CONOSCIAMO LA COREA (1° parte)

Quante volte abbiamo sentiamo parlare in Tv o sui giornali della Corea?

Ebbene, così come fatto con la Siria ( Siria 1Siria 2Siria 3Siria 4 ), dedicheremo una serie di articoli per conoscere anche la Corea, provando ad analizzarne le peculiarità storiche e politiche di questo enigmatico paese. Per farci un idea dell’attuale crisi coreana riteniamo indispensabile comprendere il background socio-culturale del popolo coreano, decisamente lontano dagli standard occidentali. Nel dettaglio, approfondiremo la realtà politica aggregata, considerando i presupposti geopolitici che la renderanno un paese diviso e polarizzato ideologicamente.

LA STORIA MODERNA DELLA COREA 

Storicamente la Corea ha prediletto l’isolazionismo, temendo le ingerenze dei potenti suoi potenti vicini, dalla Cina al Giappone, passando per la Russia, tutti paesi dalle spiccate velleità imperialiste. Nel 1800, consequenzialmente alla guerra dell’oppio, anche le potenze occidentali cominciarono ad insidiare la regione asiatica, mettendo in allarme la monarchia coreana, retta dalla dinastia Joseon. I regnanti coreani, per quanto gelosi della propria indipendenza, cominciarono a rettificare la loro politica estera allentando progressivamente il corso isolazionista, dialogando con gli occidentali. Tuttavia nel 1866 la dinastia Joseon, cominciò a mal tollerare la crescente presenza di missionari cattolici francesi, varando misure restrittive nei loro confronti, perseguendo i sudditi che abbandonavano il confucianesimo per il Cristianesimo. Le pesanti vessazioni ai danni della comunità cattolica indusse i francesi ad intervenire militarmente, ponendo fine alle violenze nel paese, senza tuttavia riuscire a detronizzare i Joseon, rimasti saldamente al potere di un paese bramato dalle varie potenze imperialiste, regionali ed occidentali.

All’ingerenza francese nel 1871, seguì il tentativo americano di estendere la propria influenza commerciale in Corea, progetto perseguito inviando un’apposita delegazione diplomatica scortata da un contingente militare dissuasivo. Tuttavia anche la presenza americana suscitò il disinteresse dei Joseon, da cui ottennero l’esplicito invito a lasciare il paese, esortazione a cui gli americani reagirono assediando alcune città coreane, ingaggiando alcune battaglie l’esercito locale, culminate con l’affondamento del USS Sherman, evento che segnò la sconfitta degli USA, costretti a ritirarsi dalla Corea. Successivamente alla crisi con gli USA, la Corea si ritrovò a far fronte alla prepotente ascesa militare giapponese, la cui minaccia indusse i Joseon a ricercare l’appoggio di Cina e Russia, due paesi ostili all’espansionismo giapponese nella regione. Le nuove alleanze ressero fino al 1894, quando lo scoppio di una rivolta popolare mise in discussione la sovranità della dinastia Joseon, sostenuta dai cinesi ed ostracizzata dai giapponesi. La Cina raccogliendo la richiesta di soccorso dei regnanti coreani, predispose l’invasione del paese, suscitando la reazione militare del Giappone, culminata proprio con la vittoria di questi ultimi, a danno degli odiati cinesi, privati del loro protettorato coreano. L’esito della guerra sino-nipponica collocò la Corea sotto l’influenza giapponese, nonostante le ritrosie della Regina Mia, assassinata qualche anno dopo da alcuni sicari nipponici, evento che costrinse la dinastia Joseon a fuggire in Russia, privando i cinesi del loro principale sponsor locale.

LA COLONIZZAZIONE GIAPPONESE DELLA COREA 

L’influenza giapponese in Corea seppur riconosciuta dai cinesi, veniva invece fortemente contestata dalla Russia, contraria a qualsiasi ipotesi di rafforzamento geopolitico giapponese nel continente asiatico, dove gli Zar temevano la superiorità numerica nipponica. Il Giappone dinnanzi alla risoluta posizione russa cominciò ad approntare una strategia militare finalizzata a ridimensionare l’influenza russa nella regione, l’Impero del sol levante riuscì ad ottenere persino l’appoggio del Regno Unito. Anche gli USA favorirono i piani giapponesi, agevolando l’afflusso di finanziamenti occidentali attraverso l’intermediazione della banca di investimento Khun & Loeb, di proprietà del finanziere ebreo Jacob Schiff, personaggio ostile alla condotta antisemita della dinastia Romanov. Nel 1904, grazie alle importanti coperture politico-finanziarie acquisite in ambito internazionale, i giapponesi si decisero ad attaccare la Russia, costringendola alla resa nel giro di un solo anno, acquisendo l’egemonia regionale, assoggettando il regno di Corea ai loro interessi. Nel 1910 i giapponesi predisposero l’iter di annessione della Corea all’Impero, ignorando deliberatamente l’opposizione dei Joseon, che contestò fermamente l’illegittimità del trattato di integrazione. Ben presto il Giappone prese possesso della Corea, dissolvendone l’esercito e installando ufficiali nipponici in tutti gli ambiti amministrativi, mentre intanto cominciava a coagularsi il primo nucleo di resistenza coreana.

( Mappa dell’Impero Giapponese )

L’influenza giapponese in Corea si concretizzò innanzitutto in ambito economico, industrializzando le regioni settentrionali e destinando all’agricoltura quelle meridionali, dalla cui produzione dipendevano le forniture alimentari dell’impero del sol levante. Ad ogni modo, le attività economiche erano comunque gestite essenzialmente da ditte giapponesi, a cui vennero affidati molti progetti di sviluppo infrastrutturali, da quelli inerenti il potenziamento dei porti commerciali a quelli inerenti alla costruzione delle vie stradali e ferroviarie. Le autorità imperiali giapponesi, una volta insediatesi in Corea, cambiarono la denominazione del paese in Chòsen, nel tentativo di nipponizzare il paese, obiettivo perseguito con ogni mezzo, anche a costo di limitare i diritti della popolazione autoctona, dissuasa dal perseguire le proprie tradizioni, mediante l’apposizione di alcuni divieti sul diritto di parola o sulla libertà di stampa e di associazione. A tali vincoli, si aggiunse anche la colonizzazione culturale, concretizzatesi con l’abrogazione del calendario cinese, sostituito da quello gregoriano occidentale, senza contare l’obbligo del saluto ad est, in ossequio all’imperatore nipponico, addirittura lo shintoismo venne imposto quale culto di stato, in sostituzione del confucianesimo.

