autocratico del presidente sudcoreano Park, destabilizzò il clima interno, deteriorando i rapporti con gli USA ed i servizi segreti, che ne commissionarono l’assassinio, ricollocando la Corea del Sud su di un corso stabile e prevedibile, stavolta agganciato su di un reale binario democratico. Nello stesso periodo in Corea del Nord, Kim il-Sung comincerà a spianare l’ascesa politica di suo figlio Kim Jong-il, che coniugava la sua vita di operaio a quella di futuro leader del PLC.

CONCLUSIONI

Gli interessi geopolitici successivi alla seconda guerra mondiale lasciano la Corea in balia di USA e URSS, vanificando il prospettato iter di reintegrazione della penisola coreana. In particolar modo gli USA favoriranno con ogni mezzo l’indipendenza della Corea del Sud, sostenendo l’ascesa di Syngman Rhee, protagonista di un corso politico autocratico, corrotto e fortemente anti-comunista. I sovietici dal canto loro, contavano sul preponderante peso dei comunisti coreani dando per scontata l’integrazione di un futuro stato coreano unificato, dominato da una compagine comunista affiliata al blocco socialista internazionale. Una Corea riunificata avrebbe premiato inesorabilmente l’URSS, costringendo gli USA a cedere implicitamente al blocco sovietico il controllo di una regione strategica.

Successivamente all’indipendenza sudcoreana Kim il-Sung predisporrà un piano di annessione, sottoposto al vaglio dei suoi sponsor regionali, per niente allettati dalla prospettiva di una nuova guerra, dopo il devastate secondo conflitto mondiale. Nello specifico Stalin non poteva permettersi una mobilitazione di massa in Asia, senza scoprirsi in Europa, mentre la Cina avrebbe preferito riservare le proprie forze militari per sferrare l’attacco decisivo sui nazionalisti di Taiwan, anche se la prospettiva di una Corea americanizzata a due passi da Pechino preoccupava considerevolmente Mao, che alla fine cedette alle pressioni di Kim il-Sung, a cui rimaneva grato per l’apporto che la resistenza coreana fornì in occasione del conflitto contro i giapponesi ed i nazionalisti cinesi.

La rischiosa strategia nordcoreana senza il sostegno cinese non avrebbe potuto far fronte alla controffensiva americana, arrestata proprio dall’oceaniche masse militari cinesi. I sovietici invece preferirono mantenere un basso profilo, limitandosi a fornire un supporto indiretto, che alla fine risulterà vincente sul piano geopolitico, permettendo a Stalin di evitare un confronto diretto con gli USA, ottenendo tempo prezioso per mettere a punto il proprio arsenale nucleare, disinnescando al contempo le ambizioni della Cina di Mao, costretta a dare fondo alle proprie capacità in Corea.

Il post-guerra permise alle due coree di stabilizzarsi, il Sud sotto l’autocrazia di Rhee ed il Nord con sotto la dittatura comunista di Kim il-Sung, due regimi ideologicamente distanti, ma contraddistinti da una prassi dispotica che si autoalimentava parallelamente agli sviluppi della guerra fredda. Negli anni a seguire la precaria base di potere di Rhee si sfaldò, permettendo all’opposizione di sinistra di conquistare il potere inaugurando un corso politico moderatamente contiguo a quello in auge in Corea del Nord, suscitando la reazione degli USA, i quali ispireranno il colpo di stato militare del generale Park, lasciando percepire ai nordcoreani un clima interno favorevole ad un loro colpo di mano, agevolato dalle difficoltà internazionali che gli USA si ritrovavano a gestire in Vietnam. I tentativi di destabilizzazione nordcoreana si svilupparono autonomamente, senza l’assenso della Cina, risolutamente contraria a qualsiasi azione militare in Corea del Sud, dove gli americani mantennero una condotta estremamente pragmatica, evitando di raccogliere le reiterate provocazioni nordcoreane.

kim il-sung kim jong-il corea del nord
( Kim Jong-il e Kim il-Sung )

Kim il-Sung dovette pertanto accontentarsi dello status-quo, consolidando la propria base di potere, agevolando l’ascesa politica di suo figlio Kim Jong-il, alla guida di un regime che doveva abituarsi a governare uno stato d’emergenza perenne, mentre intanto in Corea del Sud si tentava di avviare un corso democratico reale, seppur subordinato agli interessi strategici americani, che a Seul contavano forse di più di quelli che il frammentato blocco sino-sovietico riusciva ad imporre all’imprevedibile regime di Pyongyang.