Queste misure coloniali, sommate al dispotismo giapponese, irritarono considerevolmente la popolazione coreana, suscitando alcune contestazioni popolari, culminate con l’insurrezione della resistenza in occasione della morte del Re Gojong, ultimo sovrano della dinastia Joseon. Lo sviluppo delle proteste popolari catalizzò le istanze indipendentiste coreane, a cui i giapponesi reagirono duramente disperdendo con la forza gli insorti. Ad ogni modo, nel 1919 la dura rappresaglia giapponese, finì col consolidare ulteriormente il consenso popolare attorno alla causa indipendentista, organizzata da alcuni esuli residenti in Cina, sostenuti dall’Internazionale Socialista, come nel caso di Kim Gu, divenuto uno dei primi leader della resistenza all’estero. Ben presto l’indipendentismo cominciò a preoccupare seriamente le autorità giapponesi, costringendole ad operare alcune concessioni per rasserenare il clima interno, come il permesso di insegnare la lingua coreana, mentre venne allentata la censura sula stampa, consentendo ai coreani una seppur limitata partecipazione politica.

LA FINE DEL DOMINIO GIAPPONESE SULLA COREA 

Il nuovo corso conciliante si interruppe repentinamente nel 1937, consequenzialmente alla seconda guerra sino-giapponese, quando l’impero del sol levante riprese la sua politica di assimilazione coercitiva, vincolando considerevolmente lo stile di vita coreano, addirittura l’80% della popolazione dovette adottare nomi di origine nipponica, per sfuggire alle pesanti limitazioni amministrative poste dalle autorità coloniali di Tokyo. Durante il corso della seconda guerra mondiale le condizioni di vita coreane peggiorarono ulteriormente, configurando una situazione di umiliante semi-schiavitù, che all’atto pratico sconfessava la retorica giapponese, che considerava la Corea una regione dell’Impero, ridenominata per l’appunto Chòsen, ad ogni modo, al netto della propaganda, i coreani rimanevano un popolo distinto, sostanzialmente privato di qualsiasi diritto politico all’interno delle istituzioni parlamentari di Tokyo.

( Kim il-Sung )

L’occupazione dispotica giapponese suscitò l’animosità della resistenza coreana, che già nel 1932 arrivò ad attentare, senza successo, alla vita dell’imperatore. Tuttavia solo dopo l’attacco di Pearl Harbor la resistenza cominciò ad operare con una certa costanza, cooperando con l’armata rossa sovietica in Manciuria, sotto la direzione di un governo provvisorio installatosi in Cina. Nello specifico, tra le fila dell’armata rossa si formò un nucleo di miliziani coreani, guidati dal capitano Kim il-Sung, uno dei fondatori del Partito Comunista Coreano, formazione politica organizzata da Pak Hong-Yong. Mentre Kim il-Sung si concentrò alla liberazione militare del paese, Pak Hong-Yong si occupò principalmente di strutturare il partito in patria, collocandone la sede nella città di Seul.

LA LIBERAZIONE DELLA COREA 

La prepotente avanzata sovietica nel continente sommata al dominio pacifico americano, privò il Giappone delle forze per continuare l’occupazione della penisola coreana, le cui ambizioni indipendentiste trovarono, almeno inizialmente, il favore degli USA e dell’URSS. Nello specifico sovietici ed americani nel 1943 concordarono il riconoscimento di uno stato coreano, libero ed indipendente dal Giappone, che intanto cominciava a cedere il controllo coloniale della penisola alle preponderanti truppe sovietiche, il cui numero dissuase la presenza militare americana in loco, almeno fino al bombardamento nucleare di Hiroshima e Nagasaki, evento che ribaltò i rapporti di forza nella regione, permettendo agli USA di rivendicare l’amministrazione della parte meridionale della Corea. Al termine della guerra la Corea si ritrovò divisa dal confine fittizio del 38° parallelo, che separava temporaneamente un paese occupato a sud dagli americani e a nord dai sovietici, un po’ come avvenne in Germania. Malgrado l’occupazione, i coreani confidavano di ricongiungersi non appena la situazione post-bellica si fosse stabilizzata, riprendendo possesso della propria sovranità, sottratta per anni dall’imperialismo giapponese, finalmente debellato.

( Divisione penisola coreana )

LA SEPARAZIONE AMMINISTRATIVA DELLA COREA 

L’occupazione della Corea venne amministrata con criteri diversi, infatti i sovietici agevolarono la formazione di un governo civile affidato ad una compagine comunista guidata da Kim il-Sung, mentre gli USA mantennero una governance militare, affiancata dalla burocrazia coloniale giapponesi, nonostante questa fosse osteggiata dalla popolazione. Gli USA una volta occupata la regione meridionale della Corea, preferirono non coinvolgere il governo provvisorio coreano, perché considerato fin troppo allineato alle posizioni comuniste sino-russe, sicché disconobbero qualsiasi legittimità a questo organo politico, guidato da Kim-Gu.

Ben presto la condotta anti-comunista delle autorità militari americane si riverberò negativamente sull’organizzazione politica del Partito Comunista Coreano, collocato precedentemente nella città di Seul, nel frattempo finita sotto occupazione americana. Nel 1946, la rigida divisione amministrativa del paese costrinse i comunisti a scindere il partito in due formazioni parallele, una operativa al sud sotto la guida di Pak-Hong-Yong, e una operativa al nord sotto la guida di Kim il-Sung. I comunisti coreani, benché divisi, dominavano comunque la scena politica del paese, forti del consenso delle masse popolari, anche se tra i ceti notabili tale ideologia veniva percepita come una minaccia ai loro interessi, finalmente liberi dai vincoli giapponesi.

LINFLUENZA USA SULLA COREA DEL SUD 

Malgrado la marginalizzazione del governo provvisorio coreano, l’amministrazione militare americana si ritrovò a contrastare la prepotente avanzata politica dei comunisti, favorendo l’ascesa politica di Syngman Rhee, un rampollo coreano esiliato negli Stati Uniti nel 1904, dove ebbe modo di formarsi nella prestigiosa università di Princeton. Rhee una volta laureatosi, ritornò in patria, prendendo parte alla resistenza anti-giapponese, aderendo al governo provvisorio coreano, divenendone il presidente nel 1919, posizione da cui venne rimosso qualche anno dopo, a causa del suo approccio autocratico. L’ostilità di Rhee all’establishment del governo provvisorio, sommata al suo background culturale, lo rese compatibile agli interessi degli USA, che lo sostenerono in funzione anti-comunista, favorendone la nomina a presidente provvisorio della Corea del Sud.

Il mandato di Rhee, per quanto favorito dagli Stati Uniti, rimaneva pur sempre temporaneo, inoltre la prossima integrazione della penisola avrebbe verosimilmente premiato i comunisti, egemoni nel nord e presenti in buon numero anche nel sud, dove inoltre l’ex presidente del governo provvisorio Kim-Gu organizzava l’iter di riunificazione delle due coree, nonostante l’irritazione americana. Kim-Gu veniva percepito come la minaccia principale agli interessi americani, giacché il suo approccio nazionalista, trovava consensi sia in Corea del nord che in Corea del sud, a prescindere dall’appartenenza politica di riferimento. L’impegno politico di Kim-Gu tentò di favorire l’integrazione del paese, armonizzando le posizioni comuniste con tutte le altre, sorvolando i veti posti dal presidente provvisorio Rhee, che non esitò a varare limitazioni sempre più stringenti ai comunisti, costringendoli a riparare in Corea del Nord, dove intanto le forze di sinistra si stavano aggregando attorno al Partito Comunista Nordcoreano, ridenominato Partito del Lavoro di Corea (PLC). La convergenza delle organizzazioni di sinistra nel PLC, nei piani di Kim il-Sung, avrebbe permesso ai comunisti di dominare le future elezioni, forti del consenso popolare che la sua leadership incontrava nel paese.

( Il leader nazionalista Kim-Gu )

LA SVOLTA INDIPENDENTISTA DELLA COREA DEL SUD 

Dinnanzi alla minaccia comunista, gli USA apposero il veto alla riunificazione delle due coree, giacché ciò avrebbe compromesso la propria presenza strategica nel continente asiatico, favorendo inevitabilmente l’URSS, mentre intanto i comunisti cinesi di Mao si apprestavano a cacciare i nazionalisti filo-americani. Nel 1948, dinnanzi a questa prospettiva, gli americani patrocinarono l’istituzione di uno stato sudcoreano indipendente, saldamente sotto il loro controllo strategico, fu così che venne fondata l’attuale Repubblica di Corea. La mossa americana non dissuase l’ex presidente del governo provvisorio Kim-Gu, deciso a continuare l’iter negoziale di riunificazione politica della penisola coreana, nonostante la ferma opposizione della autorità militari americane, fermamente contrarie a subordinare i propri interessi geopolitici alle istanze del popolo coreano. Ad ogni modo successivamente all’indipendenza della Corea del Sud, gli USA predisposero rapidamente le elezioni politiche, da cui uscì vincente Syngman Rhee, agevolato dal boicottaggio della sinistra, che costò la sconfitta allo sfidante Kim-Gu. Le elezioni sudcoreane suggellarono così la separazione artificiosa della Corea, ideata e promossa dagli USA, che inoltre pressarono il neo-presidente Rhee a mettere al bando tutte le organizzazioni comuniste.

( Syngman Rhee )

CONCLUSIONI 

La storia della Corea, come si evince, si è sviluppata all’insegna dell’isolazionismo, date la costante minaccia posta dai propri vicini, sempre pronti a contendersi l’egemonia sul loro territorio, impedendo qualsiasi forma di autodeterminazione. La sofferta occupazione coloniale giapponese, favorì il consolidamento dei rapporti con la Cina e la Russia, paesi che ancora oggi godono della simpatia coreana, soprattutto nel nord. Questa solida partnership è stata consolidata nel corso del novecento, in funzione anti-americana, gli USA infatti sostituirono le forze di occupazione giapponesi, imponendo interessi non loro, che hanno impedito il ricongiungimento di un popolo, che all’indomani della seconda guerra non riscontrava alcuna ragione per rimanere separato, da ideologie che poco avevano a che vedere con la loro storia, ma che comunque si imposero a livello strumentale, perpetuandosi fino ad oggi.

Le responsabilità sulla divisione della Corea sono da addebitarsi essenzialmente agli USA, da cui derivò il discutibile veto alla naturale reintegrazione della penisola. Infatti, al di là dell’approccio ideologico, i coreani avevano tutto il diritto di ricongiungersi, essendo un unico popolo, a cui tra l’altro, le due potenze avevano garantito sia la liberazione che l’indipendenza politica. Verosimilmente, questo processo avrebbe sicuramente favorito i comunisti, ma ciò sarebbe stato comunque un risultato democraticamente legittimo, operato da un popolo sovrano, a cui invece è stata imposta una divisione artificiosa, che avvantaggiava ancora una volta un paese straniero, indisposto a recedere dalla propria posizione di dominio militare.

La Russia, conscia del potenziale elettorale dei comunisti coreani, stava già per implementare il ritiro delle proprie forze di occupazione, sicura dei tradizionali rapporti fiduciari consolidati negli anni con i vicini coreani, il che li avvantaggiava inevitabilmente rispetto agli americani, indipendentemente dalla retorica ideologica. Agli USA non restò altro che mettere alle strette i nazionalisti coreani di Kim-Gu, colpevoli di dialogare con i comunisti del nord, favorendo l’ascesa di Rhee, rivelatosi un autocrate, privo di una reale base di consensi. Le ambizioni politiche di Rhee affossarono il processo di reintegrazione, svendendo il proprio paese agli interessi geopolitici americani, facendosi scudo della retorica ideologica, che ben presto polarizzò la dialettica politica tra le due regioni coreane, costrette ad importare un odio reciproco, prima inesistente, da cui si svilupperà la guerra di Corea, che approfondiremo in un prossimo articolo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