PS:

Segue 3° parte.

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  • LA GUERRA RIMANE IL PIU' GRANDE FALLIMENTO UMANO ---- ( JOHN KENNETH GALBRIGHT )
  • LA FORZA NON DERIVA DALLA CAPACITA' FISICA, DERIVA DA UNA VOLONTA' INDOMITA ---- ( GHANDI )
  • QUANDO SI VA IN CUCINA, BISOGNA PUR CUCINARE CON GLI INGREDIENTI CHE SI TROVANO ---- ( GIOLITTI )
  • IL REALISMO E' IL TRATTO OBBLIGATORIO DI OGNI POLITICO ---- ( MICHAIL GORBACEV )
  • LA MASSONERIA E' STATO L'UNICO PARTITO REALE ED EFFICENTE CHE LA CLASSE BORGHESE HA AVUTO PER LUNGO TEMPO ---- ( GRAMSCI )
  • I MAFIOSI NON HANNO PAURA DEL CARCERE; I MAFIOSI HANNO PAURA CHE NOI GLI METTIAMO LE MANI NELLE LORO TASCHE ---- ( PIETRO GRASSO )
  • COMBATTERE UNA BATTAGLIA E' BELLO. CHE SI PERDA O CHE SI VINCA RIMANE IL GUSTO DI AVERCI PROVATO ---- ( BEPPE GRILLO )
  • LA RIVOLUZIONE NON E' UNA MELA CHE CADE QUANDO E' MATURA, DEVI FARLA CADERE ---- ( CHE GUEVARA )
  • L'INTERESSE E LA PAURA SONO I PRINCIPI DELLA SOCIETA' ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA PACE E LA TOLLERANZA SONO LE NOSTRE POLITICHE MIGLIORI, VORREI TANTO CHE CI FOSSE CONCESSO PERSEGUIRLE -- ( THOMAS JEFFERSON )
  • UN CRETINO E' UN CRETINO. DUE CRETINI SONO DUE CRETINI. DIECIMILA CRETINI SONO UN PARTITO POLITICO ---- ( KAFKA )
  • L'UMANITA' DEVE PORRE FINE ALLA GUERRA, O LA GUERRA PORRA' FINE ALL'UMANITA' ---- ( JOHN KENNEDY )
  • IL 90% DEI POLITICI ROVINA LA REPUTAZIONE DEL RESTANTE 10% ---- ( HENRY KISSINGER )
  • ECCO, NEL GIORNO DELLA VITTORIA DELL'INTER IO SONO IL MOURINHO DELLA DIFESA ---- ( IGNAZIO LA RUSSA )
  • LA LIBERTA' E' PREZIOSA, COSI' PREZIOSA CHE DOVREBBE ESSERE RAZIONATA ---- ( LENIN )
  • NON STO SCONFIGGENDO I MIE NEMICI RENDENDOLI MIEI AMICI ? ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • NESSUNA LEALTA' E' DOVUTA AD UN TRADITORE ---- ( TITO LIVIO )
  • CHI ROMPE NON PAGA E SI SIEDE AL GOVERNO ---- ( LEO LONGANESI )
  • GOVERNARE E' FAR CREDERE ---- ( MACHIAVELLI )
  • BISOGNA ASPETTARSI DI TUTTO IN POLITICA, DOVE TUTTO E' PERMESSO, FUORCHE LASCIARSI COGLIERE DI SORPRESA ---- ( CHARLES MAURRAS )
  • LA NOSTRA GLORIA NON STA NEL NON CADERE MAI, MA NEL RISOLLEVARCI OGNI VOLTA CHE CADIAMO ---- ( NELSON MANDELA )
  • LA CRITICA VA FATTA A TEMPO; BISOGNA DISFARSI DEL BRUTTO VIZIO DI CRITICARE DOPO ---- ( MAO TSE TUNG )
  • E' SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER FARE LA COSA GIUSTA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • IL POTERE POLITICO E' IL POTERE DI UNA CLASSE, ORGANIZZATO PER OPPRIMERNE UN'ALTRA ---- ( KARL MARX )
  • SE SI VOTA ALMENO NON FINISCO IN GALERA ---- ( CLEMENTE MASTELLA )