  • LA POLITICA E' L'ARTE DEL POSSIBILE, LA SCIENZA DEL RELATIVO ---- ( BISMARCK )
  • PERCHE' IL MALE TRIONFI SERVE SOLO CHE I BUONI RINUNCINO ALL'AZIONE ----- ( EDMUND BURKE )
  • IL PRIMO BENE DI UN POPOLO E' LA SUA DIGNITA' ---- ( CAVOUR )
  • I POLITICI SONO UGUALI DAPPERTUTTO. PROMETTONO DI COSTRUIRE PONTI ANCHE DOVE NON CI SONO FIUMI ----- ( CHRUSCEV )
  • IN TEMPO DI GUERRA LA VERITA' E' COSI' PREZIOSA CHE DEVE SEMPRE ESSERE PROTETTA DA UNA CORTINA DI BUGIE ----- ( CHURCHILL )
  • LA GUERRA E' UNA COSA TROPPO SERIA PER LASCIARLA IN MANO AI MILITARI ----- ( GEORGE CLEMENCEAU )
  • CHI NON HA UNA COMPETENZA NON SI OCCUPI DI GOVERNO ----- ( CONFUCIO )
  • PIU' SONO LE LEGGI PIU' SONO I LADRI ---- ( FRANCESCO COSSIGA )
  • IL POTERE NON SI PRENDE, SI RACCATTA ---- ( CHARLES DE GAULLE )
  • OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA ---- ( JOSEPH DE MAISTRE )
  • FATTA L'ITALIA, BISOGNA FARE GLI ITALIANI ---- ( MASSIMO D'AZEGLIO )
  • POLITICA VUOL DIRE REALIZZARE ---- ( ALCIDE DE GASPERI )
  • LA SEMPLICITA' E' COMPAGNA DELLA VERITA', COME LA MODESTIA DEL SAPERE ----- ( FRANCESCO DE SANCTIS )
  • UN POLITICO USA I DATI COME UN UBRIACO IL LAMPIONE, NON PER LA LUCE MA PER IL SOSTEGNO ----- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CONOSCERE PER DELIBERARE ----- ( LUIGI EINAUDI )
  • I SAGGI NON HANNO BISOGNO DI SUGGERIMENTI. GLI SCIOCCHI NON NE TENGONO CONTO ----- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • LA POLITICA NON E' L'ARTE DEL POSSIBILE. CONSISTE NELLO SCEGLIERE FRA IL DISASTROSO E LO SGRADEVOLE -- ( JOHN KENNETH GALBRAITHT )
  • LA VERITA' NON DANNEGGIA MAI UNA CAUSA GIUSTA ---- ( GANDHI )
  • LE LEGGI SI APPLICANO AI NEMICI E SI INTERPRETANO AGLI AMICI ---- ( GIOLITTI )
  • LA STORIA INSEGNA MA NON HA SCOLARI ----- ( GRAMSCI )
  • CHI LOTTA PUO' PERDERE MA CHI NON LOTTA HA GIA' PERSO ----- ( CHE GUEVARA )
  • SENZA SPADA I PATTI NON SONO CHE PAROLE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • QUANDO IL POPOLO HA PAURA DEL GOVERNO, C'E' TIRANNIA. QUANDO IL GOVERNO HA PAURA DEL POPOLO, C'E' LIBERTA' ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • NON CHIEDETE COSA IL VOSTRO PAESE PUO' FARE PER VOI, CHIEDETE COSA VOI POTETE FARE PER IL VOSTRO PAESE ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON SI FANNO GUERRE PER IL BENEFICIO DELL'UMANITA', MA PER INTERESSE NAZIONALE ---- ( HENRY KISSINGER )
  • PER FARE UNA FRITTATA BISOGNA ROMPERE LE UOVA ---- ( LENIN )
  • LA DEMOCRAZIA E' IL GOVERNO DEL POPOLO, DAL POPOLO, PER IL POPOLO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • SI DICE CHE LA VERITA' E' DESTINATA A SOFFRIRE, MA NON SI ESTINGUE MAI ----- ( TITO LIVIO )
  • TUTTE LE RIVOLUZIONI INIZIANO PER STRADA E FINISCONO A TAVOLA ---- ( LEO LONGANESI )
  • IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI ----- ( NICCOLO' MACHIAVELLI )
  • UNA CONOSCENZA DIFFUSA SI RENDE IMMORTALE DA SOLA ----- ( JAMES MACKINTOSH )
  • LA POLITICA E' GUERRA SENZA SPARGIMENTO DI SANGUE. LA GUERRA E' POLITICA CON SPARGIMENTO DI SANGUE ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NON HO PAURA DELLA CATTIVERIA DEI MALVAGI, MA DEL SILENZIO DEGLI ONESTI ----- ( MARTIN LUTHER KING )
  • I POPOLI IMPARANO PIU' DA UNA SCONFITTA CHE NON I RE DAL TRIONFO ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • IL SUFFRAGIO A SORTE E' PROPRIO DELLA DEMOCRAZIA; IL SUFFRAGIO A SCELTA LO E' DI QUELLA DELL'ARISTOCRAZIA ----- ( MONTESQUIEU )
  • L'INAZIONE E' UNO DEI METODI D'AZIONE PIU' PERICOLOSI ---- ( CESARE MORI )
  • PER GLI STOMACI VUOTI NON ESISTONO NE' OBBEDIENZA NE' TIMORE ----- ( NAPOLEONE )
  • UN PURO TROVA SEMPRE QUALCUNO PIU' PURO CHE LO EPURA ----- ( PIETRO NENNI )
  • PER ANNI I POLITICI HANNO PROMESSO LA LUNA, IO SONO IL PRIMO IN GRADO DI DARVELA ---- ( NIXON )
  • I GOVERNI HANNO CONCETTI DELL'ONESTA DIVERSI DA QUELLI CHE VALGONO PER I PRIVATI ---- ( VILFREDO PARETO )
  • UN'ALTRA VITTORIA SIMILE E SAREMO SPACCIATI ----- ( PIRRO )
  • I POLITICANTI SONO I CAMERIERI DEI BANCHIERI ----- ( EZRA POUND )
  • COMUNISTA E' QUALCUNO CHE LEGGE MARX E LENIN. ANTICOMUNISTA E' QUALCUNO CHE LI CAPISCE ---- ( RONALD REAGAN )
  • FAI QUELLO CHE PUOI, CON QUELLO CHE HAI, NEL POSTO IN CUI SEI ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • LA SICUREZZA DEL POTERE SI FONDA SULL'INSICUREZZA DEI CITTADINI ----- ( LEONARDO SCIASCIA )
  • L'ARTE DELLA GUERRA CONSISTE NEL SCONFIGGERE IL NEMICO SENZA DOVERLO AFFRONTARE ---- ( SUN TZU )
  • TUTTE LE GUERRE SONO COMBATTUTE PER DENARO ----- ( SOCRATE )
  • IN UNA REPUBBLICA MOLTO CORROTTA, MOLTISSIME SONO LE LEGGI ----- ( TACITO )
  • LA DEMOCRAZIA E' IL POTERE DI UN POPOLO INFORMATO ----- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • LA NAZIONE E' FATTA META' DI TRADITORI E META' DI PATRIOTI, MA NESSUNO SA DISTINGUERE GLI UNI DAGLI ALTRI ---- ( MARK TWAIN )
  • LA GIUSTIZIA E' COME LA TELA DI UN RAGNO, TRATTIENE GLI INSETTI PIU' PICCOLI, MENTRE I GRANDI TRAFIGGONO LA TELA E RESTANO LIBERI -- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' LA PROSECUZIONE DELLA POLITICA CON ALTRI MEZZI ----- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • LA POLITICA, NELLA PRATICA, QUALI CHE SIANO LE IDEE CHE PROFESSA, E' SEMPRE L'ORGANIZZAZIONE SISTEMATICA DELL'ODIO ----- ( HENRY ADAMS )
  • IL POTERE LOGORA CHI NON C'E' L'HA ----- ( GIULIO ANDREOTTI )
  • PENSATE DA UOMINI SAGGI, MA PARLATE COME GENTE COMUNE ----- ( ARISTOTELE )
  • LA MAGISTRATURA COLPISCE PUNTUALE, AD OROLOGERIA, VICINO ALLE ELEZIONI ---- ( SILVIO BERLUSCONI )
  • SMACCHIEREMO IL GIAGUARO ----- ( PIER LUIGI BERSANI )
  • UN VERO STATISTA, QUANDO MANCA IL NEMICO, SE LO DEVE INVENTARE ---- ( BISMARCK )
  • PIANTA ALBERI CHE GIOVERANNO IN UN ALTRO TEMPO ----- ( CATONE )
  • LA GRANDE POLITICA E' QUELLA DELLE RISOLUZIONI AUDACI ----- ( CAVOUR )
  • IL SUCCESSO E' L'ABILITA' DI PASSARE DA UN FALLIMENTO ALL'ALTRO SENZA PERDERE IL TUO ENTUSIASMO ----- ( CHURCHILL )
  • SAPERE CIO' CHE E' GIUSTO E NON FARLO E' LA PEGGIORE DELLE VIGLIACCHERIA ---- ( CONFUCIO )
  • DATO CHE UN POLITICO NON CREDE MAI IN CIO' CHE DICE, RESTA SORPRESO QUANDO GLI ALTRI CI CREDONO ----- ( CHARLES DE GAULLE)
  • IN OGNI GENERE ED IN OGNI CASO, IL GOVERNO DEBOLE E' IL PEGGIORE DI TUTTI ----- ( MASSIMO D'AZEGLIO )
  • LA VOLGARITA' OFFENDE CHI LA USA, NON CHI LA SUBISCE ----- ( VINCENZO DE LUCA )
  • SE UNA COSA DIFFICILE TI SEMBRA SEMPLICE, VUOL DIRE CHE NON HAI CAPITO NIENTE ----- ( CIRIACO DE MITA )
  • E' IL BEL PENSARE CHE CONDUCEAL BEN DIRE ----- ( FRANCESCO DE SANCTIS )
  • CHE CI AZZECCA?! ----- ( ANTONIO DI PIETRO )
  • LA FRANCHEZZA E' LA GEMMA PIU' SPLENDENTE DELLA CRITICA ----- (BENJAMIN DISRAELI )
  • DOVE SONO TROPPI A COMANDARE, NASCE LA CONFUSIONE ----- ( LUIGI EINAUDI )
  • NON SO' CON CHE ARMI SARA' COMBATTUTA LA TERZA GUERRA MONDIALE, MA LA QUARTA SARA' COMBATTUTA CON BASTONI E PIETRE -- ( EINSTEIN )
  • L'AGRICOLTURA SEMBRA MOLTO SEMPLICEQUANDO IL TUO ARATRO E' UNA MATITA E SEI LONTANO DA UN CAMPO DI GRANO --( DWIGHT EISENHOWER )
  • MOLTO SPESSO, COL CAMBIARE DEL GOVERNO, PER I POVERI CAMBIA SOLO IL NOME DEL PADRONE ---- ( FEDRO )
  • LE GUERRE NON SI PAGANO IN TEMPO DI GUERRA, IL CONTO VIENE DOPO ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • LA GUERRA RIMANE IL PIU' GRANDE FALLIMENTO UMANO ---- ( JOHN KENNETH GALBRIGHT )
  • LA FORZA NON DERIVA DALLA CAPACITA' FISICA, DERIVA DA UNA VOLONTA' INDOMITA ---- ( GHANDI )
  • QUANDO SI VA IN CUCINA, BISOGNA PUR CUCINARE CON GLI INGREDIENTI CHE SI TROVANO ---- ( GIOLITTI )
  • IL REALISMO E' IL TRATTO OBBLIGATORIO DI OGNI POLITICO ---- ( MICHAIL GORBACEV )
  • LA MASSONERIA E' STATO L'UNICO PARTITO REALE ED EFFICENTE CHE LA CLASSE BORGHESE HA AVUTO PER LUNGO TEMPO ---- ( GRAMSCI )
  • I MAFIOSI NON HANNO PAURA DEL CARCERE; I MAFIOSI HANNO PAURA CHE NOI GLI METTIAMO LE MANI NELLE LORO TASCHE ---- ( PIETRO GRASSO )
  • COMBATTERE UNA BATTAGLIA E' BELLO. CHE SI PERDA O CHE SI VINCA RIMANE IL GUSTO DI AVERCI PROVATO ---- ( BEPPE GRILLO )
  • LA RIVOLUZIONE NON E' UNA MELA CHE CADE QUANDO E' MATURA, DEVI FARLA CADERE ---- ( CHE GUEVARA )
  • L'INTERESSE E LA PAURA SONO I PRINCIPI DELLA SOCIETA' ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA PACE E LA TOLLERANZA SONO LE NOSTRE POLITICHE MIGLIORI, VORREI TANTO CHE CI FOSSE CONCESSO PERSEGUIRLE -- ( THOMAS JEFFERSON )
  • UN CRETINO E' UN CRETINO. DUE CRETINI SONO DUE CRETINI. DIECIMILA CRETINI SONO UN PARTITO POLITICO ---- ( KAFKA )
  • L'UMANITA' DEVE PORRE FINE ALLA GUERRA, O LA GUERRA PORRA' FINE ALL'UMANITA' ---- ( JOHN KENNEDY )
  • IL 90% DEI POLITICI ROVINA LA REPUTAZIONE DEL RESTANTE 10% ---- ( HENRY KISSINGER )
  • ECCO, NEL GIORNO DELLA VITTORIA DELL'INTER IO SONO IL MOURINHO DELLA DIFESA ---- ( IGNAZIO LA RUSSA )
  • LA LIBERTA' E' PREZIOSA, COSI' PREZIOSA CHE DOVREBBE ESSERE RAZIONATA ---- ( LENIN )
  • NON STO SCONFIGGENDO I MIE NEMICI RENDENDOLI MIEI AMICI ? ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • NESSUNA LEALTA' E' DOVUTA AD UN TRADITORE ---- ( TITO LIVIO )
  • CHI ROMPE NON PAGA E SI SIEDE AL GOVERNO ---- ( LEO LONGANESI )
  • GOVERNARE E' FAR CREDERE ---- ( MACHIAVELLI )
  • BISOGNA ASPETTARSI DI TUTTO IN POLITICA, DOVE TUTTO E' PERMESSO, FUORCHE LASCIARSI COGLIERE DI SORPRESA ---- ( CHARLES MAURRAS )