  • LA COSCIENZA DELL'UMANITA' E' SUPREMA SU TUTTI I GOVERNI: ESSI DEVONO ESSERNE INTERPRETI, O NON SONO LEGITTIMI ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • CON LE ARMI NUCLEARI, NON CI SARA' TEMPO DI IMPARARE. UN SOLO ERRORE BASTA A DISTRUGGERE NAZIONI INTERE ---- ( ROBERT MCNAMARA )
  • UN IMPERO FONDATO DALLE ARMI DEVE REGGERSI CON LE ARMI ---- ( MONTESQUIEU )
  • QUAL'E' LA MANIFESTAZIONE PIU' CONCRETA DEL SUCCESSO DEL'EURO? LA GRECIA ---- ( MARIO MONTI )
  • NON SI DEVE TEMERE LA GUERRA, LA SI DEVE ODIARE ---- ( CESARE MORI )
  • PER FARE LE COSE, OCCORRE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE ---- ( ALDO MORO )
  • IL FONDAMENTO ESSENZIALE DI UNA SOCIETA' SANA E' L'EQUA SPARTIZIONE DEI BENI ---- ( TOMMASO MORO )
  • LA LEGALITA' E IL DIRITTO SONO LE PIETRE FONDANTI DELLA PACE INTERNAZIONALE E DELLA STABILITA' ---- ( GIORGIO NAPOLITANO )
  • COLORO CHE VOGLIONO INGANNARE I POPOLI E GOVERNARLI AD ESCLUSIVO LORO VANTAGGIO HANNO INTERESSE A MANTENERLI NELL'IGNORANZA -- ( NAPOLEONE )
  • IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO ---- ( PIETRO NENNI )
  • CHIUNQUE PENSI CHE POSSA CANDIDARMI A QUALUNQUE COSA CHE INIZI IN QUALUNQUE ANNO E' FUORI DI MELONE --- ( NIXON )
  • FATE SOLDI, SE POTETE IN MANIERA ONESTA, ALTRIMENTI COMUNQUE ---- ( ORAZIO )
  • IL MODO PIU' RAPIDO PER PORRE FINE AD UNA GUERRA E' PERDERLA ---- ( GEORGE ORWELL )
  • SE ABBIAMO DEGLI ATTACCHI MAFIOSI NEGLI USA, NON ANDIAMO MICA A BOMBARDARE L'ITALIA?! ---- ( RON PAUL )
  • LA POLITICA, NELLA COMUNE ACCEZZIONE DEL TERMINE, NON E' ALTRO CHE CORRUZIONE ---- ( PLATONE )
  • LA POLITICA DOVREBBE ESSERE COME LA NAZIONALE: DOVREBBERO SEMPRE GIOCARE I MIGLIORI. MA NON E' MAI COSI' -- ( MICHEL PLATINI )
  • LA PACE VIENE DALLA COMUNICAZIONE ---- ( EZRA POUND )
  • NESSUN PIANO DI BATTAGLIA SOPRAVVIVE ALL'IMPATTO COL NEMICO ---- ( COLLIN POWELL )
  • CON L'EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO, GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU' ---- ( ROMANO PRODI )
  • NOI PERSEGUITEREMO DAPPERTUTTO I TERRORISTI, E QUANDO LI TROVEREMO, LI BUTTEREMO DRITTI NELLA TAZZA DEL CESSO -- ( PUTIN )
  • SONO STATO VARIE VOLTE IN COREA DEL NORD, PRESIDENTE OBAMA, STIA TRANQUILLO, CHE NON C'E' NIENTE DI BOMBA ATOMICA - ( ANTONIO RAZZI )
  • CUBA E' LA PROSSIMA RAMAZZATA DELLA DEMOCRAZIA. E LASCIATEMI DIRE DIRETTAMENTE A FIDEL CASTRO: TU SEI FINITO! ---- ( RONALD REAGAN )
  • ENRICO STAI SERENO. VAI AVANTI. IO MI FIDO DI LETTA, E' LUI CHE NON SI FIDA, NON STO FACENDO MAFRINE PER TOGLIERGLI IL POSTO -- ( RENZI )
  • NOI NON COMBATTIAMO PER QUELLI CHE VIVONO OGGI, MA PER COLORO CHE VERRANNO ---- ( ROBESPIERRE )