  • LA NOSTRA GLORIA NON STA NEL NON CADERE MAI, MA NEL RISOLLEVARCI OGNI VOLTA CHE CADIAMO ---- ( NELSON MANDELA )
  • LA CRITICA VA FATTA A TEMPO; BISOGNA DISFARSI DEL BRUTTO VIZIO DI CRITICARE DOPO ---- ( MAO TSE TUNG )
  • E' SEMPRE IL MOMENTO GIUSTO PER FARE LA COSA GIUSTA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • IL POTERE POLITICO E' IL POTERE DI UNA CLASSE, ORGANIZZATO PER OPPRIMERNE UN'ALTRA ---- ( KARL MARX )
  • SE SI VOTA ALMENO NON FINISCO IN GALERA ---- ( CLEMENTE MASTELLA )
  • LA COSCIENZA DELL'UMANITA' E' SUPREMA SU TUTTI I GOVERNI: ESSI DEVONO ESSERNE INTERPRETI, O NON SONO LEGITTIMI ---- ( GIUSEPPE MAZZINI )
  • CON LE ARMI NUCLEARI, NON CI SARA' TEMPO DI IMPARARE. UN SOLO ERRORE BASTA A DISTRUGGERE NAZIONI INTERE ---- ( ROBERT MCNAMARA )
  • UN IMPERO FONDATO DALLE ARMI DEVE REGGERSI CON LE ARMI ---- ( MONTESQUIEU )
  • QUAL'E' LA MANIFESTAZIONE PIU' CONCRETA DEL SUCCESSO DEL'EURO? LA GRECIA ---- ( MARIO MONTI )
  • NON SI DEVE TEMERE LA GUERRA, LA SI DEVE ODIARE ---- ( CESARE MORI )
  • PER FARE LE COSE, OCCORRE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE ---- ( ALDO MORO )
  • IL FONDAMENTO ESSENZIALE DI UNA SOCIETA' SANA E' L'EQUA SPARTIZIONE DEI BENI ---- ( TOMMASO MORO )
  • LA LEGALITA' E IL DIRITTO SONO LE PIETRE FONDANTI DELLA PACE INTERNAZIONALE E DELLA STABILITA' ---- ( GIORGIO NAPOLITANO )
  • COLORO CHE VOGLIONO INGANNARE I POPOLI E GOVERNARLI AD ESCLUSIVO LORO VANTAGGIO HANNO INTERESSE A MANTENERLI NELL'IGNORANZA -- ( NAPOLEONE )
  • IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO ---- ( PIETRO NENNI )
  • CHIUNQUE PENSI CHE POSSA CANDIDARMI A QUALUNQUE COSA CHE INIZI IN QUALUNQUE ANNO E' FUORI DI MELONE --- ( NIXON )
  • FATE SOLDI, SE POTETE IN MANIERA ONESTA, ALTRIMENTI COMUNQUE ---- ( ORAZIO )
  • IL MODO PIU' RAPIDO PER PORRE FINE AD UNA GUERRA E' PERDERLA ---- ( GEORGE ORWELL )
  • SE ABBIAMO DEGLI ATTACCHI MAFIOSI NEGLI USA, NON ANDIAMO MICA A BOMBARDARE L'ITALIA?! ---- ( RON PAUL )
  • LA POLITICA, NELLA COMUNE ACCEZZIONE DEL TERMINE, NON E' ALTRO CHE CORRUZIONE ---- ( PLATONE )
  • LA POLITICA DOVREBBE ESSERE COME LA NAZIONALE: DOVREBBERO SEMPRE GIOCARE I MIGLIORI. MA NON E' MAI COSI' -- ( MICHEL PLATINI )
  • LA PACE VIENE DALLA COMUNICAZIONE ---- ( EZRA POUND )
  • NESSUN PIANO DI BATTAGLIA SOPRAVVIVE ALL'IMPATTO COL NEMICO ---- ( COLLIN POWELL )
  • CON L'EURO LAVOREREMO UN GIORNO DI MENO, GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIU' ---- ( ROMANO PRODI )
  • NOI PERSEGUITEREMO DAPPERTUTTO I TERRORISTI, E QUANDO LI TROVEREMO, LI BUTTEREMO DRITTI NELLA TAZZA DEL CESSO -- ( PUTIN )
  • SONO STATO VARIE VOLTE IN COREA DEL NORD, PRESIDENTE OBAMA, STIA TRANQUILLO, CHE NON C'E' NIENTE DI BOMBA ATOMICA - ( ANTONIO RAZZI )
  • CUBA E' LA PROSSIMA RAMAZZATA DELLA DEMOCRAZIA. E LASCIATEMI DIRE DIRETTAMENTE A FIDEL CASTRO: TU SEI FINITO! ---- ( RONALD REAGAN )
  • ENRICO STAI SERENO. VAI AVANTI. IO MI FIDO DI LETTA, E' LUI CHE NON SI FIDA, NON STO FACENDO MAFRINE PER TOGLIERGLI IL POSTO -- ( RENZI )
  • NOI NON COMBATTIAMO PER QUELLI CHE VIVONO OGGI, MA PER COLORO CHE VERRANNO ---- ( ROBESPIERRE )
  • PIU' CHE LA FINE DELLA GUERRA, VOGLIAMO LA FINE DEI PRINCIPI DI TUTTE LE GUERRE ---- ( FRANKLIN ROOSVELT )
  • SOLO COLUI CHE NON AGISCE NON COMMETTE ERRORI ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • NESSUNO PUO' GOVERNARE SENZA COLPE ---- ( ANTOINE DE SAINT-JUST )
  • I VERI EUROPEISTI SONO QUELLI CHE RICONOSCONO CHE L'UE DI BANCHIERI, MULTINAZINALI E E BUROCRATI E' LA NEGAZIONE DEI SUOI VALORI ORIGINALI ---- ( SALVINI )
  • IO SONO UN DIPENDENTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, NON SONO UN SUO DIPENDENTE! ---- ( MICHELE SANTORO )
  • GLI ITALIANI GUADAGNANO NETTO, MA VIVONO LORDO ---- ( GIUSEPPE SARAGAT )
  • LA VERITA' E' CHE SE L'UE CONTINUA CON QUESTE POLITICUCCE, NEL 2050 FORSE CI SARA' LA NATO MA NON L'EUROPA ---- ( HELMUT SCHMIDT )
  • FONDAMENTO DI OGNI SOCIETA' E' LA GIUSTIZIA ---- ( ANTONIO SEGNI )
  • DI PIETRO E' IL PADRE DI BERLUSCONI, LO HA GENERATO UCCIDENDO UNA PARTE DELLA PRIMA REPUBBLICA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • PENSO, COMPAGNI, CHE L'AUTOCRITICA CI E' NECESSARIA COME L'ARIA E COME L'ACQUA ---- ( STALIN )
  • TUTTA L'ARTE DELLA GUERRA SI BASA SULL'INGANNO ---- ( SUN TZU )
  • LA VERITA' SI RAFFORZA CON LA LUCE E CON IL TEMPO, LA MENZOGNA INVECE CON LA FRETTA ED IL MISTERO ---- ( TACITO )
  • CIO' CHE IL VOLGO CHIAMA TEMPO PERSO E' SPESSO TEMPO GUADAGNATO ---- ( ALEXIS DE TOCQUEVILLE )
  • SE TUTTO DEVE RIMANERE COM'E, E' NECESSARIO CHE TUTTO CAMBI ---- ( GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA )
  • A PROPOSITO DI POLITICA... CI SAREBE QUALCOSA DA MANGIARE? ---- ( TOTO')
  • E' FALLITA L'IDEA CHE UN PAESE SI GOVERNA COME UN'AZIENDA ---- ( GIULIO TREMONTI )
  • LE CATASTROFI POLITICHE NON VENGONO SE NON IN QUALCHE MODO CONSENTITE O VOLUTE ---- ( FILIPPO TURATI )
  • CI SONO DUE CASI IN CUI NON SI DEVE SPECULARE IN BORSA: QUANDO NON SI HA I SOLDI O QUANDO LI SI HA ---- ( MARK TWAIN )
  • IMPARA AD UBBIDIRE ED IMPARERAI A COMANDARE ---- ( SOLONE )
  • LA GUERRA E' UN ATTO DI FORZA CHE HA LO SCOPO DI COSTRINGERE L'AVVERSARIO A SOTTOMETTERSI ALLA NOSTRA VOLONTA' ---- ( VON CLAUSEWITZ )
  • PREPARARE LA GUERRA E' L'UNICO MODO PER MANTENERE LA PACE ---- ( GEORGE WASHINGTON )
  • QUANDO LA GUERRA SARA' FINITA, LI COSTRINGEREMO A PENSARE COME NOI, ANCHE PERCHE' SARANNO FINANZIARIAMENTE NELLE NOSTRE MANI -- ( WOODROW WILSON )
  • CI SONO DUE MODI DI FARE IL POLITICO: SI PUO' VIVERE "PER" LA POLITICA OPPURE SI PUO' VIVERE "DELLA" POLITICA ---- ( MAX WEBER )
  • VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, MA NON ABBIAMO LO STESSO ORIZZONTE ---- ( ADENAUER )
  • LA CATTIVERIA DEI BUONI E' PERICOLOSISSIMA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA DIGNITA' NON CONSISTE NEL POSSEDERE GLI ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI ---- ( ARISTOTELE )
  • IO SONO SEMPRE DALLA PARTE DEGLI USA, PRIMA ANCORA DI SAPERE COME LA PENSANO ---- ( BERLUSCONI )
  • L'INTER E' COME IL COMUNISMO, UNA BELLA IDEA REALIZZATA MALE ---- ( BERTINOTTI )
  • L'ECONOMIA POLITICA E' IL CODICE DELL'USURA ---- ( LOUIS BLANQUI )
  • LO STATO SONO IO ---- ( LUIGI XIV di BORBONE )
  • IL PROBLEMA DELLE LIBERE ELEZIONI E' CHE NON PUOI SAPERE CHI LE VINCERA' ---- ( BREZNEV )
  • VORREI FARE IL FANNULLONE MA NON CI RIESCO ---- ( RENATO BRUNETTA )
  • INNOVARE NON VUOL DIRE RIFORMARE ---- ( EDMUND BURKE )
  • QUESTA RIFORMA E' UNA PUTTANATA, MI FA SCHIFO, MA VOTERO' SI ---- ( MASSIMO CACCIARI )
  • LA LIBERTA' E' COME L'ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE QUANDO COMINCIA A MANCARE ---- ( PIERO CALAMANDREI )
  • BERLUSCONI TRATTA GLI ALLEATI COME UN PADRONE DEL SETTECENTO TRATTAVA GLI SCHIAVI ---- ( PIER FERDINANDO CASINI )
  • NOI SOCIALISTI ABBIAMO COMMESSO UN ERRORE NEL SOTTOVALUTARE LA FORZA DEL NAZIONALISMO E DELLA RELIGIONE -- ( FIDEL CASTRO )
  • I LADRI DI BENI PRIVATI PASSANO LA VITA IN CARCERE E IN CATENE, QUELLI DI BENI PUBBLICI NELLE RICCHEZZE E NEGLI ONORI -- ( CATONE )
  • LA STORIA SARA' GENTILE CON ME, POICHE' INTENDO SCRIVERLA ---- ( CHURCHILL )
  • SIAMO SCHIAVI DELLA LEGGE PER POTER ESSERE LIBERI ---- ( CICERONE )
  • NON USARE ARCO E FRECCIA PER UCCIDERE UNA ZANZARA ---- ( CONFUCIO )
  • QUESTA E' LA RICETTA DEMOCRATICA: SPEGNERE LA FIAMMA PRIMA CHE DIVAMPI L'INCENDIO ---- ( FRANCESCO COSSIGA
  • DOBBIAMO USARE IL TEMPO COME UNO STRUMENTO, NON COME UNA POLTRONA ---- ( CRAXI )
  • LA CALUNNIA SDEGNA I MEDIOCRI, SI AFFERRA AI GRANDI ---- ( FRANCESCO CRISPI )
  • PER GLI AMERICANI LA PACE E' QUELL'INTERVALLO DI TEMPO CHE SERVE A RICARICARE IL BAZOOKA ---- ( MAURIZIO CROZZA )
  • NIENTE RAFFORZA L'AUTORITA' QUANTO IL SILENZIO ---- ( DE GAULLE )
  • IO DI BERLUSCONI MI FIDO: CREDO PROPRIO CHE SIA SINCERO, QUANDO DICE DI VOLERE FARE LE RIFORME ---- ( D'ALEMA )
  • QUI A SALERNO VOTANO ANCHE LE PIETRE ---- ( VINCENZO DE LUCA )
  • A DUE ANNI PER FARE MANI PULITE E QUATTRO PER DIFENDERMI DALLE CONSEGUENZE ---- ( DI PIETRO )
  • IL POTERE HA UN SOLO DOVERE: ASSICURARE LA SICUREZZA SOCIALE ALLA GENTE ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • LA POLITICA E' PIU' DIFFICILE DELLA FISICA ---- ( EINSTEIN )
  • E ALLORA, SIAMO PADRONI DI UNA BANCA? ---- ( PIERO FASSINO )
  • IL GENIO SENZA FORMAZIONE E' COME ARGENTO IN MINIERA ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • PER NOI DI PIETRO E' UN MITO! ---- ( MAURIZIO GASPARRI )
  • OCCHIO PER OCCHIO E IL MONDO DIVENTA CIECO ---- ( GHANDI )
  • CARLO MARX E' STATO MANDATO IN SOFFITTA ---- ( GIOLITTI )
  • QUAL'E IL MIGLIOR GOVERNO? QUELLO CHE CI INSEGNA A GOVERNARCI DA SOLI ---- ( GOETHE )
  • PER NON CONOSCERE LA STORIA NON SERVE PIU' BRUCIARE I LIBRI, BASTA FAR PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE ---- ( BEPPE GRILLO )
  • MOLTO PIU' DECISIVA E MOLTO PIU' DUREVOLE DI TUTTO L'ORO CHE SI PUO' ACCUMULARE E' LA GRATITUDINE DI UN POPOLO ---- ( CHE GUEVARA )
  • LE DUE VIRTU' CARDINALI IN GUERRA SONO LA FORZA E LA FRODE ---- ( THOMAS HOBBES )
  • LA GUERRA E' UN CASTIGO TANTO PER CHI LA INFLIGGE QUANTO PER COLUI CHE LA PATISCE ---- ( THOMAS JEFFERSON )