  • PIU' CHE LA FINE DELLA GUERRA, VOGLIAMO LA FINE DEI PRINCIPI DI TUTTE LE GUERRE ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • SOLO COLUI CHE NON AGISCE NON COMMETTE ERRORI ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • NESSUNO PUO' GOVERNARE SENZA COLPE ---- ( ANTOINE DE SAINT-JUST )
  • I VERI EUROPEISTI SONO QUELLI CHE RICONOSCONO CHE L'UE DI BANCHIERI, MULTINAZINALI E E BUROCRATI E' LA NEGAZIONE DEI SUOI VALORI ORIGINALI ---- ( SALVINI )
  • IO SONO UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, NON SONO UN SUO DIPENDENTE! ---- ( MICHELE SANTORO )
  • GLI ITALIANI GUADAGNANO NETTO, MA VIVONO LORDO ---- ( GIUSEPPE SARAGAT )
  • LA VERITA' E' CHE SE L'UE CONTINUA CON QUESTE POLITICUCCE, NEL 2050 FORSE CI SARA' LA NATO MA NON L'EUROPA ---- ( HELMUT SCHMIDT )
  • FONDAMENTO DI OGNI SOCIETA' E' LA GIUSTIZIA ---- ( ANTONIO SEGNI )
  • DI PIETRO E' IL PADRE DI BERLUSCONI, LO HA GENERATO UCCIDENDO UNA PARTE DELLA PRIMA REPUBBLICA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • PENSO, COMPAGNI, CHE L'AUTOCRITICA CI E' NECESSARIA COME L'ARIA E COME L'ACQUA ---- ( STALIN )
  • TUTTA L'ARTE DELLA GUERRA SI BASA SULL'INGANNO ---- ( SUN TZU )
  • LA VERITA' SI RAFFORZA CON LA LUCE E CON IL TEMPO, LA MENZOGNA INVECE CON LA FRETTA ED IL MISTERO ---- ( TACITO )
  • CIO' CHE IL VOLGO CHIAMA TEMPO PERSO E' SPESSO TEMPO GUADAGNATO ---- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • SE TUTTO DEVE RIMANERE COM'E, E' NECESSARIO CHE TUTTO CAMBI ---- ( GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA )
  • A PROPOSITO DI POLITICA... CI SAREBE QUALCOSA DA MANGIARE? ---- ( TOTO')
  • E' FALLITA L'IDEA CHE UN PAESE SI GOVERNA COME UN'AZIENDA ---- ( GIULIO TREMONTI )
  • LE CATASTROFI POLITICHE NON VENGONO SE NON IN QUALCHE MODO CONSENTITE O VOLUTE ---- ( FILIPPO TURATI )
  • CI SONO DUE CASI IN CUI NON SI DEVE SPECULARE IN BORSA: QUANDO NON SI HA I SOLDI O QUANDO LI SI HA ---- ( MARK TWAIN )
  • IMPARA AD UBBIDIRE ED IMPARERAI A COMANDARE ---- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' UN ATTO DI FORZA CHE HA LO SCOPO DI COSTRINGERE L'AVVERSARIO A SOTTOMETTERSI ALLA NOSTRA VOLONTA' ---- ( VON CLAUSEWITZ )
  • PREPARARE LA GUERRA E' L'UNICO MODO PER MANTENERE LA PACE ---- ( GEORGE WASHINGTON )
  • QUANDO LA GUERRA SARA' FINITA, LI COSTRINGEREMO A PENSARE COME NOI, ANCHE PERCHE' SARANNO FINANZIARIAMENTE NELLE NOSTRE MANI -- ( WOODROW WILSON )
  • CI SONO DUE MODI DI FARE IL POLITICO: SI PUO' VIVERE "PER" LA POLITICA OPPURE SI PUO' VIVERE "DELLA" POLITICA ---- ( MAX WEBER )
  • VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, MA NON ABBIAMO LO STESSO ORIZZONTE ---- ( ADENAUER )
  • LA CATTIVERIA DEI BUONI E' PERICOLOSISSIMA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA DIGNITA' NON CONSISTE NEL POSSEDERE GLI ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI ---- ( ARISTOTELE )
  • IO SONO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI USA, PRIMA ANCORA DI SAPERE COME LA PENSANO ---- ( BERLUSCONI )
  • L'INTER E' COME IL COMUNISMO, UNA BELLA IDEA REALIZZATA MALE ---- ( BERTINOTTI )
  • L'ECONOMIA POLITICA E' IL CODICE DELL'USURA ---- ( LOUIS BLANQUI )
  • LO STATO SONO IO ---- ( LUIGI XIV di BORBONE )
  • IL PROBLEMA DELLE LIBERE ELEZIONI E' CHE NON PUOI SAPERE CHI LE VINCERA' ---- ( BREZNEV )
  • VORREI FARE IL FANNULLONE MA NON CI RIESCO ---- ( RENATO BRUNETTA )
  • INNOVARE NON VUOL DIRE RIFORMARE ---- ( EDMUND BURKE )
  • QUESTA RIFORMA E' UNA PUTTANATA, MI FA SCHIFO, MA VOTERO' SI ---- ( MASSIMO CACCIARI )
  • LA LIBERTA' E' COME L'ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE ---- ( PIERO CALAMANDREI )
  • BERLUSCONI TRATTA GLI ALLEATI COME UN PADRONE DEL SETTECENTO TRATTAVA GLI SCHIAVI ---- ( PIER FERDINANDO CASINI )
  • NOI SOCIALISTI ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE NEL SOTTOVALUTARE LA FORZA DEL NAZIONALISMO E DELLA RELIGIONE -- ( FIDEL CASTRO )
  • I LADRI DI BENI PRIVATI PASSANO LA VITA IN CARCERE E IN CATENE, QUELLI DI BENI PUBBLICI NELLE RICCHEZZE E NEGLI ONORI -- ( CATONE )
  • LA STORIA SARA' GENTILE CON ME, POICHE' INTENDO SCRIVERLA ---- ( CHURCHILL )
  • SIAMO SCHIAVI DELLA LEGGE PER POTER ESSERE LIBERI ---- ( CICERONE )
  • NON USARE ARCO E FRECCIA PER UCCIDERE UNA ZANZARA ---- ( CONFUCIO )
  • QUESTA E' LA RICETTA DEMOCRATICA: SPEGNERE LA FIAMMA PRIMA CHE DIVAMPI L'INCENDIO ---- ( FRANCESCO COSSIGA
  • DOBBIAMO USARE IL TEMPO COME UNO STRUMENTO, NON COME UNA POLTRONA ---- ( CRAXI )
  • LA CALUNNIA SDEGNA I MEDIOCRI, SI AFFERRA AI GRANDI ---- ( FRANCESCO CRISPI )
  • PER GLI AMERICANI LA PACE E' QUELL'INTERVALLO DI TEMPO CHE SERVE A RICARICARE IL BAZOOKA ---- ( MAURIZIO CROZZA )
  • NIENTE RAFFORZA L'AUTORITA' QUANTO IL SILENZIO ---- ( DE GAULLE )
  • IO DI BERLUSCONI MI FIDO: CREDO PROPRIO CHE SIA SINCERO, QUANDO DICE DI VOLERE FARE LE RIFORME ---- ( D'ALEMA )
  • QUI A SALERNO VOTANO ANCHE LE PIETRE ---- ( VINCENZO DE LUCA )
  • A DUE ANNI PER FARE MANI PULITE E QUATTRO PER DIFENDERMI DALLE CONSEGUENZE ---- ( DI PIETRO )
  • IL POTERE HA UN SOLO DOVERE: ASSICURARE LA SICUREZZA SOCIALE ALLA GENTE ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • LA POLITICA E' PIU' DIFFICILE DELLA FISICA ---- ( EINSTEIN )
  • E ALLORA, SIAMO PADRONI DI UNA BANCA? ---- ( PIERO FASSINO )
  • IL GENIO SENZA FORMAZIONE E' COME ARGENTO IN MINIERA ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • PER NOI DI PIETRO E' UN MITO! ---- ( MAURIZIO GASPARRI )
  • OCCHIO PER OCCHIO E IL MONDO DIVENTA CIECO ---- ( GHANDI )
  • CARLO MARX E' STATO MANDATO IN SOFFITTA ---- ( GIOLITTI )