  • IO SONO UN IDEALISTA SENZA ILLUSIONI ---- ( JOHN KENNEDY )
  • NON CI PUO' ESSERE UNA CRISI LA SETTIMANA PROSSIMA. LA MIA AGENDA E' GIA' PIENA ---- ( HENRY KISSINGER )
  • LA FIDUCIA E' BENE, IL CONTROLLO E' MEGLIO ---- ( LENIN )
  • UNA VOLTA DECISO CHE UNA COSA PUO' E DEVE ESSERE FATTA, BISOGNA SOLO TROVARE IL MODO ---- ( ABRAHAM LINCOLN )
  • LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI ---- ( TITO LIVIO )
  • UN'IDEA CHE NON TROVA POSTO A SEDERE E' CAPACE DI FARE LA RIVOLUZIONE ---- ( LEO LONGANESI )
  • PUO' LA DISCIPLINA NELLA GUERRA PIU' CHE IL FURORE ---- ( MACHIAVELLI )
  • NEL NOSTRO PAESE PRIMA SI VA IN PRIGIONE E DOPO SI DIVENTA PRESIDENTI ---- ( NELSON MANDELA )
  • NEL GRANDE FIUME DELLA CONOSCENZA UMANA TUTTO E' RELATIVO E NESSUNO PUO AFFERRARE LA VERITA' ASSOLUTA ---- ( MAO TSE TUNG )
  • NULLA AL MONDO E' PIU' PERICOLOSO CHE UN'IGNORANZA SINCERA E UNA STUPIDITA' COSCENZIOSA ---- ( MARTIN LUTHER KING )
  • COLORO CHE LAVORANO, NON GUADAGNANO, E QUELLI CHE GUADAGNANO NON LAVORANO ---- ( KARL MARX )
  • NON SO DOVE CAPITO.PUO' DARSI IN QUARTA FILA. L'IMPORTANTE E' SEDERSI. NON PERDERE MAI LA SEDIA ---- ( MASTELLA )
  • LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE ---- ( MONTESQUIEU )
  • CHE MONOTONIA AVERE UN POSTO FISSO PER TUTTA LA VITA ---- ( MARIO MONTI )
  • L'INGRATITUDINE E' UN MODO COME UN ALTRO PER PAGARE I DEBITI. ED E' IL PREFERITO PERCHE' COSTA MENO ---- ( CESARE MORI )
  • LA VERA LIBERTA' SI VIVE FATICOSAMENTE TRA CONTINUE SFIDE ---- ( ALDO MORO )
  • OGNI RIVOLUZIONARIO A UN CERTO PUNTO DIVENTA CONSERVATORE ---- ( MUSSOLINI )
  • DAL SUBLIME AL RIDICOLO VI E' APPENA UN PASSO ---- ( NAPOLEONE )
  • IN ITALIA QUANDO UNA COSA NON E' PIU' PROIBITA DIVENTA OBBLIGATORIA ---- ( PIETRO NENNI )
  • UNO DEGLI SVANTAGGI DEL NON FARE POLITICA E' CHE SI FINISCE PER ESSERE GOVERNATI DA PROPRI INFERIORI ---- ( PLATONE )
  • LE GUERRE SI FANNO PER CREARE DEBITI. LA GUERRA E' IL SABOTAGGIO MASSIMO, IL SABOTAGGIO PIU' ATROCE ---- ( EZRA POUND )
  • L'EURO SARA' LA NOSTRA RICCHEZZA! ---- ( PRODI )
  • "ANDAVAMO E DICEVAMO: PRESIDENTE, SIAMO NOI DUE, QUANTO CI MOLLA?"-- ( ANTONIO RAZZI )
  • FIGLIOLO, LA SINCERITA' IN POLITICA E' FONDAMENTALE. SE RIESCI A FINGERE DI ESSERE SINCERO C'E' LA FARAI ---- ( RONALD REAGAN )
  • NON SI PORTA LA LIBERTA' SULLA PUNTA DELLE BAIONETTE ---- ( ROBESPIERRE )
  • NON COLPIRE AFFATTO SE CIO' E' DIGNITOSAMENTE EVITABILE; MA SE COLPISCI, COLPISCI SEMPRE DURO ---- ( THEODORE ROOSVELT )
  • PER VINCERE UNA BATTAGLIA, BISOGNA CAPIRE DI ESSERE IN BATTAGLIA ---- ( MATTEO SALVINI )
  • L'IGNORANZA E' UNA COLPA ---- ( VITTORIO SGARBI )
  • COLPISCI UNO PER INSEGNARE A CENTO ---- ( STALIN )
  • CALUNNIATE, CALUNNIATE, QUALCOSA RESTERA' ---- ( VOLTAIRE )
  • LA POLITICA E' LA CULLA DOVE SI SVILUPPA LA GUERRA ---- ( CARL VON CLAUSEWITZ )
  • UN METODO INFALLIBILE PER DOMARE UNA TIGRE E' LASCIARE CHE DIVORI QUALCUNO ---- ( ADENAUER )
  • SE FOSSI NATO IN UN CAMPO PROFUGHI DEL LIBANO, FORSE SAREI DIVENTATO ANCH'IO UN TERRORISTA ---- ( ANDREOTTI )
  • LA GRATITUDINE E' UN SENTIMENTO CHE INVECCHIA PRESTO ---- ( ARISTOTELE )
  • COSA CREDEVA QUELLA PLEBAGLIA EUROPEA, CHE L'EURO FOSSE STATO FATTO PER LA LORO FELICITA'? ---- ( JAQUES ATTALI )
  • I PARTITI DI OGGI SONO MACCHINE DI POTERE E CLIENTELA ---- ( BERLINGUER )
  • ORA BASTA, NON FACCIAMOCI SOPRAFFARE DALLA COMMOZIONE, BUNGA BUNGA PER TUTTI! ---- ( BERLUSCONI )
  • UNO CHE LEGGE MARX DIVENTA LIBERALE SOLO SE RICCO ---- ( BERTINOTTI )
  • IL BELLO DELLA DEMOCRAZIA E' CHE TUTTI POSSONO PARLARE, MA NON OCCORRE ASCOLTARE ---- ( ENZO BIAGI )
  • LA POLITICA NON E' UNA SCIENZA, MA UN ARTE ---- ( BISMARCK )
  • IL SUCCESSO E' IL SOLO INFALLIBILE CRITERIO DI SAGGEZZA PER LE MENTI VOLGARI ---- ( EDMUND BURKE )
  • SE PADRONEGGI L'ARGOMENTO LE PAROLE SEGUIRANNO ---- ( CATONE )
  • IL PREZZO DELLA GRANDEZZA E' LA RESPONSABILITA' ---- ( CHURCHILL )
  • SE VOGLIAMO GODERE DELLA PACE, BISOGNA FARE LA GUERRA ---- ( CICERONE )
  • SE VEDI UN AFFAMATO NON DARGLI DEL RISO: INSEGNALGLI A COLTIVARLO ---- ( CONFUCIO )
  • QUANDO VOGLIO SAPERE COSA PENSA LA FRANCIA, LO CHIEDO A ME STESSO ---- ( DE GAULLE )
  • A DARGLI UN DITO QUELLO TI FREGA UN BRACCIO ---- ( DI PIETRO )
  • IL SUCCESSO E' FIGLIO DELL'AUDACIA ---- ( BENJAMIN DISRAELI )
  • CHI HA PAZIENZA PUO' AVERE CIO' CHE VUOLE ---- ( BENJAMIN FRANKLIN )
  • OGNI NAZIONE E' IL COMPLEMENTO DELL'ALTRA ---- ( GHANDI )
  • LA SINISTRA NON E' CAPACE DI GOVERNARE E NON LASCIA GOVERNARE ---- ( GIOLITTI )
  • UN LEADER E' UN VENDITORE DI SPERANZE ---- ( NAPOLEONE )