  • QUAL'E IL MIGLIOR GOVERNO? QUELLO CHE CI INSEGNA A GOVERNARCI DA SOLI ---- ( GOETHE )
  • PER NON CONOSCERE LA STORIA NON SERVE PIU' BRUCIARE I LIBRI, BASTA FAR PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE ---- ( BEPPE GRILLO )
  • MOLTO PIU' DECISIVA E MOLTO PIU' DUREVOLE DI TUTTO L'ORO CHE SI PUO' ACCUMULARE E' LA GRATITUDINE DI UN POPOLO ---- ( CHE GUEVARA )
  • LE DUE VIRTU' CARDINALI IN GUERRA SONO LA FORZA E LA FRODE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA GUERRA E' UN CASTIGO TANTO PER CHI LA INFLIGGE QUANTO PER COLUI CHE LA PATISCE ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • IO SONO UN IDEALISTA SENZA ILLUSIONI ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON CI PUO' ESSERE UNA CRISI LA SETTIMANA PROSSIMA. LA MIA AGENDA E' GIA' PIENA ---- ( HENRY KISSINGER )
  • LA FIDUCIA E' BENE, IL CONTROLLO E' MEGLIO ---- ( LENIN )
  • UNA VOLTA DECISO CHE UNA COSA PUO' E DEVE ESSERE FATTA, BISOGNA SOLO TROVARE IL MODO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI ---- ( TITO LIVIO )
  • UN'IDEA CHE NON TROVA POSTO A SEDERE E' CAPACE DI FARE LA RIVOLUZIONE ---- ( LEO LONGANESI )
  • PUO' LA DISCIPLINA NELLA GUERRA PIU' CHE IL FURORE ---- ( MACHIAVELLI )
  • NEL NOSTRO PAESE PRIMA SI VA IN PRIGIONE E DOPO SI DIVENTA PRESIDENTI ---- ( NELSON MANDELA )
  • NEL GRANDE FIUME DELLA CONOSCENZA UMANA TUTTO E' RELATIVO E NESSUNO PUO AFFERRARE LA VERITA' ASSOLUTA ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NULLA AL MONDO E' PIU' PERICOLOSO CHE UN'IGNORANZA SINCERA E UNA STUPIDITA' COSCENZIOSA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • COLORO CHE LAVORANO, NON GUADAGNANO, E QUELLI CHE GUADAGNANO NON LAVORANO ---- ( KARL MARX )
  • NON SO DOVE CAPITO.PUO' DARSI IN QUARTA FILA. L'IMPORTANTE E' SEDERSI. NON PERDERE MAI LA SEDIA ---- ( MASTELLA )
  • LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE ---- ( MONTESQUIEU )
  • CHE MONOTONIA AVERE UN POSTO FISSO PER TUTTA LA VITA ---- ( MARIO MONTI )
  • L'INGRATITUDINE E' UN MODO COME UN ALTRO PER PAGARE I DEBITI. ED E' IL PREFERITO PERCHE' COSTA MENO ---- ( CESARE MORI )
  • LA VERA LIBERTA' SI VIVE FATICOSAMENTE TRA CONTINUE SFIDE ---- ( ALDO MORO )
  • OGNI RIVOLUZIONARIO A UN CERTO PUNTO DIVENTA CONSERVATORE ---- ( MUSSOLINI )
  • DAL SUBLIME AL RIDICOLO VI E' APPENA UN PASSO ---- ( NAPOLEONE )
  • IN ITALIA QUANDO UNA COSA NON E' PIU' PROIBITA DIVENTA OBBLIGATORIA ---- ( PIETRO NENNI )
  • UNO DEGLI SVANTAGGI DEL NON FARE POLITICA E' CHE SI FINISCE PER ESSERE GOVERNATI DA PROPRI INFERIORI ---- ( PLATONE )
  • LE GUERRE SI FANNO PER CREARE DEBITI. LA GUERRA E' IL SABOTAGGIO MASSIMO, IL SABOTAGGIO PIU' ATROCE ---- ( EZRA POUND )
  • L'EURO SARA' LA NOSTRA RICCHEZZA! ---- ( PRODI )
  • "ANDAVAMO E DICEVAMO: PRESIDENTE, SIAMO NOI DUE, QUANTO CI MOLLA?"-- ( ANTONIO RAZZI )
  • FIGLIOLO, LA SINCERITA' IN POLITICA E' FONDAMENTALE. SE RIESCI A FINGERE DI ESSERE SINCERO C'E' LA FARAI ---- ( RONALD REAGAN )
  • NON SI PORTA LA LIBERTA' SULLA PUNTA DELLE BAIONETTE ---- ( ROBESPIERRE )
  • NON COLPIRE AFFATTO SE CIO' E' DIGNITOSAMENTE EVITABILE; MA SE COLPISCI, COLPISCI SEMPRE DURO ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • PER VINCERE UNA BATTAGLIA, BISOGNA CAPIRE DI ESSERE IN BATTAGLIA ---- ( MATTEO SALVINI )
  • L'IGNORANZA E' UNA COLPA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • COLPISCI UNO PER INSEGNARE A CENTO ---- ( STALIN )
  • CALUNNIATE, CALUNNIATE, QUALCOSA RESTERA' ---- ( VOLTAIRE )
  • LA POLITICA E' LA CULLA DOVE SI SVILUPPA LA GUERRA ---- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • UN METODO INFALLIBILE PER DOMARE UNA TIGRE E' LASCIARE CHE DIVORI QUALCUNO ---- ( ADENAUER )
  • SE FOSSI NATO IN UN CAMPO PROFUGHI DEL LIBANO, FORSE SAREI DIVENTATO ANCH'IO UN TERRORISTA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA GRATITUDINE E' UN SENTIMENTO CHE INVECCHIA PRESTO ---- ( ARISTOTELE )
  • COSA CREDEVA QUELLA PLEBAGLIA EUROPEA, CHE L'EURO FOSSE STATO FATTO PER LA LORO FELICITA'? ---- ( JAQUES ATTALI )
  • I PARTITI DI OGGI SONO MACCHINE DI POTERE E CLIENTELA ---- ( BERLINGUER )
  • ORA BASTA, NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DALLA COMMOZIONE, BUNGA BUNGA PER TUTTI! ---- ( BERLUSCONI )
  • UNO CHE LEGGE MARX DIVENTA LIBERALE SOLO SE RICCO ---- ( BERTINOTTI )
  • IL BELLO DELLA DEMOCRAZIA E' CHE TUTTI POSSONO PARLARE, MA NON OCCORRE ASCOLTARE ---- ( ENZO BIAGI )
  • LA POLITICA NON E' UNA SCIENZA, MA UN ARTE ---- ( BISMARCK )
  • IL SUCCESSO E' IL SOLO INFALLIBILE CRITERIO DI SAGGEZZA PER LE MENTI VOLGARI ---- ( EDMUND BURKE )
  • SE PADRONEGGI L'ARGOMENTO LE PAROLE SEGUIRANNO ---- ( CATONE )
  • IL PREZZO DELLA GRANDEZZA E' LA RESPONSABILITA' ---- ( CHURCHILL )
  • SE VOGLIAMO GODERE DELLA PACE, BISOGNA FARE LA GUERRA ---- ( CICERONE )
  • SE VEDI UN AFFAMATO NON DARGLI DEL RISO: INSEGNALGLI A COLTIVARLO ---- ( CONFUCIO )
  • QUANDO VOGLIO SAPERE COSA PENSA LA FRANCIA, LO CHIEDO A ME STESSO ---- ( DE GAULLE )
  • A DARGLI UN DITO QUELLO TI FREGA UN BRACCIO ---- ( DI PIETRO )
  • IL SUCCESSO E' FIGLIO DELL'AUDACIA ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CHI HA PAZIENZA PUO' AVERE CIO' CHE VUOLE ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • OGNI NAZIONE E' IL COMPLEMENTO DELL'ALTRA ---- ( GHANDI )
  • LA SINISTRA NON E' CAPACE DI GOVERNARE E NON LASCIA GOVERNARE ---- ( GIOLITTI )
  • UN LEADER E' UN VENDITORE DI SPERANZE ---- ( NAPOLEONE )